L’invecchiamento non è uguale per tutti, ecco perchè

Uno studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, spiega quali fattori incidono sull'invecchiamento, un fenomeno molto diverso a seconda dei soggetti

invecchiamento

Tanti i fattori che portano all’invecchiamento. Ecco perchè a 40 anni non siamo tutti uguali (foto: saluteintestinale.com)

Avviso a tutti i quarantenni, siete sicuri di avere l’età riportata sul vostro documento di identità? O meglio, avete la certezza di essere veramente coetanei? A quanto pare non dovreste, perchè sembra che l’invecchiamento colpisca le persone in maniera molto diversa a seconda dei soggetti, portando alcuni ad accumulare anche tre anni ogni 365 giorni. Questa almeno è la conclusione a cui sono arrivati un gruppo di studiosi statunitensi, israeliani, neozelandesi e inglesi, che hanno partecipato ad un’indagine da poco pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. L’obiettivo, quantificare l’invecchiamento biologico nei giovani adulti, e la sua non obbligatoria corrispondenza con l’età cronologia.

SEGUIRE L’INVECCHIAMENTO DEI GIOVANI – A differenza di altre ricerche sul tema, questa volta gli scienziati hanno basato i loro studi su soggetti intorno ai 40 anni, la cui crescita, e successivo invecchiamento, è stata seguita fin dalla tenera età. «Si fanno molti studi sull’invecchiamento – ha spiegato Dan Belsky , docente di geriatria alla Duke University Centers of aging che ha coordinato l’indagine – ma si tratta sopratutto di indagini svolte su soggetti già invecchiati, pochissime le ricerche fatte su gruppi di persone giovani e in procinto di passare la soglia dei quarant’anni. Abbiamo quindi deciso di misurare l’invecchiamento – ha proseguito – in soggetti relativamente giovani, sfruttando i dati di un corposo studio internazionale, il Dunedin, una pietra miliare delle ricerche longitudinali. L’indagine ha coinvolto persone centinaia di persone nate tra il 1972 e il 1973 nella stessa città, seguite dalla nascita ad oggi con prelievi e misurazioni fatte a 18, 26, 32 e 38 anni».

LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE – Lo studio ha tenuto sotto controllo i cambiamenti relativi alle funzioni di fegato, reni, polmoni, del sistema metabolico e immunitario, del colesterolo e della lunghezza dei telomeri, le parti terminali dei cromosomi che si accorciano con il passare degli anni.  Sotto stretto controllo anche la salute dei denti e dei capillari del fondo degli occhi, oltre ad alcune prove di capacità fisica, psicologica e di coordinamento. Risultato? L’età effettiva constatata nei soggetti andava dai 30 ai 60 anni, nonostante tutti i pazienti ne avessero 38.

INVECCHIAMENTO ANCHE ESTERIORE - Inoltre, è stato constatato che all’invecchiamento precoce dell’organismo corrisponde anche quello dell’aspetto. «Molti pensano che la senescenza inizi tardi nella vita ma i suoi segni sono invece già presenti a partire dai 26 anni di età  -  sottolinea Belsky  – Gli organi iniziano ad invecchiare prima di quanto si pensi». Lo studio così svolto sembra dimostrare, secondo quanto dichiarato dagli autori, che l’invecchiamento non è solo un processo genetico, ma al contrario che in tale ambito influiscano anche fattori ambientali e stili di vita, variabili sui quali si deve agire per invertire la rotta.

 

Carlo Perigli

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