India: il Taj Mahal rischia di scomparire

AGRA – Il monumento simbolo dell’India potrebbe scomparire nel giro di pochi anni. È questa l’allarmante notizia resa nota, nei giorni scorsi, dal parlamentare Ramshankar Katheria, attraverso le pagine del quotidiano britannico Daily Mail.

A destare maggiori preoccupazioni sarebbero le fondamenta della struttura che poggiano direttamente sul fiume Yamuna. Purtroppo, proprio quest’ultimo versa in condizioni critiche: l’inquinamento, l’eccessivo sfruttamento e la deforestazione spingono al suo inaridimento. Da qui le fondamenta, che necessitano di una idratazione continua dall’acqua del fiume, potrebbero cedere, causando il crollo del monumento. La struttura non potrebbe esistere infatti senza il fiume. Un rischio quasi imminente a sentire quanto dichiarato dal parlamentare: il crollo potrebbe verificarsi entro i prossimi cinque anni.

Da tempo, il Taj Mahal è la meta obbligata per i turisti che visitano l’India, secondo le stime attira ogni anno da circa 4 milioni di curiosi. Un’opera imponente e ricca di storia, voluta nel lontano 1632 dall’imperatore Shan Jahan, per commemorare la moglie morta di parto. Il monumento, la cui costruzione ha richiesto un impegno ventennale, e l’impiego di ingenti risorse umane, è composto da più strutture, tra le quali moschea, mausoleo, giardini, minareti. Il complesso d’architettura islamica inoltre, è stato inserito dal 1983 tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura ), e figura inoltre dal 2007 fra le sette meraviglie del mondo.

L’allarmismo creato dalle dichiarazioni del parlamentare è stato ridimensionato invece dagli archeologi, i quali dal canto loro non sembrano condividere in toto tali preoccupazioni. Un avvertimento comunque necessario a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori affinché si intervenga tempestivamente prima di perdere un’edifico così importante e ricco di storia. Le dichiarazioni hanno comunque dato avvio ad un’indagine, volta a comprendere l’attuale stato delle cose. Già da qualche anno inoltre, sono stati presi alcuni provvedimenti volti ad ostacolare il deterioramento dei pregiati marmi del monumento, introducendo il divieto di costruzione di industrie nelle vicinanze della struttura e di circolazione dei veicoli nella zona adiacente il complesso.

Angela Piras

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