India: ragazza stuprata e picchiata su un autobus in fin di vita

Un'immagine delle proteste in seguito all'episodio della ragazza stuprata nell'autobus (foto via: ilmondo.it)

New Dehli – La ragazza stuprata e picchiata su un autobus di New Delhi lo scorso 16 dicembre è in condizioni gravissime. La studentessa è stata trasferita ieri in un ospedale di Singapore, in seguito alle gravi ferite riportate nel brutale stupro di gruppo, e versa in condizioni estremamente critiche. Lo confermano i sanitari dell’ospedale. «La paziente sta lottando per la vita», ha detto Kelvin Loh, il direttore del Mount Elizabeth Hospital, la struttura sanitaria dove è stata trasferita la ragazza.

A causa della violenza subita – uno stupro di gruppo effettuato su uno scuolabus da sei persone – la giovane ha riportato un arresto cardiaco, infezioni ai polmoni e all’addome, oltre a un grave trauma cranico. All’arrivo, in aereo, all’ospedale di Singapore, la studentessa di medicina, il cui nome continua ad essere mantenuto nel riserbo, aveva già subito tre interventi chirurgici nell’ospedale di Delhi.

Dopo quasi due settimane di silenzio, Sonia Gandhi, leader del Partito del Congresso, ha parlato del caso della ragazza stuprata a Nuova Delhi: «I nostri pensieri sono con la giovane donna che lotta per la vita», ha detto la signora Gandhi. «Il nostro unico desiderio è che lei si riprenda e torni presto con noi e che non si perda tempo nel portare davanti alla giustizia coloro che si sono macchiati di questo barbaro crimine», riporta il Times of India.

Intanto continuano le proteste a New Delhi contro le violenze alle donne. In migliaia hanno sfilato negli ultimi giorni per le strade, dopo la violenza subita dalla studentessa di 23. La polizia ha vietato le proteste al centro della capitale indiana ma la gente continua a sfilare chiedendo maggior sicurezza e lotta alla criminalità. I cortei sfociano spesso in violentissimi scontri con le forze dell’ordine. I manifestanti invocano la pena di morte nei confronti degli stupratori. Una piaga, quella della violenza sulle donne, che non accenna a fermarsi e che contagia tutto il mondo.

Alberto Staiz

Foto homepage: giornalettismo.com

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