Inquinamento selvaggio alla Maddalena

Il fondale inquinato della Maddalena

Il fondale inquinato della Maddalena

Il sindaco della Maddalena Angelo Comiti ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti per denunciare lo stato di enorme degrado ambientale dell’area dell’ex arsenale della Maddalena, zona la cui bonifica – prevista prima ancora del famoso G8 che si è poi tenuto a L’Aquila –  non è stata mai portata a termine nonostante lo stanziamento di ben 30 milioni di euro.

L’area in questione, infatti, si estende per numerosi ettari e all’epoca di inizio dei presunti lavori ecologici solo 7 erano sotto osservazione. Attualmente la situazione è peggiorata, arrivando addirittura a estendersi per ben 12 ettari, scatenando l’allarme ambientale: dopo una serie di indagini sono stati rinvenuti materiali fortemente inquinanti, insieme a idrocarburi e metalli pesanti.

L’ipotesi più accreditata è quella di una serie di gravi errori durante la fase dei lavori di bonifica, durante i quali fondale e materiale inquinante sarebbero stati smossi, fino a spargere “a macchia di leopardo” l’intero contenuto tossico.

Cemento e amianto sul fondo della Maddalena

Cemento e amianto sul fondo della Maddalena

Al resto ha poi pensato il moto ondoso delle correnti, che ha sparso le sostanze inquinanti lungo in tutta l’area.

Il territorio, come è noto, ospitava dal 1972 una base militare americana. Si era pensato allora di ripulire la zona con interventi a impatto ambientale pari a zero e a totale sostenibilità, ma è evidente che qualcosa è andato storto.

Sulla situazione si è espresso anche il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana: «Linchiesta sulle bonifiche dopo i lavori per il mancato G8 alla Maddalena e l’allarme sull’aggravamento dell’inquinamento lanciato dal pm confermano purtroppo che le imprese incaricate di ripulire acqua e fondali non hanno svolto per nulla e comunque non bene il loro lavoro. Un compito per il quale hanno intascato moltissimo denaro, ben 30 milioni di euro, senza raggiungere alcun risultato: soldi pubblici che è inammissibile vengano sprecati così. Oltre al gravissimo inquinamento, la cattiva condotta delle imprese incaricate della bonifica ha pregiudicato in modo grave anche il tanto auspicato processo di riconversione turistica del comparto militare».

Adriano Ferrarato

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