Intervista a L’Urlo – Libera associazione di liberi musicisti

urloIl maggior problema che si trova ad affrontare chi decide di voler fare musica oggi è la difficoltà di avere visibilità e promozione. Gli artisti indipendenti sono sempre di più e anche il pubblico sembra inizi a voler scoprire musica di là dei soliti canali. Il live, quindi, sempre importantissimo per chi inizia questo tipo di percorso, soprattutto a livello locale, sta tornando ad acquistare un ruolo importante. Numerose sono le associazioni che organizzano eventi e che cercano di promuovere artisti emergenti. Tra queste una giovane associazione dei castelli romani: L’Urlo – libera associazione di liberi musicisti. Noi abbiamo incontrato uno dei promotori dell’associazione, Valerio Cesari, che, insieme con Andrea Caovini, da qualche tempo prova a dar voce alla musica indipendente a Roma e nei castelli romani.

Valerio, come è nata l’esigenza di creare un’associazione come L’ Urlo?

Un po’ per caso, un po’ perché sia io che Andrea ne sentivamo l’esigenza dopo tanta militanza sia come musicisti che come, specie nel suo caso, organizzatori di eventi e festival dedicati. Dopo aver cominciato condividendo una trasmissione su Radio Libera Tutti dedicata esclusivamente alla musica nuova e a tutto ciò che intorno ad essa gravitava, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti quello che già sentivamo, ovvero la necessità urgente di far lievitare quel piccolo capitale umano che avevamo avuto modo di raccogliere attorno a noi, cercando di canalizzarlo in una sorta di manifesto comune: trattare i musicisti come lavoratori ancor prima che artisti, cercando di garantirgli se non un equo compenso almeno la giusta visibilità o comunque un servizio utile, quale un passaggio in radio o un book fotografico, tanto per fare due esempi.

L’associazione si occupa di promuovere musica originale e d’autore, principalmente autoprodotta e indipendente. Qual è lo stato attuale di questo settore musicale a Roma e nei castelli Romani?

Noi crediamo di poter dire, senza tema di smentita, che il valore medio delle band di Roma Sud e provincia sia altissimo e, avendone ascoltata tanta di roba, non abbiamo riscontrato così spesso prodotti dello stesso livello. Roma città è invece caotica, musicalmente, così come lo è per tutt’altri aspetti: manca un’organizzazione di base che eviti cartello se non tra i locali anche tra le band stesse, cercando di combattere con tutte le energie possibili l’arrivismo e l’incapacità di aggregazione tipicamente italiana.

C’è anche un giudizio di valore estetico che viene dato all’inizio di una collaborazione. Cosa vi colpisce di un disco o di un artista al punto di decidere di promuoverlo?

Più che di valore estetico parlerei di capacità di immedesimazione: le band di valore sono quelle che riescono a porsi dalla prospettiva dell’ascoltatore e dell’audience. Ci colpisce certo il modo in cui una band è amalgamata e si muove sul palco, specie se riesce a farlo in maniera corale. Credo sia molto importante, se non fondamentale, il modo in cui si sceglie di presentare il proprio prodotto: per fare un esempio, mi è capitato, lavorando in radio, di vedermi recapitare packaging fantastici, invidiabili, al cui interno veniva riposto un cd masterizzato, bianco, scritto a penna. Per noi comunque a far la differenza è la volontà di fare gruppo e la costanza di volerci riuscire, con noi, nel tempo. Nel nostro mondo ideale, che poi tanto lontano non è, le band vanno ai concerti delle altre band e comprano l’una i cd dell’altra.

A breve intraprenderete anche un lavoro d’intermediazione tra le band, i locali live e le organizzazioni di eventi, vuoi spiegarci meglio?

Le band devono essere messe nella condizione di salire sul palco e preoccuparsi di attaccare i propri strumenti e quindi suonare:urlo basta. Preoccuparsi anche di tutto il resto rende inevitabilmente insostenibile il percorso di vita di un gruppo e, se possibile, lo accorcia sensibilmente: noi vogliamo porci come figure di riferimento nel momento in cui bisogna intavolare, con locali, festival o singole persone una trattativa. L’Urlo comprende uno staff in grado di offrire un servizio completo: dalla fotografia con Sofia Bucci, alla fonia con Diego Fabbri e Luca Balsamo. Poi ci sono l’esperienza e il pragmatismo di Andrea, che ha avuto parte fondamentale nel Primo Maggio dei Castelli ed è direttore del Giuliano Rock Festival ormai da anni e poi ci sono io, che lavoro in radio (Radio Rock) e mi occupo della parte più “artistica” del tutto.

Recentemente Manuel Agnelli ha dato vita al festival itinerante Hai paura del buio in cui diversi ambiti artistici si incontrano e ha dichiarato, a proposito, che l’interazione tra le arti in Italia manca un po’ perché si ha sempre paura di sporcarsi le mani e di contaminarsi. Cosa ne pensi?

Credo in Italia ci sia anzitutto bisogno di trasparenza: troppo spesso ci si perde in un bicchier d’acqua a vantaggio dei soliti noti. I contest sono frequentemente l’occasione per far mangiare qualcuno e far morire disidratati i musicisti, laddove non c’abbia già pensato la SIAE, e anche eventi di grossa levatura come il Primo Maggio di Roma, lasciano più di qualche dubbio circa le modalità di partecipazione e selezione. Noi ci avvaliamo della collaborazione di professionisti nei vari ambiti, il cui contributo riteniamo vitale oggi per una band. Se poi Manuel Agnelli volesse venire ospite in una delle nostre serate, noi saremmo ben lieti di farci due chiacchiere in libertà! Io, da parte mia sono dubbioso circa la buona volontà dei cosiddetti grandi del rock italiano: hanno assistito pressoché muti allo sfascio ventennale di questo paese e mi sembrano intenti a discutere di questioni inutili, lamentandosi il più delle volte di internet e del fatto che i cd non li compri più nessuno. Ogni tanto più che cercare risposte sarebbe opportuno farsi delle domande.

Progetti futuri, eventi imminenti?

La domanda cade a fagiolo! Saremo questa sera, sabato 21, a Genzano (Rm) presso il Palazzo Sforza Cesarini ospiti del Forum per i Castelli Romani, con un appuntamento imperdibile, in uno scenario pazzesco con tanta musica originale, reading letterari e anche cabaret. Vi invitiamo a venire numerosi e, perché no, armati di demo!

Serena Prati
@Se_Prati

Foto homepage: tuttiquilive.it

 

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