Influenza: 350 mila a letto. Il picco atteso per fine gennaio

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Vaccini anti influenzali per l'emergenza sanitaria Usa (Cdt.ch)

Roma – L’influenza si diffonde. Nella prima settimana del 2013 sono 350 mila i casi registrati di persone con i sintomi del virus influenzale, duecentomila italiani a letto nella prima settimana dell’anno. Il picco è previsto per la fine di gennaio.

Intanto il clima mite delle ultime settimane ha rallentato l’epidemia in corso e quindi la diffusione del male dovrebbe essere più contenuta anche se il numero delle persone che hanno scelto il vaccino sono calate rispetto lo scorso anno. 

In America invece, la stagione influenzale ‹‹si sta rivelando diversa dalla nostra: un po’ anticipata e certamente rilevante, ma al momento è difficile considerarla anomala né tanto meno catastrofica››. A dirlo è Giovanni Maga, primo ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia.

Secondo agi.it, le notizie che in questi giorni arrivano dagli Stati Uniti sono per alcuni versi preoccupanti, sebbene il timore dell’influenza da sempre rappresenti una delle ragioni di allarmismo qualche volta ingiustificato.
In base ai dati dei Centers for Disease Control americani, il numero dei ricoveri è uguale a quello della stagione 2007-08 e inferiore a quello dell’influenza 2003-04. Questi valori sono classificati senza dubbio come ‹‹moderati››.

Confermati invece i casi di morti infantili nel corso degli anni: nella stagione pandemica 2009-2010 furono 282, in quella 2010-2011, 122 mentre la scorsa stagione furono 34 i bambini vittime dell’influenza. ‹‹Nella stagione corrente – ha continuato Maga – la distribuzione delle morti infantili ha toccato il picco a metà dicembre ed è in diminuzione.

Nelle prime 9 settimane ci sono stati 20 bambini morti, mentre nelle prime 9 dell’anno scorso furono 28. La differenza si trova nella data di inizio dell’epidemia: lo anno scorso è iniziata più tardi (a gennaio) rispetto a quest’anno (dicembre)››.

L’altra differenza è che negli Usa il 90% dei virus A sono di tipo H3N2 mentre in Europa sono al 50% H3N2 e al 50% H1N1 (ex pandemico) chiarisce agi.it. ‹‹Già da anni, almeno dal 2008, si sa che l’H3N2 è più severo››, commenta Maga. L’esempio più citato è il temuto virus H1N1 che fece tanto parlare di sè.

‹‹E’ un virus che circola dalla stagione pandemica (2009-2010) come virus stagionale umano insieme all’H3N2. Al momento si sta confermando come un virus dalla morbidità moderata, inferiore all’H3N2, che circola ormai nell’uomo da 40 anni. In Europa, ripeto, al momento la circolazione è 50/50 mentre negli Usa ha preso il sopravvento il virus H3N2. Solo nelle prossime settimane si saprà veramente se l’epidemia negli Usa è davvero più grave che nelle passate stagioni. Per ora l’epidemia italiana è in linea con quella passata››.

Chantal Cresta

Foto || ilmessaggero.it

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