Intercettazioni, il Colle: «Napolitano non è ricattabile»

Giorgio Napolitano (cultura.notizie.it)

Istituzioni e politica sono in fermento dopo la pubblicazione da parte della nota rivista «Panorama» di un articolo contenente pesanti indiscrezioni sul presunto contenuto delle telefonate di Giorgio Napolitano intercettate nel corso dell’inchiesta sulle trattative tra Stato e mafia. Stando alle indiscrezioni riportate dal settimanale, le conversazioni private con Mancino conterebbero severi giudizi su alcuni importanti uomini politici, tra cui Antonio Di Pietro e Silvio Berlusconi, e non mancherebbero inoltre di esprimere alcune pesanti riserve sulla stessa Procura di Palermo. Di qui, l’ipotesi – supportata da un titolo che parla senza mezzi termini di un Ricatto al presidente – secondo la quale sarebbe in corso un tentativo di condizionamento nei confronti del capo della Stato.

Immediata la smentita del Colle. Un articolo di questa portata non poteva certo passare inosservato ed è stato infatti prontamente smentito da una nota ufficiale: «La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato è risibile». Il comunicato prosegue poi con toni molti duri attraverso i quali si sottolinea la necessità di preservare la figura del presidente della Repubblica da qualsiasi «manovra destabilizzante».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la nota di Palazzo Chigi, arrivata al termine di un lungo colloquio telefonico tra Mario Monti e il capo della Stato: «Si è di fronte con tutta evidenza a uno strumentale attacco contro la personalità che costituisce il riferimento essenziale e più autorevole per tutte le istituzioni e i cittadini. Ci si deve opporre a ogni tentativo di destabilizzazione del Paese, inteso a minare in radice la sua credibilità».

Il direttore Mulè ha dunque difeso il proprio operato ricordando di non aver riportato alcun falso virgolettato – le intercettazioni in questione non sono state infatti ancora trascritte – ma di essersi semmai limitato a portare alla luce voci ormai imperanti nell’ambiente, voci che mettevano appunto Napolitano in una posizione scomoda. Contro «Panorama» si è tuttavia scagliato anche Antonio Ingroia, uno dei magistrati di punta dell’inchiesta sulle trattative tra Stato e mafia: «Il ricatto è quello di chi dice e non dice».

Nel frattempo, la Procura ha deciso di predisporre accertamenti su una possibile fuga di notizie. In merito, è stato tuttavia precisato che tale scelta non va interpretata come un indiretto avvallamento delle indiscrezioni trapelate, le quali non presenterebbero anzi particolari corrispondenze con il reale contenuto dei colloqui intercettati.

Mara Guarino

Foto homepage via: latinosmagazine.it

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