Inception, l’unica realtà che esiste è quella del sogno

Sceneggiatura, location, contesti e dinamiche spazio temporali del film assolutamente da capogiro: un vero e proprio trip per lo spettatore, sorpreso e catturato dagli attori che si muovono contemporaneamente su diversi piani della realtà onirica

di Adriano Ferrarato

Locandina
Locandina

È possibile condizionare le idee delle persone senza che esse se ne rendano conto?

Cristopher Nolan non è di sicuro un pivello su questo punto di vista, e in dieci anni di sfolgorante carriera ha provato più volte a dare una risposta. Film come Memento, Insonnia e Il cavaliere oscuro dicono molto sul livello di profondità con cui il regista è riuscito a spingersi per introdursi, e introdurre lo spettatore, nelle incredibili dinamiche della psiche umana. Tanto da costruirci su una perfetta impalcatura caotica (ma nello stesso tempo dalla logica comprensibile) dove un ottimo Leonardo Di Caprio interpreta le vesti di Dom Cobb, abile “estrattore” di segreti.

Il sistema è semplice: è sufficiente penetrare nei sogni (usando mix di sedativi e una sorta di elettrostimolatori), addentrandosi fino all’estremo del subconscio del soggetto prescelto e vivendo con quest’ultimo la medesima esperienza nello stesso luogo condividendo segreti, paure, e tutto quello che razionalmente non viene mai espresso.

Ma se è possibile rubare segreti, allora è ipotizzabile il progetto inverso, quello cioè di poter inserire idee e ideologie capaci di modificare completamente la vita e le scelte di una singola persona. Forse. Tanto che Cobb decide di accettare un incarico offertogli dall’orientale signor Saito (Ken Watanabe): “innestare” nel suo pericoloso avversario nel mondo finanziario Robert Fischer la decisione di distruggere l’impero finanziario ereditato dal padre. In cambio il “ladro di sogni”potrà tornare a casa dai suoi figli, costretto ad una vita da rinnegato in fuga per il mondo perché sospettato di aver ucciso sua moglie Mal (Marillion Cotillard).

Se la trama di “Inception” può risultare quasi comprensibile, la sceneggiatura, le location, i contesti e le dinamiche spazio temporali del film sono assolutamente da capogiro: un vero e proprio trip per lo spettatore, sorpreso e catturato dagli attori che si muovono su diversi piani della realtà onirica.

Leonardo DiCaprio in una scena del film
Leonardo Di Caprio in una scena del film

Perché se è possibile sognare, è anche possibile sognare di sognare: il processo può scendere sempre più in basso, arrivando ai più reconditi segreti custoditi nell’anima umana. Il film si muove sapientemente su queste creazioni fittizie e multiple in cui quello ogni evento che avviene in ognuna di esse ha importanti influenze sulle altre (la sbandata di una macchina può perfino cambiare le leggi della gravità esattamente come accadeva in “Matrix”), con una dilatazione dei tempi esasperata all’inverosimile (minuti che durano ore).

Distrutto il concetto di tempo e del peso, anche lo spazio subisce lo stesso medesimo processo. L’esistenza può essere architettata a e ricostruita di sana pianta (brava, proprio nell’interpretare questo ruolo, la giovane attrice Ellen Paige nella parte di Ariane): si possono modificare strade, salite, ponti, principi di equilibrio fisico. Superfici che diventano verticali, strade che si “appoggiano” sul cielo, automobili che vanno verso l’alto. “Inception” è l’irreale che prende il posto del reale.

Continua a leggere —–>

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

1 2

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews