Inaugurato in Cina il primo bar gay

Il locale ha aperto i battenti a Dali, una località turistica nella provincia meridionale dello Yunnan

di Chiara Campanella

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.  Forse  in Cina  i “quattro amici al bar”  il mondo lo stanno cambiando davvero. Qualche giorno fa, infatti, è stato inaugurato il primo bar gay cinese.

Chi l’avrebbe mai detto che in un una repubblica come quella cinese le autorità avrebbero permesso l’apertura di un locale per omosessuali?

Cambiano i tempi e su questo non c’è alcun dubbio. Dopo le varie vicende che hanno visto da poco protagonisti gli omosessuali (quali la possibilità di adozioni in Francia e di matrimoni in Messico) anche il Paese della Grande Muraglia vuole rimanere al passo con i tempi.  E lo fa attraverso l’apertura di un bar a Dali una località turistica nella provincia meridionale dello Yunnan, forse anche imitando l’italiano alto atesino Edu, gestore del locale inaugurato di recente a Bossanova (in provincia di Bolzano) che accoglie prevalentemente clientela omosessuale.

Dopo un rinvio di tre settimane, finalmente  il governo cinese ha approvato l’apertura del bar. All’inaugurazione erano presenti una settantina di persone, in maggioranza omosessuali, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina.

Zhang Jianbo, 36 anni, titolare del locale,  è anche il direttore del Dipartimento Dermatologico dell’Ospedale di Dali e il fondatore della locale Associazione per la Prevenzione Hiv. L’apertura, prevista inizialmente per il primo dicembre, è stata rinviata “per proteggere la privacy dei volontari e dei clienti”, dopo la curiosità mostrata dai mezzi di comunicazione cinesi stranieri per l’avvenimento. Zhang Jianbo ha precisato che il locale verrà usato tra l’altro per “promuovere la conoscenza dell’ Aids” e che verranno distribuiti gratuitamente preservativi ai clienti.

I tempi si stanno evolvendo e l’atmosfera sta cambiando  in tutto il mondo.  Insomma, un piccolo passo per Dali e per Bolzano, anche se quello di Edu non è il primo locale prettamente gay aperto nel capoluogo (a maggio 2008 ha aperto il “The First” disco alternativa gay, lesbo, bisex e trans).

Nelle “vicinanze”, a Vienna, nel quartiere universitario e non molto lontano dal centro storico, si trova una pietra miliare della comunità gay della città:  il Café Berg con annessa libreria omosessuale Löwenherz.  Il locale è stato il primo caffè diurno gay e lesbo della capitale austriaca.

Un nuovo capitolo si è aperto recentemente anche negli Stati Uniti.  Dopo la nomina di Gene Robinson nel 2003 (che spaccò gli episcopali e favorì lo scisma di alcune

congregazioni), una donna gay è stata scelta dalla Chiesa episcopale come vescovo della diocesi di Los Angeles.

Tornando alla resa dei conti.. chissà se gli amici al bar (che ormai non sono solo quattro ma molti di più ) riusciranno veramente a cambiare il mondo? I dubbi ci sono, anche se ultimamente si stanno facendo passi da gigante.

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