Indonesia: fucilati otto stranieri per traffico di droga

Indonesia: fucilati stanotte otto stranieri per traffico di droga. Alta tensione con l'Australia, che ritira il suo ambasciatore. Inutili tutti gli appelli

Gli otto uomini giustiziati in Indonesia (www.therakyatpost.com)

Gli otto uomini giustiziati in Indonesia (www.therakyatpost.com)

NUSAKAMBANGA, INDONESIA – Non sono serviti a niente gli appelli di grazia dei governi degli Stati di provenienza degli otto stranieri accusati di traffico di droga in Indonesia, e per questo condannati a morte. Intorno a mezzanotte e mezzo sono stati fucilati. Gli otto uomini, come hanno raccontato alcuni pastori che hanno assistito all’esecuzione, non hanno voluto essere bendati e hanno cantato insieme inni cristiani mentre il plotone, formato da dodici uomini, li uccideva con un colpo di fucile al cuore.

ALTA TENSIONE TRA AUSTRALIA E INDONESIA – Il governo australiano ha fatto sapere, subito dopo l’esecuzione, che l’ambasciatore verrà richiamato in patria «per consultazioni». Il primo ministro australiano Tony Abbott ha parlato ai media affermando che «le esecuzioni sono state inutili e crudeli» e che sono servite solo a far entrare i rapporti tra i due Paesi – Australia e Indonesia – in un momento buio: «Deploriamo ciò che è stato fatto. Voglio sottolineare che la relazione fra Australia e Indonesia è molto importante, ma attraverserà un periodo buio come risultato di ciò che è stato fatto nelle ultime ore». Tra i condannati a morte c’erano due uomini australiani.

Protesta contro la fucilazione della filippina Mary Jane Fiesta Veloso (www.thestar.com)

Protesta contro la fucilazione della filippina Mary Jane Fiesta Veloso (www.thestar.com)

GLI STRANIERI FUCILATI – Le persone fucilate sono: i due australiani Andrew Chan e Myuran Sukumaran, l’indonesiano Zainal Abidin, il brasiliano Rodrigo Gularte, i nigeriani Silvester Obiekwe Nwolise, Raheem Agbaje Salami e Okwudili Oyatanze e il ghanese Martin Anderson. Avrebbe dovuto essere giustiziata anche una nona persona, una donna, la filippina Mary Jane Fiesta Veloso, la cui esecuzione è stata solo rimandata, come ha spiegato ai media il magistrato indonesiano che si sta occupando del caso. Ci sarebbe anche un decimo condannato a morte, il francese Serge Atlaoui, in attesa del verdetto della Corte Suprema sul ricorso presentato, per il quale si è messo in gioco in prima persona il presidente Hollande.

I governi degli Stati di provenienza dei giustiziati si dicono addolorati e increduli, soprattutto in proporzione al reato – il traffico di droga – e l’esecuzione – la morte -.

Mariangela Campo

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