Indagine chiusa sui marò, si va verso la pena capitale

Svolta improvvisa nell'indagine su Latorre e Girone: li incriminerebbe i marò con la legge antiterrorismo. Possibile la pena di morte

marò

Possibile la pena di morte per i due marò Girone e Latorre

Ai marò italiani indagati per omicidio in India sarà applicato il Sua act, la norma antiterrorismo che prevede fino alla pena di morte: la decisione della National Investigation Agency è arrivata in queste ore ed è stata confermata da Sharad Kumar, direttore generale dell’agenzia. Per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sembra cominciare una caduta a precipizio verso la pena capitale.

CONFERME - La notizia è comparsa per la prima volta sul Messaggero ma ha fatto tremare le famiglie interessate. Il quotidiano romano la riporta al volo sulla pagina web, raccontando la telefonata con Kumar: «abbiamo completato le indagini sui marò – spiega il direttore indiano – abbiamo applicato la legge antiterrorismo sulla navigazione marittima». Non si è sbottonato oltre, precisando che ora tutto passa nelle mani della Corte suprema: «Non posso aggiungere commenti, il caso è ora alla Corte suprema, che a febbraio prenderà una decisione». Come uno spettro, la fucilazione tanto a lungo richiesta da molti media indiana radicali e nazionalisti, ha di nuovo preso forma di fronte alle sorti dei due militari italiani.

DIPLOMAZIA – Da qui in avanti saranno solo diplomazia e Corte suprema a giocare la partita sulla pelle dei militari. L’Unione europea è già entrata in campo da tempo e ancora ieri Emma Bonino ha discusso del caso con i ministri indiani di Commercio e Finanze a Davos: «Mi hanno espresso con chiarezza l’opinione che la pena di morte non è pensabile – ha spiegato la Bonino ai media italiani – e si sono impegnati a fare quanto in loro potere». Il ministro italiano ha poi aggiunto che riguardo ai marò «c’è frustrazione in Italia e anche la stampa indiana ammette che la vicenda è stata gestita non in maniera specchiata. Anche la nostra giustizia non brilla per tempismo, ma è sconcertante che dopo due anni non ci sia neppure il capo d’imputazione». L’avvicinarsi delle elezioni politiche in India, poi, non semplifica la situazione, con i nazionalisti che intendono sfruttare il caso per recuperare voti.

PENA DI MORTE - La pena capitale era stata al centro di un fitto scambio di opinioni, scritti e pareri già nel marzo scorso, quando il governo indiano aveva assicurato a De Mistura che non si sarebbe ricorsi a tanto nei confronti dei marò; tuttavia, come in Italia, anche in India la magistratura è indipendente dalla politica e non agisce sulla base delle richieste governative.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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