Inizia il primo mondiale africano: folklore e spettacolo

11 giugno 2010: allo stadio di Johannesburg una cerimonia di inaugurazione entusiasmante. Nel pomeriggio i Bafana Bafana si fanno rimontare nel finale e pareggiano 1-1 col Messico. Nel secondo match di giornata, la Francia delude e chiude con uno 0-0 contro l’Uruguay.

di Davide Lopez

Il benvenuto dell'Africa

Il Mondiale di calcio 2010 è iniziato e finalmente “it’s time for Africa”, come dice la canzone di Shakira, inno di quest’edizione della Coppa del Mondo. Al Soccer City Stadium di Johannesburg migliaia di persone assistono alla cerimonia di inaugurazione. Sul maxi schermo appare il volto dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, che ha deciso di non partecipare alla cerimonia dopo il grave lutto che ha colpito la sua famiglia (la pronipote è morta ieri in un incidente stradale di ritorno dal concerto della vigilia). Lo spettacolo è davvero emozionante con 1.581 artisti impegnati a dare il benvenuto dell’Africa al mondo. Niente effetti speciali, ma una cerimonia orgogliosamente africana: semplice, vivace e simbolica; un tripudio di colori, musiche, costumi e danze mai visti prima d’ora ad un’inaugurazione del Mondiale. Dalla cerimonia si intuisce come non si tratti del Mondiale sudafricano, ma del Mondiale di un intero continente, con gli emblemi delle 6 nazioni africane partecipanti (Sudafrica, Camerun, Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio e Algeria) che insieme formano al centro del campo, un baobab, l’albero della vita, un simbolo di protezione per gli africani.

SUDAFRICA-MESSICO 1-1 (primo tempo 0-0)

MARCATORI: Shabalala (S) 10′ s.t., Marquez (M) 33′ s.t.

Alle ore 16.00 il calcio d’inizio, con i padroni di casa impegnati contro il Messico, annunciata come una delle possibili outsider di questo Mondiale. Il primo tempo è praticamente un assedio dei sudamericani, con i Bafana Bafana più preoccupati ad evitare il peggio che ad intimorire gli avversari. Gli attaccanti messicani sono però poco concreti sotto porta e grazie anche all’ottimo portiere sudafricano, i primi 45 minuti si chiudono sullo 0-0. Al rientro dagli spogliatoi, però, la musica cambia e subito al 10′ Tshabalala, lanciato magistralmente da Pienaar, mette a segno la rete del vantaggio con uno splendido sinistro dal limite dell’area, che manda in delirio lo stadio di Johannesburg. La festa viene rovinata da capitan Rafa Marquez che, complice una dormita difensiva, pareggia i conti a 12 minuti dalla fine del match. All’89′ c’è tempo per un ultimo sussulto: Mphela lanciato a rete batte Perez, ma colpisce un palo clamoroso. Le vuvuzela non si sono comunque fermate; la festa continua, così come il sogno sudafricano di poter accedere alla fase finale. Il match si chiude con un pareggio, probabilmente giusto per ciò che si è visto in campo, un pareggio che lascia grandi speranze ad entrambe le squadre.

FRANCIA – URUGUAY 0-0

ESPULSI: Lodeiro (U) 36′ s.t.

Un perplesso Raymond Domenech

In serata l’atteso esordio della Francia di Domenech al Green Point di Città del Capo. I blues rischiano pochissimo e appaiono squadra solida e compatta, ma non risultano mai davvero pericolosi in area avversaria. Il punteggio finale è uno scialbo 0-0 con due sole vere occasioni da gol, una per Govou nei primissimi minuti e una per Forlan nella ripresa. Tra le file francesi si avverte la mancanza di un leader con Gourcouff e Ribery fuori forma e Anelka mai decisivo al centro dell’attacco. Il ct francese resta nel mirino della stampa transalpina per le esclusioni eccellenti di Henry e Malouda, ma a suo modo riesce sempre a difendersi e, quando un giornalista gli ricorda che si tratta della terza volta che la Francia inizia un Mondiale con uno 0-0, risponde provocatoriamente: “E’ per mantenere la suspense”.

Il girone resta, dunque, apertissimo, probabilmente uno dei più delicati ed equilibrati del torneo con quattro squadre a pari punti. Solo all’ultima giornata si conosceranno le due nazionali qualificate con un Francia – Sud Africa che già preannuncia grandi emozioni.

FOTO: ApCom

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