Internet superveloce e gratuito: le scuole del sud rifiutano

Niente rete Internet superveloce: 220 scuole del sud Italia rifiutano la proposta del GARR, il consorzio della rete della ricerca scientifica italiana

Enzo Valente, direttore del GARR

Enzo Valente, direttore del GARR

In una intervista del 2011 di Lorenzo Mannella a Enzo Valente, direttore del GARR – il consorzio che gestisce la rete della ricerca scientifica in Italia -, questi dichiarava di voler «stipulare convenzioni con le regioni Sicilia, Calabria, Puglia e Campania per permettere alle loro scuole di sfruttare le infrastrutture di linea del GARR per estendere le loro fibre ottiche». Cioè, in poche parole, voleva estendere la connessione a banda larga usata dai ricercatori del GARR alle scuole di quelle regioni. Ad oggi, però, duecentoventi scuole del sud Italia rifiutano la rete Internet superveloce anche se è gratis.

PERCHE’? – Enzo Valente ha fatto sapere di aver inviato la proposta di collegamento alla rete di Internet con la fibra ottica del GARR a duecentosessanta scuole del Sud. Di queste, soltanto quaranta gli hanno risposto affermativamente. Le altre duecentoventi hanno rifiutato la proposta. Queste le parole del fisico: «Non ci posso credere. Non capisco. Collegarsi a Internet con una rete superveloce può cambiare radicalmente la didattica e l’offerta formativa. Vuol dire portare la scuola nel futuro. Come si fa a non capirlo? Ma i genitori degli studenti di queste scuole lo sanno che i dirigenti delle scuole hanno rifiutato questa offerta? Io credo di no».

Già nel 2004 il GARR aveva collegato più di mille scuole del nord Italia alla sua rete superveloce: allora era stato un progetto del MIUR che, però, si era concluso in brevissimo tempo perché i soldi stanziati dal Ministero erano finiti subito. Purtroppo, da allora, l’Italia è rimasta molto indietro se pensiamo che, nel frattempo, Irlanda e Grecia hanno già collegato oltre cinquemila istituti scolastici. Nel 2011 il GARR ha riaperto la questione, avendo sei milioni di euro di cui poteva disporre fra i quarantasei milioni circa del progetto GARR-X, stanziati proprio per ammodernare le reti in fibra ottica delle “Regioni della convergenza”: l’obiettivo, collegare le scuole delle regioni del sud Italia, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In cambio, il consorzio ha chiesto un canone di manutenzione di tremila euro per cinque anni.

220 scuole del sud Italia hanno rifiutato la proposta del GARR

220 scuole del sud Italia hanno rifiutato la proposta del GARR

L’atteggiamento dei dirigenti delle scuole del sud lascia perplessi: perché non approfittare di un servizio che potrebbe essere integrato agli uffici pubblici, agli ospedali, ai musei?

I RIFIUTI – Delle duecentoventi scuole che hanno rifiutato l’offerta della rete Internet superveloce, alcune hanno dichiarato di non volere proprio la rete superveloce, altre di non avere i soldi per la manutenzione. Alcune scuole poi hanno detto di essere dotate di una rete Internet, anche se obsoleta e altre, soprattutto se situate in montagna, hanno detto di non poter nemmeno ricevere la fibra ottica, ma che devono utilizzare il satellite. Quindi gli ostacoli ci sono, eccome: nonostante questo, però, sono moltissime le scuole che avrebbero potuto accettare senza problemi l’offerta del GARR e non l’hanno fatto.

C’è anche la questione economica: se i sei milioni di euro non verranno spesi per il servizio proposto entro il 31 marzo 2015 andranno persi. Sprecati. Secondo Enzo Valenti anche i rappresentanti del MIUR potrebbero spiegare alle scuole che il GARR non è un’azienda di commercio qualunque che fa profitti, ma una società di ricerca senza scopo di lucro che persegue il bene comune. In qualche caso sicuramente basterà parlare con i dirigenti scolastici, in altri invece si dovranno aiutare le scuole economicamente per poter pagare il canone di manutenzione annuale della fibra ottica del GARR, considerando che molte scuole chiedono ai genitori degli alunni il rifornimento di carta per le fotocopie e, a volte, anche di carta igienica.

Il punto 8 della "Buona scuola", il progetto di riforma della scuola del governo Renzi

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Una situazione paradossale, se si riflette sul fatto che il ministro del MIUR, Stefania Giannini, in questi giorni è occupata a sostenere la consultazione pubblica sulla “Buona Scuola”, il progetto di riforma scolastica del governo, che apre la discussione su una scuola sempre più connessa e sempre più digitale.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Fonte foto: www.blogorio.net; www.didamateterry88.wordpress.com; www.digitaldividemilano.com

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