Intrighi e processi: monsieur Sarkozy, ma cosa combina?

Sulla testa dell'ex presidente francese Sarkozy pende l'ennesimo scandalo: questa volta potrebbe costargli l'allontanamento definitivo dalla vita politica

Sarkozy

Nicolas Sarkozy

Tempi duri per l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Dopo la crisi dell’Ump, che alle europee ha ottenuto solamente il 20% delle preferenze, facendosi scavalcare dal Front National di Marine Le Pen, arrivano ora accuse dalla magistratura che potrebbero costargli il carcere, oltre che la chiusura definitiva della sua carriera politica.

IN STATO DI FERMO – Il 2 luglio Sarkozy è stato posto in stato di fermo dalla polizia di Nanterre, dove si era recato per essere ascoltato dalla magistratura. La misura è durata un’intera giornata alla fine della quale l’ex presidente è stato rimesso in libertà. Già dal 26 febbraio è al centro di un’inchiesta che ipotizza per lui i reati di concussione e violazione del segreto istruttorio. Il 30 giugno è stato fermato anche il suo avvocato, Thierry Herzog.

L’ACCUSA – Secondo la polizia giudiziaria, Sarkozy avrebbe creato, nel periodo tra il 2007 e il 2012, una rete di informatori al fine di tenere sotto controllo i processi giudiziari riguardanti  la sua persona e i suoi interessi. Tra i componenti di questa rete figurerebbe, oltre ad Herzog, anche Gilbert Aziberg, avvocato generale della corte di cassazione, che avrebbe fornito all’ex presidente francese le informazioni richieste in cambio di un posto di rilievo nel Principato di Monaco.

I SOLDI DI GHEDDAFI E LA L’OREAL – Gli inquirenti sono arrivati a tali conclusioni seguendo le indagini relative a un presunto finanziamento illecito di cinquanta milioni di euro versato dall’allora leader libico Muhammar Gheddafi alla campagna presidenziale vinta da Sarkozy nel 2007. Mettendo sotto controllo i telefoni di Sarkozy e di Herzog gli inquirenti hanno scoperto che i due utilizzavano dei telefoni intestati a nomi fittizi per comunicare. É emerso inoltre che l’ex presidente era a conoscenza di informazioni riservate relativa al procedimento penale contro Liliane Bettencourt, proprietaria della L’Oreal e grande finanziatrice di Sarkozy. Le indagini hanno quindi rivelato il ruolo del giudice Aziberg, che ha accesso alla rete Intranet della Cassazione, dove vengono custoditi i documenti di tutti i procedimenti.

LA DIFESA DI SARKOZY – Punta tutto sull’illiceità delle intercettazioni e sull’accanimento politico la linea difensiva portata avanti sinora dalla difesa degli imputati. Dal punto di vista giuridico, ci si concentrerà sull’illegittimità delle intercettazioni effettuate nei colloqui tra l’indagato Sarkozy e l’avvocato Herzog. Dal punto di vista politico Sarkò ha attaccato la pratica delle intercettazioni usata nei suoi confronti paragonandola alle peggiori pratica della Stasi, la nota polizia segreta della Germania Est. Due giorni fa è apparso in televisione per attaccare la «strumentalizzazione politica di una parte dei magistrati», provocando l’ilarità di una parte della stampa francese, abituata a sentire affermazioni simili solamente da questa parte delle Alpi.

sarkozy

Thierry Herzog

LA REAZIONE DELL’UMP – Piuttosto tiepida la reazione dell’Ump – Union pour un Mouvement Populaire – il partito di Sarkozy. La linea difensiva, che dovremmo conoscere ormai a menadito, indica l’esistenza di un complotto ai danni dell’ex presidente francese, a seguito della decisione di questi di rientrare in politica alle prossime elezioni presidenziali previste nel 2017. Nel frattempo, nel partito di Sarkozy si respira un pessimo clima. Lo scandalo che vede protagonista l’ex presidente segue a distanza brevissima altri due episodi che potrebbero far vacillare la reputazione dell’Ump. Il primo riguarda il segretario Jean-François Copé, accusato di aver soddisfatto non meglio precisati interessi privati nell’organizzazione dell’ultima campagna elettorale.Il secondo, di pochi giorni fa, riguarda invece la diffusione di registrazioni non autorizzate di alcune riunioni dell’Eliseo realizzate da Patrick Buisson, consigliere di Sarkozy, ritenuto molto vicino agli ambienti di estrema destra.

LE AGENDE – Elementi di fondamentale importanza per far luce su questa come su altre storie sono rappresentati dalle agende di Sarkozy, il cui contenuto è ritenuto di grande importanza dagli inquirenti. Sembra che al loro interno ci siano indicazioni sull’arbitrato deciso dall’allora ministro dell’economia Christine Lagarde a favore del controverso uomo di affari Bernard Tapie in relazione al fallimento del Credit Lyonnais.

GLI ALTRI SCANDALI DI SARKO’ – Sarkozy non è affatto nuovo a scandali derivanti da procedimenti giudiziari. Il primo e più notorio è del 1995, quando, secondo le accuse, l’ex presidente francese prese parte all’organizzazione di un giro di tangenti derivanti da un affare militare con il Pakistan per finanziare la campagna elettorale dell’ex premier Balladour. In seguito, è stato indagato per aver distratto dei fondi pubblici, sotto campagna elettorale, a favore di un suo collaboratore, e per un giro di fatture false emesse dall’agenzia di comunicazione dell’Ump durante la campagna elettorale del 2012. E’ probabile che questo intreccio di vicende giudiziarie comprometterà definitivamente l’immagine di Sarkozy, impedendogli di tornare a gareggiare per l’Eliseo. Au revoir, monsieur Sarkò.

Carlo Perigli

@c_perigli

foto: blogs.ft.com, ladmedia.fr

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