Inchiesta Mose: Galan chiede il patteggiamento

Inchiesta Mose: Galan patteggia e chiede di tornare ai domiciliari

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Giancarlo Galan

L’inchiesta Mose arriva ad un punto di svolta almeno sul piano delle responsabilità politiche con la notizia della richiesta di patteggiamento a due anni e dieci mesi chiesti da Giancarlo Galan, l’ex governatore del Veneto, fra gli accusati “eccellenti” dell’inchiesta. La procura – fanno sapere – non si oppone alla richiesta di domiciliari nonché di un risarcimento di oltre due milioni di euro come multa. Una simile mossa dei legali di Galan – secondo indiscrezioni – sarebbe stata scelta per uscire dal carcere cautelare di Opera dove il loro assistito si trova da mesi.

E come accadde per l’ex sindaco di Venezia Ossoni, adesso anche per l’ex ministro Galan si arriva al patteggiamento che corrisponde in una quasi sostanziale ammissione di responsabilità ai reati contestatigli.

Per la Procura della Repubblica di Venezia che ha accolto la richiesta di Galan, l’ipotesi di pena è congrua. La sanzione complessiva risponde infatti – secondo il Procuratore Luigi Delpino e il procuratore aggiunto Carlo Nordio – al fondamentale criterio di rieducazione contenuto nell’Art. 27 della Costituzione, e ai criteri di ragionevolezza ed economia processuale che hanno ispirato il legislatore a introdurre l’istituto del patteggiamento.

Giuseppe Trapani

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