Inno: l’elogio alla vita di Gianna Nannini – Recensione

Gianna Nannini Inno

Copertina dell'album

A due anni dall’uscita di Io e te, Gianna Nannini torna con un nuovo album dal titolo breve ma evocativo: Inno. Se due anni fa la neo-mamma senese esprimeva la sua gioia per la nascita della piccola Penelope, nata nel Novembre 2010, in questa nuova fatica (la diciottesima in studio) la Nannini continua la strada intrapresa con gli ultimi suoi album, quella del rock melodico. Siamo lontani, insomma, dal rock provocante di America, Latin Lover e I Maschi, brani che hanno portato alla ribalta la cantante negli anni ‘80, che ora sceglie un rock più delicato, intimo, riflessivo, un rock che sottolinea la nuova espressività di Gianna, lontana dall’impetuosità della giovinezza e più vicina alla maturità di donna.

Il nuovo album di Gianna Nannini si apre con un Chorale che crea un’atmosfera di attesa e riverenza, a sottolineare la “sacralità” del titolo. Segue Indimenticabile, in cui si conferma sin da subito la maturità musicale raggiunta dalla cantante toscana, con un testo che racconta momenti intimi e delicati capaci di diventare, appunto, indimenticabili. La terza traccia, Nostrastoria, è stata scritta con Tiziano Ferro, il quale ha saputo dimostrare di essere un ottimo paroliere con il suo ultimo album, L’amore è una cosa semplice. In questo brano, leggermente più rock del precedente, la delicatezza delle parole di Tiziano si unisce alla voce graffiante di Gianna, regalandoci una poesia romantica e delicata che racconta la grandezza dell’amore, capace di manifestarsi attraverso la semplicità degli sguardi quotidiani. Danny sa un po’ di “vintage”, è un ricordo malinconico di una storia d’amore dal tono esotico, al quale segue la bellissima Ninna Nein. Come si intuisce dal titolo, il brano è una ninna nanna che rivela una Gianna delicata, silenziosa, affettuosa, ed è ovviamente dedicato alla piccola Penelope, alla quale si ricorda che l’amore di una madre è unico, speciale, incondizionato. In the rain è una canzone che evoca l’atmosfera di un giorno di pioggia, è il pensiero che ci prende quando, appoggiati alla finestra, osserviamo le gocce d’acqua cadere «forte sul cemento». Si arriva poi, finalmente, alla prima stoccata rock, Scegli me: per un attimo torna la vecchia Gianna, aggressiva ed ironica, quasi adolescente, forte e decisa, come le note del brano.

La traccia numero otto, Inno, dà il titolo all’album ed è stata scritta insieme a Pacifico, con il quale la Nannini aveva già collaborato nel 2008 con il brano Tu che sei parte di me. Si ritorna qui all’atmosfera raccolta della prima parte dell’album: in un’ambientazione quasi religiosa, le parole esplodono appunto in un inno il cui coro elogia la bellezza della vita che non si esaurisce mai. La fine del mondo, traccia scelta come primo singolo, è sicuramente il brano dai toni più commerciali, e forse meno graffiante e deciso dei precedenti. Con Dimmelo chi sei si torna al rock: la voce di Gianna, accompagnata da una chitarra imperante, si fa di nuovo decisa e forte, ed evoca la rocker di un tempo. Segue Lasciami stare, con un tono più acustico e melodico, un brano che evoca l’addio, una separazione silenziosa, in attesa di un futuro che non spaventa perché, forse, il dolore che da essa deriva un giorno passerà. Tornerai, il cui testo è ispirato alle parole di Elsa Morante («Prima o poi, ovunque tu sei, ritornerai dal luogo illune del tuo silenzio», prima frase del brano, è tratta dall’Addio), inizia silenziosa, per poi salire in un crescendo che evoca la speranza di un ritorno, «perché perdersi non è possibile».

Gianna Nannini

Gianna Nannini

L’ultima traccia, Sex, drugs and beneficienza, fa da degna conclusione all’album: è una riflessione sulla condizione italiana, fatta di ricatti, ignoranza e populismo. Con un tono ironico e velatamente ribelle, la Nannini esprime il suo dissenso («Non ci sto, siamo sempre stati in crisi, meglio pochi ma felici»), scagliandosi anche contro la Chiesa, citando il filosofo tedesco Ivan Illich, da lei conosciuto a San Rossore durante il G8  («Tra un uomo che prega e Dio c’è una gran distanza»), chiedendo a tutti di “uscire fuori dal coro” e risvegliare la menti dai “nuovi Santi” che ogni giorno ci propinano soluzioni facili ai problemi.

Inno è la conferma che Gianna Nannini è ormai una voce indiscussa nel panorama del rock melodico italiano, sebbene di rock vero e proprio ormai non rimanga che qualche pezzo interposto a brani intimi e delicati, cosi come era già avvenuto in Grazie e Io e te. Ciò non stupisce: la scelta è coerente con la nuova e matura personalità della cantante, ora mamma impegnata e premurosa, profonda e riflessiva, che non ha però perso la grinta e l’ironia che da sempre la contraddistinguono.

TRACKLIST:

1.         Chorale (00:19”)

2.         Indimenticabile (03:19”)

3.         Nostrastoria (04:19”)

4.         Danny (03:33”)

5.         Ninna nein (03:41”)

6.         In the rain (03:55”)

7.         Scegli me (03:18”)

8.         Inno (03:22”)

9.         La fine del mondo (03:46”)

10.       Dimmelo chi sei (03:04”)

11.       Lasciami stare (03:47”)

12.       Tornerai (03:07”)

13.       Sex, drugs and beneficienza (03:14”)

[youtube]http://youtu.be/T9oy7soHCqM[/youtube]

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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