Inter col fiatone, il Milan non molla la presa. Miccoli affonda la Juve

Mourinho esulta (dalla tribuna) per la sofferta vittoria con l’Udinese, il Milan tiene il passo ma perde Pato. Il Napoli ferma anche la Roma al San Paolo

di Francesco Guarino

Non è bastato il giudice sportivo (Mourinho, Cordoba, Samuel, Cambiasso e Muntari fuori per squalifica) a fermare la corsa dell’Inter che, dopo 3 stop consecutivi, rialza la testa e si spiana la strada verso lo scudetto, con una vittoria tanto difficile quanto importante al Friuli di Udine. Il Milan si sbarazza facilmente dell’Atalanta, mentre la Roma lascia due punti preziosi al San Paolo, come già d’altronde avevano fatto le due milanesi. Prima sconfitta dell’era Zac per la Juventus, che si fa seppellire in casa dall’estro di Miccoli e dalle sciagure della linea difensiva.

Ronaldinho

UNO SCUDETTO PER DUE? – Se non ci fosse sabato prossimo lo scontro diretto Roma-Milan, potremmo dire che il tricolore è ormai affare per le due compagini all’ombra (e allo smog) della Madonnina. Il Milan di Leonardo sorride per la facilità del 3-1 con cui si libera dell’Atalanta, ma si morde le mani per l’infortunio muscolare di Pato (autore di una doppietta e fuori sicuramente per il big match dell’Olimpico) e per il terzo errore dal dischetto di Ronaldinho in versione ac/dc (senza scomodare il gruppo rock): a corrente alternata quando si tratta di finalizzare verso la porta, a corrente più che continua quando deve mettere in condizione i compagni di segnare. L’Inter fa una fatica immane contro l’Udinese: va sotto immediatamente (Pepe) poi Balotelli-Maicon-Milito la risollevano. Di Natale riapre la partita dal dischetto e i nerazzurri possono solo ringraziare prima l’inesperienza del giovane Cuadrado, che fallisce due palle-gol clamorose sotto porta, poi la traversa, che salva i 4 punti di vantaggio sul Milan a tempo più che scaduto. Ci si aggiunga l’improvvisa cecità che coglie Bergonzi in occasione di un plateale fallo da rigore ai danni dello stesso Cuadrado e il gioco è fatto. Le manette di Mourinho, a giudicare anche dalla svista su Kalou in Inter – Chelsea, sembrano essere scattate per serrare le palpebre degli arbitri che dirigono i nerazzurri.

GIACCHETTE NERE PROTAGONISTE – Probabilmente i direttori di gara italiani iniziavano ad accusare un po’ di sindrome da abbandono nelle ultime giornate. Così domenica scorsa si sono schierati compatti contro la serrata interista, ieri invece hanno fatto i loro show direttamente sul terreno di gioco: la Roma becca un rigore contro al 90esimo, dopo un rimpallo fortuito su Mexès che neanche in terza categoria avrebbero considerato da penalty. In compenso, qualche minuto prima, Juan asporta una caviglia a Quagliarella, ma l’arbitro ammonisce il napoletano per simulazione. A Parma Rocchi concede un ineccepibile rigore per fallo su Mannini della Sampdoria. Poi, forse su suggerimento del quarto uomo (prova tv o voce di bordocampista colta dal collaboratore?), torna sui suoi passi. Per compensare “dimentica” anche un altro rigore a favore degli emiliani. A Collina saranno ricresciuti i capelli dallo stress.

Fabrizio Miccoli

ROMA STOP, JUVE KO – Dicevamo dei giallorossi. Dopo sette vittorie consecutive Ranieri deve fermarsi al San Paolo, ma qualche demerito ce l’ha proprio lui stavolta: sul 2-0 (Baptista-Vucinic) il tecnico giallorosso toglie la Bestia, senza dubbio il migliore in campo, e il Napoli si riversa nella metà campo capitolina, trovando le reti del pareggio con Denis e Hamsik. La Juventus frena di brutto in casa, subendo anche il sorpasso diretto del Palermo in zona Champions. Una partita magistrale quella degli uomini di Delio Rossi, che imbrigliano i bianconeri in ogni zona del campo. Difesa traballante, Diego impalpabile e Del Piero che si fa notare solo per essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, cioè in fuorigioco attivo proprio quando Cannavaro trova la via del gol che al momento varrebbe il pareggio. Prima e dopo solo rosanero: Miccoli cerca e trova un gol da cineteca che strappa la ragnatela dall’incrocio dei pali, Grygera si scopre buon samaritano e consegna un retropassaggio-horror a Budan, che ringrazia e batte Manninger. Brutto passo indietro per la Juventus. InZACcherati.

LE ALTRE – La panchina di Guidolin scotta come il sellino della bici (sport alternativo preferito del tecnico veneto) dopo la salita del Mortirolo: il mister si alza sui pedali, Zaccardo lo segue e il Parma affonda 1-0 la Samp ancora Cassano-free. Il Siena tenta la resurrezione più miracolosa mai vista dai tempi di Lazzaro e schianta il Livorno per 2-1 nel derby toscano; spettacolo al Marassi tra Genoa e Bologna: 3-4 per i felsinei, con Adailton autore di una tripletta da ex di turno. I suoi ex tifosi applaudono, ma non ringraziano di certo. Il Chievo vince a sorpresa per 2-1 sul Cagliari di uno sbigottito Allegri, mentre negli anticipi non si fanno male Lazio e Fiorentina (1-1) e il Bari prende 4 sberle dal Catania al Cibali.

Mario Balotelli

PROMOSSI E BOCCIATI – Mettetevi alla playstation e cercate di fare un gol come quello di Miccoli. Quanti tentativi ci vorranno, dieci? Venti? Lui ce ne ha messo uno solo. Ed era all’Olimpico di Torino, non a casa sul divano. Genio tascabile. Menzione di merito anche per SuperMario Balotelli: stavolta è riuscito a giocare 45 minuti invece che 15 come al solito e per un tempo ha fatto ammattire il Friuli intero. La regione, non lo stadio. Quando arriverà a giocare un’ora senza farsi venire cali di tensione degni di un narcolettico, forse Lippi ci farà un pensierino a chiamarlo in azzurro. Bacchettata sulle dita all’incontentabile Zamparini, presidente del Palermo:«Abbiamo vinto e la Gazzetta ha dato 5,5 a Kjaer, 5 a Hernandez e 5 Pastore, è uno schifo». Non gli bastava espugnare l’Olimpico, voleva anche vincere al Fantacalcio. Vergogna e ignominia sul signor Rocchi da Firenze (e relativo quarto uomo di Parma – Sampdoria): noi abbiamo vinto un mondiale con la prova televisiva occulta, loro sono stati capaci di cancellarci un rigore quando avevano già preso la decisione giusta. Del Neri ha già fatto sapere di voler spedire all’AIA un decoder MySky, così, se proprio devono fare castronerie con la prova televisiva non autorizzata, almeno prima guardano meglio il replay.

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