In Nigeria birra e sigarette demolite in nome della Hisba

In Nigeria birra e sigarette demolite dalla Hisba. In nome delle dottrine islamiche, abitanti incarcerati e privati di beni dal largo consumo

Un fiume di litri di birra distrutti (news.yahoo.com)

NIGERA DISTRUGGE BIRRA E SIGARETTE - In Nigeria si è visto il disfacimento di 240.000 bottiglie di birra e circa 320.ooo sigarette, distrutte sotto il sole cocente della città di Kano dalla polizia religiosa locale, fortemente condizionata dalla sharia. Le motivazioni che hanno causato lo smantellamento di tali beni dal largo consumo internazionale, fondano le loro basi sull’incompatibilità del loro utilizzo rispetto ai precetti islamici.

LA HISBA COMBATTE L’IMMORALITÀ - In particolare, il consumo di alcol e sigarette risulta inconcepibile dai fondamenti della dottrina della Hisba, filosofia religiosa che vieta qualsiasi tipologia di atto o costume che sia concepito come gesto immorale dalle leggi di Allah. Kano, la più grande città della Nigeria settentrionale, ospita una popolazione dalla variegata fede religiosa: nonostante si riscontri una maggioranza islamica divisa fra sciiti e sunniti, non mancano alcuni gruppi di devoti alle correnti cristiane, stanziatisi soprattutto nella Nigeria meridionale.

SEQUESTRI E ARRESTI DA PARTE DELLA POLIZIA RELIGIOSA – La Hisbah, un’organizzazione militante a stampo religioso composta da circa novemila membri, ha avviato a Kano il sequestro di beni contrari alle normative islamiche e incarcerato alcuni abitanti ritenuti impudichi e dagli atteggiamenti licenziosi.  I cittadini di Kano sono stati costretti a salutare per sempre l’amato burukutu, un alcolico locale a basso costo che spesso viene consumato in compagnia in quanto utilizzato come collante per l’integrazione sociale. La distruzione di birra e sigarette è iniziata qualche giorno fa tramite la confisca delle merci trasportate all’interno di camion diretti verso Kano, causando un pesante danno all’economia locale.

UN DANNO ECNOMICO E MORALE - Le azioni della polizia religiosa di Kano proseguono in una direzione autoritaria che vieta ai dissenzienti sia il ricorso alle più comuni modalità di svago che, nella peggiore delle ipotesi, la possibilità di vivere in una condizione di dignitosa libertà personale. Un triste risvolto per un popolo stremato dall’instabilità politica, dalla fame e dalle malattie.

Foto preview: corriere.it

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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