‘India fuori da Expo 2015′ per i Marò, Maroni dice ‘No’

La proposta delle destre di escludere l'India da Expo 2015 per il caso Marò non raccoglie i favori della Lega e del Presidente della Lombardia

Expo

Roberto maroni, contrario all’esclusione dell’India dall’Expo 2015 (anit-it.it)

Milano – La polemica Italia – India sulle accuse ai nostri marò raggiunge anche l’Expo 2015 e travolge Roberto Maroni: da Forza Italia e da Fratelli d’Italia, infatti, era giunta una mozione per escludere l’India dalla manifestazione, prontamente respinta dal Presidente della regione. Nel centro-destra, quindi, sono volate accuse trasversali, che hanno riguardato anche esponenti nazionali.

LA MOZIONE – Tutto era nato due giorni fa, il 18 febbraio, quando Carlo Fidanza, membro Fdi in Europarlamento, aveva proposto una serie di dure misure, tra cui la sospensione ella partecipazione dell’India a Expo 2015. «Va bene richiamare l’ambasciatore ma serve di più – aveva spiegato Fidanza – Bisogna ridiscutere la presenza italiana nelle missioni internazionali, chiedere l’arbitrato per rivendicare la giurisdizione e sostenere la proposta avanzata dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani di interrompere il negoziato per il libero scambio Ue-India. Infine occorre sospendere la partecipazione dell’India all’Expo 2015 di Milano».
La proposta di Fidanza si era trasformata in una mozione, presentata da Giulio Gallera, consigliere di Forza Italia: «il governo indiano si sta prendendo gioco di noi», aveva motivato.

LA REPLICA DI MARONI: “NO” – La risposta del Presidente non si è fatta attendere troppo: già ieri si era sostanziata in un “No” abbastanza corposo ma il caso è esploso solo sui quotidiani di oggi, con le accuse trasversali.
La Lega Nord, peraltro, si era subito sfilata dalla mozione, facendo di fatto venir meno i voti ipotetici per la sua approvazione. Dapprima Massimiliano Romeo, capogruppo leghista al Pirellone, l’aveva definita una forzatura, quindi era intervenuto proprio Maroni: «anche se la vicenda dei Marò è grave – ha spiegato il leader della regione Lombardia – l’Expo va salvaguardato rispetto ad altre vicende». Toni pacati, ai quali Maroni non aveva certo abituato nella sua gestione ministeriale, che riportano una motivazione economica: se l’India fosse estromessa, infatti, «saremmo subito sanzionati dal Bie e pagheremmo penali altissime».

LA SPACCATURA – Questa divergenza aveva comportato un’inevitabile spaccatura nella maggioranza destrorsa del Pirellone. Era intervenuto prontamente Riccardo De Corato, già mercoledì mattina, cercando di segnare un punto: «Fratelli d’Italia avvierà una riflessione sull’incomprensibile presa di posizione di Maroni, posizione che mette la vita di due italiani che rischiano la pena di morte al secondo posto dopo Expo».
Sull’altra sponda, insieme alla Lega, anche il Nuovo centrodestra: «Più serio e utile – ha dichiarato Raffaele Cattaneo – lasciar lavorare gli strumenti della diplomazia senza posizioni demagogiche».

IL GIORNALE IN CAMPO – Con una polemica in arrivo, anche se nel centro-destra, la testata berlusconiana si è lanciata nella mischia, riprendendo le accuse mosse a Maroni, calcando la mano sulle repliche di Maroni, che aveva parlato di una «concezione proprietaria dell’Expo sbagliata», definendo la posizione leghista come caratterizzata da «un’inspiegabile ostilità».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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