Ingroia ripescato di nuovo da Crocetta: sarà commissario di Sicilia e-servizi

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Antonio Ingroia (lettera43.it)

Il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta deve avere molto a cuore Antonio Ingroia. A tal punto da proporgli due incarichi (il primo respinto dal Csm per incompatibilità, ndr) nel giro di pochi mesi, per permettere all’ex leader di Rivoluzione Civile, ora Azione Civile, di esercitare un compito all’altezza delle proprie competenze e della propria fama.

Sicilia e-servizi, società pubblica per l’informatizzazione alle cui spalle c’è una truffa da 200 milioni di euro e che tra le proprie fila annovera figlia e genero del capomafia Stefano Bontade, sarà presto commissariata, stando a quanto riferito oggi da Crocetta. La Venture, società che fa parte del cartello della e-servizi, è infatti entrata in possesso di tutti gli appalti della società principale, con soldi ottenuti in violazione delle norme comunitarie sulla libera concorrenza.

INGROIA-STORY - «Chiuderla ci costerebbe troppo tempo e troppi altri soldi andrebbero persi – ha aggiunto Crocetta – e quindi avremo un commissariamento rigoroso». Antonio Ingroia è stata ritenuta la figura più adatta a questo compito. Una figura tanto amata negli anni addietro, quanto contestata nel passato prossimo. Dal 2009 procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Ingroia chiese il collocamento fuori ruolo il 26 luglio 2012, due giorni dopo aver presentato in aula la richiesta di rinvio a giudizio per 13 indagati in merito alla trattativa Stato-Mafia (tra cui Dell’Utri, Mancino e Ciancimino).

IN GUATEMALA PER UN ANNO. ANZI NO… – Ottenuto su incarico dell’Onu la direzione di un’unità di investigazione in Guatemala per la lotta al narcotraffico, Ingroia tornerà in Italia solo due mesi dopo come candidato premier della lista Rivoluzione Civile, scatenando le ire di Carmen Ibarra, presidente del Movimiento Pro Justicia, che nutriva grandi speranze nella presenza in centro-America dell’ex procuratore aggiunto. «Un tappabuchi – chiosò irata la Ibarra – ed il fatto che se ne sia andato dopo meno di due mesi per me è stato un gesto irresponsabile, che ha fatto perdere tempo e risorse all’Onu e alla Commissione».

Ingroia ha sciolto Rivoluzione Civile il 2 maggio 2013 a causa del risultato insoddisfacente delle elezioni (mondoinformazione.com)

Conclusa infelicemente l’avventura elettorale di Rivoluzione Civile (2,25% alla camera, 1,75% al Senato), Ingroia decise di sciogliere il partito e di fondarne la versione 2.0, Azione Civile. Nel frattempo, dopo l’aspettativa ottenuta dal Csm, Crocetta gli aveva lanciato il primo salvagente: un incarico da presidente di Riscossione Sicilia, società che si occupa di riscuotere le imposte nella regione. Incarico ritenuto incompatibile dalle rigide norme del Csm, che lo colloca come sostituto procuratore ad Aosta, unica circoscrizione presso cui non si era candidato alle elezioni.

AOSTA? NO GRAZIE - Ingroia non accetta, ricorre al Tar (che gli nega prima la sospensiva e poi respinge il ricorso) e si presenta ad Aosta il 15 maggio 2013, ultimo giorno utile per prendere possesso dell’incarico. Lo fa solo per prendere un mese di ferie: il 14 giugno presenta Azione Civile ed annuncia di voler dare le dimissioni da magistrato. Dimissioni che non arriveranno mai. Il 20 giugno subentrerà la decadenza, che però, a norma dell’art. 28 del decreto legislativo 109/2006, gli impedirà qualsiasi richiesta di rientro in servizio, equiparando la stessa alla richiesta di dimissioni.

Il periodo di “disoccupazione” dell’ex magistrato è durato meno di un mese. Senza conflitti di interesse col Csm, Ingroia potrà accettare l’incarico di commissariamento di Sicilia e-servizi. E magari ottenere un nuovo periodo di aspettativa alla prossima tornata elettorale. Sulla pagina di Azione Civile, tra i vari post in homepage, ne campeggia uno dal titolo eloquente: Col Pd si deve dialogare? Con quello di Rosario Crocetta, evidentemente, Antonio Ingroia non ha mai smesso di farlo.

Francesco Guarino
@fraguarino 

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