Inter, al San Paolo non si passa. Milan e Roma recuperano

A reti bianche la sfida tra la capolista e il Napoli. Milan e Roma ne approfittano, la Juventus torna a sorridere

di Francesco Guarino

Dopo l’occasione persa nel recupero infrasettimanale (1-1 col Parma), l’Inter frena di nuovo e lascia ancora un barlume di speranza alle inseguitrici. Il Napoli blocca i nerazzurri sullo 0-0 e consente a Roma e Milan di rifarsi sotto, grazie a due vittorie numericamente differenti (4-1 i giallorossi, 3-2 i rossoneri), ma ugualmente convincenti. Si rivede finalmente la Juve, che esce vincitrice dalla sfida-spettacolo dell’Olimpico col Genoa. Buone notizie anche in coda per la Lazio: la cura-Reja frutta immediatamente 3 punti.

Marek Hamsik

PALI ED EMOZIONI – A dispetto del risultato, non sono mancate le emozioni al san Paolo: il ruggito dei 70mila di Fuorigrotta assomiglia moltissimo a quel “rumore dei nemici” che Josè Mourinho adora e la partita non delude le aspettative. A meritare di più sarebbe il Napoli, che centra due legni con Hamsik nel primo tempo e Quagliarella nel secondo. La sciagura partenopea è che, su entrambi i tap-in, la palla capita tra i piedi di Denis, che del “tanque” ultimamente ha solo la pesantezza nei movimenti. L’Inter soffre e non riesce ad imbastire gioco ai soliti livelli. Pandev, l’uomo più in forma, incappa in una serata-no. Solo una traversa di Muntari per gli Special Boys e una grossa recriminazione: un fallo di mano in area di Aronica, su cross di Maicon. Difficile giudicarlo involontario, non per Rosetti evidentemente. Per l’Inter è il primo 0-0 dopo ben 52 gare.

INSEGUITRICI OK – Il pareggio del San Paolo rivitalizza i quartieri alti della classifica. Quattro vittorie squillanti alle spalle della capolista, tra le quali spicca quella roboante della Roma sul Palermo. Nell’anticipo del sabato gli uomini di Ranieri, con un Totti ancora a mezzo servizio, fanno a pezzi il Palermo con un 4-1 che lascia poche possibilità di replica agli isolani. Zamparini furioso a fine partita per il tardivo ingresso del pupillo Pastore, ma contro la Roma di questi ultimi tempi non basta un uomo a fare la differenza. Come dire, più che il solo Pastore servirebbe tutto il gregge.

Alex Del Piero

Rivede la luce anche la Juventus, che ringrazia la doppietta di Del Piero, il ritorno al gol di Amauri e una colossale svista di Mazzoleni: è infatti il rigore assegnato dal direttore di gara, per un contatto avvenuto fuori area, a fissare il risultato sul definitivo 3-2. Zaccheroni stravolge la squadra in difesa, mette a riposo Cannavaro e Grosso e continua a puntare sul 3-4-3 “mascherato”, con Diego leggermente alle spalle delle due punte. La manovra offensiva gli dà ragione, la resistenza all’urto della difesa ancora no. Il morale, e la classifica, si risollevano di tre punti: per stavolta ci si può accontentare.

Vittoria con qualche patema di troppo anche per il Milan (venerdì, 3-2 in casa con l’Udinese), che perde Borriello per la sfida di Champions con il Manchester United, ma trova un Huntelaar in gran forma (doppietta) e un Pato che, al rientro dall’infortunio, ci mette mezz’ora scarsa a trovare il gol. In casa Samp si continua a sorridere senza Cassano: mentre il fantasista barese si prepara a sbarcare da superospite al Festival di Sanremo (se qualcuno trova un nesso tra FantAntonio e la kermesse canora non esiti a contattarci…), i blucerchiati col 2-0 alla Fiorentina approdano in piena zona Champions, agganciando a quota 39 il Napoli. Il Cagliari di Allegri non resta a guardare: 3-1 al Bari e una partita da recuperare. Alle spalle delle tre di testa la lotta per l’ultimo posto Champions sarà serratissima.

COLPI DI CODA – Chiamatelo effetto psicologico, ma la Lazio che ieri ha affondato il Parma 2-0 al Tardini, non s’era mai vista nelle 23 precedenti giornate con Ballardini al timone. Un gol negato dall’arbitro per una parata oltre la linea di Paci (che poi, se vogliamo fare i puntigliosi, non era il portiere…), due realizzati da Stendardo e dal redivivo Zarate. Come inizio non c’è male per il tecnico goriziano, che si è liberato dall’Hajduk Spalato per immolarsi alla causa biancoazzurra. Balzo in avanti anche per il Bologna, che stende il Livorno in casa propria con la rete di Di Vaio poi infortunatosi. Si temono due mesi di stop per lui. Sussulto d’orgoglio del Siena, che fa saltare il banco dei bookmakers andando a vincere in casa del Chievo. Reti bianche al Massimino tra Catania ed Atalanta.

Gigi Buffon

PROMOSSI E BOCCIATI – Doppia menzione per Gigi Buffon: vedergli scivolare dalle mani un tiro-mozzarella, che ha propiziato il pareggio del Genoa, è uno shock per i tifosi bianconeri e un brivido di terrore per tutti gli italiani. Poi lo vedi andare a fine partita, a mani giunte sotto la curva per chiedere scusa ai tifosi dell’errore commesso, e ti rendi conto della differenza tra un giocatore e un campione. Prima bocciato, poi promosso con lode. Citazione anche per Claudio Ranieri: continuano a domandargli della Juventus e lui continua a rispondere col solito stile (“Esperienza sfortunata, non hanno apprezzato il mio lavoro”). Alla millesima volta che non strozza un giornalista, gli regaliamo una bambolina vodoo di Cobolli Gigli. Bocciato senza possibilità di appello lo stadio Ferraris di Genova: il più inglese dei campi italiani ha il prato congelato,fangoso, con un orripilante innesto erboso a forma croce, di vaga ispirazione anarchica. Che qualcuno proceda al più presto alla rizollatura. O, almeno, arresti i giardinieri per associazione a delinquere di stampo sovversivo…

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