Internet: nuova frontiera di diritti

Il Ministro Renato Brunetta promette la banda larga a tutti gli italiani nel 2012. Dopo i Paesi dell’Europa Settentrionale, anche l’Italia afferma il diritto a Internet.

2714057912_1f52058bf7Roma – «Banda larga a 2 mega per tutti entro il 2012». Queste sono le parole del ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta. Attraverso il Piano Romano infatti, verrà messa a disposizione di tutti i cittadini la rete a banda larga. Come sostiene il ministro, in questo modo si avrà un «cambiamento della burocrazia» che verrà affidato ad internet e potrà consentire una maggiore fruizione di servizi. Intanto però si attendono gli 800 milioni di Euro dal Cipe che dovrebbero essere sbloccati entro novembre.

Provvedimenti di questo tipo però non sono inusuali. In Finlandia, entro luglio di questo anno, verrà colmato il gap digitale fra i cittadini e verrà assicurato 1 mega di banda larga per tutti, mentre nel 2015 ci sarà un potenziamento della rete fino ad addirittura 100 mega, come nei paesi più evoluti nell’economia digitale.

In sostanza assistiamo ad una rincorsa ad Internet. Sono molte le iniziative europee per promuovere lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazioni. In Italia però la situazione è difficile. Secondo l’ECTA, European Competitive Telecoms Association, che ha stilato una graduatoria dei paesi europei per accesso alla rete, solo il 20,3% degli italiani ha accesso alla banda larga. L’Italia occupa la sedicesima posizione, meglio solo di Grecia, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria. A guidare la classifica ci sono i paesi nordici come Olanda e Danimarca.

Il gap digitale, cioè la differenza tra chi ha accesso alla rete e chi no, continua ad essere un problema. Attraverso queste iniziative, necessarie, è possibile ridurre questo svantaggio o addirittura colmarlo completamente. Ma c’è chi parla già di una nuova frontiera di divisione, il brandwidth divide, fra chi ha accesso ad una super banda larga (100 Mbps) e chi no. A parlarne sono gli esperti di Gartner, che affermano che nei prossimi 3-5 anni questo tipo di gap aumenterà notevolmente.

internet_surfing_with_laptop-t2La super banda larga,  per ora in uso solo in Giappone e Corea del Sud, favorirà soprattutto il video sharing e lo streaming, cioè piattaforme per la visione di video come YouTube, ma anche social network e produzione di contenuti per la rete, come i blog.

Internet è indubbiamente il mezzo di comunicazione più democratico e sta diventando sempre di più un diritto da salvaguardare e le politiche dei Paesi europei non fanno che confermarlo. Il grandioso progetto di E-Government che permetterà ai cittadini di accedere direttamente ai servizi dello Stato, attraverso il proprio pc sembra avvicinarsi, ma ancora ci sono delle barriere da abbattere.

Il primo passo, cioè una Pubblica Amministrazione informatizzata,  sta per essere compiuto e con la possibilità di accesso a internet ad alta velocità per tutti, lo scenario potrebbe cambiare e l’Italia potrebbe colmare il gap con gli altri Paesi europei che ora ci penalizza.

Nicola Gilardi

foto di Axel Buhrmann

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