Intervista a Luciana Bianciardi: diamo voce ad autori bravi e sconosciuti

In occasione dell’uscita in libreria della terza edizione di “Aprire il fuoco”, l’ultimo romanzo scritto da Luciano Bianciardi che ExCogita Editore ha presentato alla Fiera del Libro di Torino 2010, intervistiamo Luciana Bianciardi, figlia del grande scrittore grossetano e fondatrice di ExCogita

di Laura Dotti

La copertina di "Aprire il fuoco"

È appena uscita la terza edizione di Aprire il fuoco, una prosa carica di inventiva ai livelli del più famoso La vita agra. Che valore ha avuto e qual è il suo effetto sul panorama letterario attuale?

Il libro, se si esclude il Garibaldi, uscito postumo, venne pubblicato per la prima volta nel 1969, un anno fatidico che ha segnato l’inizio di un lungo e travagliato periodo della storia del nostro Paese. Nel romanzo, mio padre, con grande lungimiranza e capacità di sintesi, anticipa i tempi creando un testo –oggi lo definiremmo ipertesto – capace di fondere la sua realtà quotidiana (siamo appunto nel 1969) con il Risorgimento, e in particolare con le Cinque Giornate di Milano, in un impasto temporale e linguistico in cui l’universo si capovolge condensandosi in una nuova, ipotetica rivoluzione milanese contro l’oppressore straniero. La sua ineguagliabile penna coglie l’occasione per criticare ferocemente, ma sempre con il grande gusto dell’ironia che gli è congeniale, la corsa al consumismo, l’illusione di un benessere fasullo, dovuto al cosiddetto boom economico, la perdita dei veri valori umani.

Con questo romanzo, Bianciardi chiude un ciclo vitale, un cerchio che si era aperto con Il lavoro culturale e che era proseguito con L’Integrazione per raggiungere l’apice con La vita agra, libro, quest’ultimo, culturalmente fondamentale per intere generazioni di lettori e che non ha ancora finito di stupire. Ma non solo: in Aprire il fuoco ricompare prepotente l’amore dello scrittore grossetano per il Risorgimento ed è proprio grazie alla commistione ottocento/novecento che Bianciardi ci dà una nuova lezione di storia passata, presente e, perché no, futura.

Quanto ha influito un cognome importante, e noto nell’ambiente, come quello di Bianciardi sulla decisione di fondare una casa editrice?

Poco. In realtà avrei seguito questa strada anche se mi fossi chiamata in un altro modo. Dopo vent’anni di frequentazione con i librifici più importanti, dove ho lavorato come redattrice e, soprattutto, come traduttrice – buon sangue non mente – e dopo aver visto transitare sulle scrivanie delle redazioni libri di aspiranti scrittori,sconosciuti, naturalmente, tutti alle prime armi, ai primi speranzosi tentativi di uscire dall’anonimato che nulla avevano da invidiare ai libri che venivano pubblicati dai soliti noti, ho pensato di dare voce a chi voce non poteva avere perché non portava in dote un nome conosciuto.

Veniamo a oggi. Qual è la posizione di ExCogita nel panorama dell’editoria italiana?

Luciana Bianciardi

È quella di qualsiasi piccola casa editrice: distribuita con grande fatica (nostra) e dispendio di energie (nostre), soffocata dalla grande industria cartaria, poco apprezzata dalla maggior parte delle librerie (e dei librai) che preferiscono utilizzare spazi e risorse a favore dei best seller organizzati, dei casi letterari preconfezionati dal marketing, delle meteore cabarettistiche spacciate per stelle; libri che magari durano lo spazio di un mattino, ma che, nel frattempo, fanno cassa.

Un rimedio a questa situazione difficile?

La qualità. La qualità e l’amore per il libro alla lunga pagano sempre così come il rapporto umano che noi di ExCogita riusciamo a instaurare con i nostri autori.

Un progetto d’attualità?

Il cinema. Alcuni libri pubblicati da ExCogita hanno già vissuto la trasformazione dalla carta allo schermo: vale a dire che, grazie a una équipe di attori e di un regista,  abbiamo prodotto alcuni cortometraggi che riassumono i libri stessi. I “corti” prodotti partecipano innanzitutto ai vari festival cinematografici specializzati, ma anche alle mostre cinematografiche principali: Cannes e Venezia, per esempio,  hanno visto la nostra costante presenza in questi ultimi anni. Con la nostra partecipazione alle mostre più acclamate (abbiamo partecipato anche al festival cinematografico di Honolulu) intendiamo portare i nostri libri là dove non potrebbero altrimenti essere conosciuti, né presentati, con la segreta speranza di riuscire a destare l’interesse e l’attenzione del cinema maggiore. In questo periodo stiamo girando per la televisione  alcuni episodi di un “serial” dedicato alle matrigne e alle seconde o terze mogli. Le sceneggiature sono tratte, infatti, da due libri pubblicati da ExCogita: Uova di matrigna di Orsella Nehman e Mogliastre di Rossella Calabrò.

Un augurio per gli italiani?

Léggere, léggere, léggere. Non solo i quotidiani più o meno gratuiti che si trovano nei mezzanini della metropolitana, ma soprattutto libri di valore che la piccola editoria sa produrre. Magari meglio se scelti fra quelli pubblicati da ExCogita…

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2 Risponde a Intervista a Luciana Bianciardi: diamo voce ad autori bravi e sconosciuti

  1. avatar
    luigi 08/09/2011 a 22:45

    Volete sapere come lavora veramente la casa editrice ExCogita di Luciana Bianciardi? Si tratta del solito editore a pagamento, che chiede migliaia di euro (circa QUATTROMILA!!!!) per i servizi di Editing.

    Leggete questo link:

    http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=332

    che vergogna! E questa signora osa perfino parlare di “qualità e di amore per il libro”!

    Rispondi
  2. avatar
    teresa 03/12/2013 a 18:11

    Confermo. Ho avuto la stessa esperienza. Mi hanno chiesto 3500 euro per realizzare un corto metraggio tratto dal mio libro, che avrebbero pubblicato solo se avessi accettato la realizzazione del corto a pagamento. La signora in questione è falsa e anche qualcosa di più. per ora non aggiungo altro, ma mi farò risentire. grazie.

    Rispondi

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