In Olanda referendum per uscire dall’Euro

Roma – La stampa olandese da qualche giorno ha diffuso la notizia che Geert Wilders, leader del partito di estrema destra olandese Pvv, proporrà un referendum che potrebbe portare l’Olanda ad abbandonare l’Euro e a tornare alla sua vecchia moneta, il fiorino.

La decisione è arrivata dopo una serie di indagini e studi che lo stesso Wilders ha commissionato al suo partito – e questo sarebbe un elemento sufficiente a dubitare della totale attendibilità delle statistiche riportate – da cui emergerebbe che la moneta unica, insieme a tutte le politiche economiche comunitarie, ogni anno fa perdere a ogni olandese più 2700 euro.

Il punto è che Wilders, che nel 2010 havissuto insieme al suo partito un vero e proprio trionfo, ha in pugno il governo del Primo ministro Mark Rutte grazie al gran numero di deputati che siedono al Parlamento.

Il partito di Wilders – caratterizzato da posizioni anti immigrazione ed euroscettiche – sta recuperando il terreno che sembrava aver perso con l’avanzata dei partiti di sinistra più progressisti, in particolare dei socialisti, e non perde l’occasione di cavalcare l’onda del malcontento e della crisi.

Un aiuto inaspettato è arrivato dalla Grecia: il doppio pacchetto di aiuti ha gravato non poco sulle spalle degli olandesi e ha offerto a Wilders l’opportunità di tornare sul palcoscenico da protagonista. Infatti dopo la strage di Breivik, l’arianissimo Wilders ha dovuto abbassare i toni della sua crociata anti islamica, finendo in panchina per un certo periodo di tempo, impossibilitato a continuare la sua campagna razzista e xenofoba.

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Ancora non si sa quando avrà luogo la consultazione referendaria e se tutto l’iter sarà seguito regolarmente in modo da rendere impossibile all’opposizione sollevare qualsiasi obiezione, ma la cosa certa è che si scatenerà una campagna referendaria di stampo quasi terroristico, con la diffusione del memorandum con tutti i – catastrofici – dati sulla moneta unica e sulle sue conseguenze sul breve e lungo termine.

L’incognita è la reazione degli elettori: è vero che il partito di Wilders è la terza forza politica del Paese, ma è anche vero che il popolo olandese dovrebbe considerare una serie di elementi che andrebbero comunque a gravare sulle loro spalle e che potrebbero non portare a una effettiva ripresa economica del Paese, nonostante l’antica stabilità che aveva caratterizzato il fiorino nei tempi precedenti la nascita della moneta unica.

L’Olanda si ritroverebbe con il debito detenuto in Euro svalutato una volta passati alla nuova moneta e con la necessità di convertire tutte le obbligazioni societarie e di ricapitalizzare le banche commerciali con assetto in Euro, oltre al fatto che i costi di finanziamento salirebbero di 200 punti base.

Il costo immediato di questa operazione per ogni cittadino olandese sarebbe tra i 5 mila e i 7 mila euro, negli anni successivi di circa 3 mila euro annui. Per intenderci, il default contemporaneo di Grecia, Portogallo e Irlanda costerebbe a ciascun olandese poco meno di mille euro all’anno.

Francesca Penza

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2 Risponde a In Olanda referendum per uscire dall’Euro

  1. avatar
    Francesco 25/03/2012 a 03:57

    Se lo fa sono pronto ad andare a mie spese in Olanda a fare la campagna per l’uscita dall’euro.

    Siamo stati spediti in Eurolandia, il nuovo lager nazista.

    Rispondi
  2. avatar
    Giada 31/03/2012 a 17:57

    Sarebbe ora che, in tutti i paesi, venga chiesto ai CITTADINI di scegliere o meno a rimanerre in questa follia ideologica che è l’euro. Una follia che non corrisponde ad alcun concetto di stato ma solo ad una visione mondialistica deleteria che ci sta portando alla rovina!

    Di questo passo ci ritroveremo coloni dei cinesi, indiani e vietnamiti.

    Questo per seguire le politiche finanziarie SCRITERIATE di gentaglia come MONTI, proprio coloro che hanno creato questo disastro e che, ancora una volta, ci sono stati imposti da quel maccabeo di napolitano.

    Rispondi

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