Ior, si cambia. Più trasparenza e conti sospetti chiusi

Papa Francesco (www.wikipedia.org)

I primi risultati di Papa Francesco: più trasparenza nello Ior

Città del Vaticano – Con l’entrata in vigore della legge 18/2013, conversione del decreto urgente XI dell’8 agosto 2013, la Città del Vaticano fa un passo avanti in materia di trasparenza economica e finanziaria. Questo nuovo strumento, sollecitato dal Motu proprio promulgato da Papa Francesco all’indomani dell’arresto di Nunzio Scarano, contabile dell’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede, riguarderà parecchi aspetti dell’Istituto per le Opere di Religione, il famigerato Ior.

Molte le novità in arrivo: innanzitutto, verranno chiusi circa 1.300 conti correnti aperti presso la Banca vaticana, sui quali sono attualmente versate somme per circa 320 milioni di euro. La richiesta di chiusura è arrivata direttamente dal nuovo presidente, Ernst von Freyberg (nominato lo scorso 15 febbraio, con l’assenso del già dimissionario Benedetto XVI), con una lettera che spiega le ragioni del “nuovo corso” intero allo Ior.

La decisione di tagliare i cordoni finanziari a enti, istituti e privati cittadini – i cui requisiti per ottenere l’apertura di un conto presso lo Ior sono decaduti – è stata presa di comune accordo tra l’Autorità di informazione finanziaria del Vaticano, e l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, in una sinergia collaborativa che ha già prodotto grandi risultati nella lotta al riciclaggio di denaro e a illeciti di varia natura.

Per evitare il ripetersi di situazioni simili, il presidente del Governatorato (il primo ministro vaticano, in sostanza), cardinale Bertello, avrà l’incarico di stilare la black list dei soggetti per i quali, si legge nel testo della legge entrata in vigore ieri, «vigono automaticamente i divieti di fornitura di beni, risorse economiche e servizi finanziari».

Tutte queste decisioni, ha dichiarato il portavoce della Sala Stampa padre Federico Lombardi, «completano al 90 per cento la normativa che doveva essere messa in cantiere in questo campo». Per l’arcivescovo Mamberti, che cura i Rapporti tra gli Stati e la diplomazia vaticana (in attesa dell’arrivo del nuovo segretario di Stato, Parolin), il testo adegua la legislazione vaticana ai parametri e alle decisioni richieste dal Comitato Moneyval, un organismo di controllo internazionale, che aveva inserito il Vaticano in una lista di stati a “scarsa trasparenza fiscale”.

Stefano Maria Meconi

 

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