Incitò il figlio a uccidere un pakistano. Romano condannato a 21 anni

Roma. 21 anni di carcere per concorso in omicidio. Questa la condanna inflitta a quel padre che nel 2014 istigò il figlio a picchiare a morte un pakistano

(www.newz.it)

(www.newz.it)

«Gonfialo, ammazzalo», urlava dal balcone Massimiliano Balduccu al figlio poco più che adolescente, spronandolo a scagliarsi contro quel pakistano che lo infastidiva perché cantava e pregava in strada. Accadeva la sera del 18 settembre del 2014, nella zona di Torpignattara a Roma. Oggi l’uomo è stato condannato a 21 anni di carcere dalla III Corte d’Assise della capitale per concorso in omicidio.

CRONACA DELL’OMICIDIO – Il figlio ubbidì al padre e l’esito fu quello desiderato: Muhammad Shahzad Khan, 28 anni, fu prima insultato, poi picchiato a morte dall’ancora 17enne Daniel. E così il pakistano ebbe una lezione. La sua colpa? Essersi aggrappato alla religione in un momento fortemente difficile della sua vita, lontano da casa e dai suoi affetti. Aver sentito recitare alcune preghiere del Corano sotto le finestre di via Ludovico Pavoni, tra i quartieri della Marranella e Tor Pignattara: è questo ad aver fatto infuriare il barista, residente proprio in quella strada. Ed è per questo che Muhammad morì sul marciapiede, ucciso a suon di calci e pugni, lasciando in Kashmir una moglie e un figlio di tre mesi che non ha mai visto.

LA CONDANNA – Per quell’orrendo crimine il ragazzo è stato condannato dal Tribunale dei Minori – lo scorso giugno – a otto anni di carcere. Ma il riconoscimento del reato in capo al mentore dell’assassino, il mandante dell’omicidio è arrivato solo adesso. 21 anni di detenzione: questa la condanna inflitta al padre in accoglimento della richiesta del pm Mario Palazzi. «Incitandolo a colpire – dichiara Palazzi nel corso della requisitoria –  è come se l’imputato avesse armato il figlio ancora minorenne». In entrambi i casi, l’accusa è di concorso in omicidio. Stando però ai recenti sviluppi del caso, il giovane – assistito dall’avvocato Giosuè Bruno Naso –  è possibile che venga affidato ad una comunità di recupero per due anni, al termine dei quali la pena potrebbe estinguersi.

Antonietta Mente

@AntoMente

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews