Intolleranza al lattosio? Guai ad eliminare il latte e i suoi derivati

Uno studio americano afferma che eliminare dalla dieta i latticini può essere pericoloso per la nostra salute

di Laura Guerrato

Latte

Eliminare del tutto il latte e i suoi derivati dalla propria alimentazione, anche se intolleranti al lattosio (lo zucchero del latte) è la cosa più sbagliata che si possa fare. Basta diminuire le dosi. Ne danno notizia alcune ricerche svolte dai National Institute of Health americani.

Chi è intollerante al lattosio non possiede o ha carenza, di un enzima - la lattasi – all’interno del proprio intestino, che ha il compito di scindere il lattosio in zuccheri semplici che vengono poi assorbiti dal tratto gastrointestinale. Venendo a mancare questo enzima il lattosio fa molta più fatica ad essere digerito, quindi fermenta nell’intestino e crea poi problemi gastrointestinali.

L’intolleranza al lattosio nell’adulto è molto diffusa, più o meno tra il 21 e il 25 per cento della popolazione. L’attività della lattasi inizia a diminuire nella maggior parte delle persone intorno ai 2 anni di vita con una riduzione progressiva geneticamente programmata, ma i sintomi di intolleranza al lattosio raramente si sviluppano prima dei 6 anni. Spesso chi soffre di intolleranza al lattosio tende a eliminare del tutto il latte e tutti quegli alimenti che contengono il lattosio, tra i quali anche alcune verdure; tuttavia ciò è assolutamente sbagliato perché l’eliminazione di tali alimenti può portare a carenze nutrizionali che alla lunga possono avere conseguenze sulla salute. Poiché i latticini sono gli alimenti più ricchi di vitamina D e di calcio, privarsene mette a rischio la salute delle ossa e non solo. Infatti è stato dimostrato che la vitamina D è fondamentale per proteggere il nostro organismo da diverse malattie, quali il rachitismo nei bambini, osteoporosi, infarto, diabete e Alzheimer, asma, sclerosi multipla e molte altre negli adulti.

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La soluzione è molto semplice. Gli studi infatti dimostrano che chi è intollerante al lattosio può comunque introdurne delle piccole dosi, 12 grammi circa, che è l’equivalente di una tazza di latte, nel proprio organismo, senza, o quasi, avere dei sintomi troppo fastidiosi. Infatti la maggior parte degli studi ha dimostrato che i pazienti tollerano in piccole quantità il lattosio, l’importante è non esagerare e soprattutto non accumulare il lattosio nell’intestino.

Formaggio

I casi con sintomi molto gravi, diarree e dolori addominali, sono una minoranza, che può in ogni caso non rinunciare ai latticini, sottoponendosi prima ad una dieta di esclusione, e poi introducendo piccole dosi di lattosio, aiutando la digestione con la somministrazione della lattasi, sotto forma di pastiglie da masticare una decina di minuti prima di ingerire gli alimenti contenenti lattosio.

È quindi importante non togliere del tutto il latte e i latticini dalla dieta, e per farlo si può comunque ricorrere a qualche stratagemma, per esempio consumare alimenti a basso contenuto di lattosio (formaggi stagionati, come il parmigiano, solitamente ne hanno molto meno), bere latte scremato o parzialmente scremato, mangiare yogurt scremato o magro.     

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