Inquinamento, ecco le peggiori città al mondo. Mezzo disastro Pechino

Pechino ha registrato livelli di inquinamento inferiori nel 2014 pur rimanendo di molto oltre il limite. E le altre città del mondo come se la cavano?

inquinamentoIl drastico inquinamento di Pechino migliora nonostante resti preoccupante: nel 2014 la città ha registrato un calo del quattro percento nel numero di giornate ad aria gravemente inquinata rispetto al 2013, con un totale di 45 giorni di inquinamento critico.

 IL DATO – A comunicarlo è il Centro di Monitoraggio Ambientale di Pechino, che non ha rilasciato dati sulla soglia considerata come “inquinamento grave”. Ha però confermato di aver preso il PM 2,5, particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm, come unità di misura dell’inquinamento dell’aria. Il particolato fine è ciò che normalmente viene osservato per monitorare l’inquinamento dell’aria, perché la piccolezza delle particelle consente loro di penetrare nei polmoni umani. Scendono quindi i livelli di inquinamento a Pechino. Tuttavia anche in seguito al calo, i livelli medi di inquinamento rimangono a un livello allarmante: sedici volte superiori alla soglia considerata come priva di impatto sulla salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), come sottolinea il. A Pechino si continua a respirare aria letale.

 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA – Se da un lato c’è stato effettivamente una diminuzione del particolato fine nell’aria di Pechino, altri dati impongono di frenare l’entusiasmo. Il primo è che se la città continuasse a migliorare la qualità della propria aria con questo ritmo, impiegherebbe trentasei anni per raggiungere i livelli consigliati dall’Oms. Inoltre, nella città una diminuzione del PM2,5 è stata accompagnata da un impressionante aumento dei livelli di PM10, particolato non fine le cui particelle hanno diametro inferiore a 10 µm, che è salito ben del sette percento nell’ultimo anno solare.

ARIA A PECHINO – Insomma, a Pechino non tira aria buona: la situazione catastrofica e ai limiti della sopravvivenza umana. Pechino, la città più estesa del mondo e con una popolazione che supera i venti milioni di abitanti, dovrà rispondere a diversi problemi legati all’inquinamento in tempi brevi: sovrappopolazione, continua immigrazione, fabbriche, auto e la stessa collocazione geografica della città.

 LE CITTA’ PIU’ INQUINATE DEL MONDO – Guardando altrove si scopre che c’è chi è messo peggio dei cinesi. Nuova Delhi, ad esempio, a livelli di particolato molto più alti di Pechino. E, sorprendentemente, nessuna delle due città compare nella classifica delle città più inquinate al mondo. Tale classifica vede infatti al quinto posto Quetta (Pakistan) superata da Ludhiana (India), Sanadaj (Iran), e Ulan-Bator (Mongolia). Al primo posto, la città più inquinata del mondo è Ahwaz (Iran), in cui i livelli di PM2,5 sono mediamente di 372 microgrammi al metro cubo, più del doppio di Pechino.

inquinamento IN ITALIA – E nel nostro Paese? Le città più inquinate sono Torino, Milano e Brescia in quest’ordine, seconde solo ad alcune città dell’est Europa – come Plodiv (Bulgaria), la città più inquinata d’Europa con livelli medi di PM2,5 di 70 microgrammi per metro cubo.

 LE MENO INQUINATE – Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità le città meno inquinate del mondo si trovano tutte in regioni economicamente e tecnologicamente avanzate. Al primo posto ecco quindi l’Alaska con Whitehorse, nel territorio dello Yukon. Poi Santa Fe (New Mexico, USA), Honolulu (Hawaii, USA) e Grant Falls (Montana, USA) e a chiudere Calgary, in Canada. Prime città europee Helsinki e Stoccolma a bracetto, seguite da Zurigo. In Italia la città meno inquinata è Palermo, diverse posizioni dopo le prime della classe anche nelle graduatorie limitate all’Europe. L’inquinamento rimane un problema in Cina, ma anche l’Italia ha molto da imparare.

 Alessio Perrone

@alessioperrone

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