‘Innocenti bugie’: polpette di piombo

Trama scontata ma divertimento spettacolare quasi assicurato nella nuova avventurosa pellicola di James Mangold

di Stefano Gallone

Locandina del film

Hollywood non si smentisce mai: quando c’è da spararla grossa e sperperare interi patrimoni in termini di avventura e azione seriamente posta al limite del reale, l’investimento di capitali in illusioni filmiche non fa mai una piega nè esita mezzo secondo in più. Alla faccia delle piccole ed umili produzioni ad alte aspirazioni culturali, qui di emotività riflessiva ce n’è davvero poca se non tra le viscere di un aereo che esplode a causa di una batteria stile Duracel che, in energia disponibile, fa ufficialmente concorrenza addirittura al sole (alla faccia, allora, anche della credibilità pur trovandosi in una netta consapevolezza di inverosimiglianza). Se, poi, si aggiunge anche un certo tocco autolesionista per mezzo di una trama che, a tratti, non sta poi così tanto in piedi se non con un uso sistematico di stampelle credulone (come a dire “va bene: se è proprio necessario, sono disposto a crederci”), si arriva a toccare, volendo, momenti di dissoluzione del senso stesso di essere entrati in sala (forse una busta di pop corn può esorcizzare il dramma interiore). A farne le spese morali, vittima sacrificale appare proprio quel James Mangold ricordato con piacere per la notevolissima abilità espressa nella direzione di un thriller non dei più semplici quale Identità nel 2003. Qui, nonostante tutto, si ha (se non altro) la possibilità di passare un paio di ore serenamente a farsi spiattellare in faccia un montaggio ultraserrato e un’accozzaglia di effetti speciali che, in sostanza, possono allietare, almeno per un po’, il nostro logorio da vita moderna. Pregio: mai (davvero mai) neanche una mezza parolaccia. Davvero niente male, in questo.

Il misterioso Ray Miller (Tom Cruise) si scontra, nell’aereoporto di Wichita, con la bella June Havens (Cameron Diaz) diretta al check in di un viaggio per Boston. Sull’aereo, i due scambiano chiacchiere appassionate e si sentono attratti l’uno dall’altra fino a quando, però, Roy si trova a sterminare l’intero equipaggio del velivolo per poi operare un atterraggio di fortuna in una aperta campagna. Roy comunica a June di essere un agente segreto incaricato, come unico fedele alla causa, della salvaguardia della prima fonte energetica inesauribile dopo il sole, una batteria metallica progettata da un giovane liceale ricercato da ogni forma di malavita esistente sul pianeta a scopi di lucro. Fin dal primo contatto con Roy, dunque, June si trova coinvolta in un susseguirsi incessante di intrighi internazionali in cui nessuno è davvero ciò che sembra.

Cameron Diaz, Tom Cruise

Sulla scia, forse, pseudo hitchcockiana del coinvolgimento involontario e del viaggio in termini di fuga anziché di piacere (L’uomo che sapeva troppo, Intrigo internazionale), Mangold (c’è da dirlo), tutto sommato, dirige una pellicola anche stavolta tutt’altro che facile da gestire in termini visivi di messa in scena, in una sorta di alchimia tra James Bond, Jackie Chan e Steven Seagal. L’enorme mole di addetti tecnici alla realizzazione degli stunts la dice ben lunga sulle ambizioni realizzative, così come la scelta degli attori esprime i desiderati traguardi di cassetta tipici di quei film costituiti da pura quantità. Ma una nota positiva si evince dalla volontà di rivoltare, in alcuni frangenti, un’essenza di tragicità cosmica, appartenente ad una condizione umana puramente meccanizzata, in uno spassoso susseguirsi (soprattutto nelle battute iniziali) di semi-gag capaci di alleggerire quello che, altrimenti, avrebbe potuto rischiare di diventare un audace polpettone al sapor di piombo.

Fa piacere, se vogliamo, rivedere un Tom Cruise in veste iperattiva (anche se ora può bastare, però; non dimentichiamoci di Eyes wide shut, per cortesia) e una Cameron Diaz dall’ancora intatto fascino acqua e sapone da scolaretta indifesa ma pronta al peggio ad ogni evenienza.

Insomma, se avete cinque euro in tasca e non volete usarli per giocarvi il 2 della Roma a Napoli, stavolta può essere anche lecito spenderli, possibilmente in compagnia.

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