In primavera attenti alle mele

Tre allergici su dieci soffrono della sindrome orale allergica

di Giovanna Miceli

Una mela al giorno leva il medico di torno...non sempre è vero?

Milioni di italiani sono alle prese in questa stagione con problemi di allergie e pollini. Ma il popolo allergico non ha da temere solo i famigerati pollini, anche una semplice mela può scatenare un attacco allergico.

Tutta colpa della cross-reattività (o reattività crociata) che si verifica tra alcuni alimenti e i pollini delle piante. I responsabili sono delle proteine alimentari che hanno una struttura chimica molto simile a quella delle proteine dei pollini; in tal modo, l’organismo si sensibilizza anche nei confronti di una “innocente” mela , scatenando l’attacco allergico.

Succede così che chi è allergico alle betulaceae (betulla e ontano) deve stare attento alle mele ma non solo. Anche pera, pesca, albicocca, ciliegia, banana, noce, nocciola, finocchio, kiwi, prezzemolo, fragola e prugna possono sortire lo stesso effetto.

Per le compositae (artemisia e ambrosia) bisogna evitare sedano, melone, anguria, arachide, camomilla, mela, banana, zucca, cicoria, castagna, carota, peperone, prezzemolo, nocciola, anice e mango.

Gli allergici alle graminaceae, piantine erbacee con infiorecenza a spiga o a pannocchia, devono tenersi alla larga da frumento, melone, anguria, kiwi, mandorla, pomodoro, agrumi, pesca, albicocca, ciliegia e prugna.

Fortunatamente,  queste proteine responsabili di cross-reattività sono anche termolabili, possono quindi essere inattivate dal calore. Non è certo una gran consolazione mangiare mele o pere cotte, ma in tal modo si evita il problema.

Mangiare frutta fa bene alla salute...ma attenzione alle allergie

A cosa vanno incontro gli allergici quando mangiano un alimento a “rischio”? Il rischio è di sviluppare la sindrome orale allergica, che provoca bruciore e prurito al palato e alla lingua quando si mangia un frutto potenzialmente cross-reattivo.

Il Policlinico di Milano ha recentemente pubblicato uno studio che analizza il fenomeno della reattività crociata degli alimenti. Prendendo in esame un campione di 600 pazianti allergici a vari pollini, i ricercatori hanno riscontrato che 3 soggetti su 10 soffrivano anche della sindrome orale allergica degli alimenti.

Inoltre, dalla ricerca è emerso che chi è allergico a più pollini, ha una maggiore probabilità di incorrere in effetti più seri, mangiando alimenti potenzialmente a rischio. Va infatti considerato che può comparire gonfiore alle labbra, alla bocca e in alcuni casi edema alla glottide.

Il dottor Mario Previdi, responsabile della struttura di Allergologia Ambientale del Policlinico di Milano, che ha condotto lo studio, mette in guardia i pazienti allergici. “A volte l’ingestione di questi alimenti vegetali – ha dichiarato l’esperto – può provocare anche manifestazioni cutanee o respiratorie come ad esempio asma bronchiale.  Si sono verificati anche casi di shock anafilattico”.

La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare alimenti responsabili di sindrome orale allergica durante il periodo di pollinazione. Per alcuni non si può proprio dire che una mela al giorno tolga il medico di torno!

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