In fila per vedere Gheddafi in cella frigorifera

ROMA - Mentre l’ex tiranno egiziano Hosni Mubarak viene colto da malori alla vista delle fotografie che ritraggono il suo “ex collega” catturato ed ucciso (probabilmente per terrore di fare la stessa fine), il cadavere del defunto rais libico Muammar Gheddafi è stato letteralmente esposto nella cella frigorifera del mercato delle carni di Misurata. Lunghissima la fila d’attesa per entrare fin da ieri, giornata in cui il corpo è stato deposto.

Rinviata, dunque, la sepoltura del rais, sul cui corpo devono ancora essere effettuati autopsia e esame del Dna, operazione, quest’ultima, votata a placare numerosi dubbi riguardanti la sua reale identità. Si teme, infatti, di trovarsi di fronte a quanto Gheddafi aveva già fatto intuire in vita, ovvero del suo essersi servito di numerosi sosia. Attraverso questo ulteriore acertamento, quindi, i ribelli vogliono garantire l’esclusione di qualsiasi leggenda riguardante l’eventuale sopravvivenza del rais.

Nella giornata di oggi, quindi, dovrebbero arrivare i risultati degli esami prefissati. Nel frattempo, l’Onu ha aperto un’inchiesta per chiarire gli interrogativi riguardanti le modalità di uccisione del colonnello. Ad ogni modo, in seguito alla morte dell’ex leader libico, l’impegno militare in Libia può dirsi concluso. La data di scadenza dell’intervento Nato è stata, quindi, fissata ufficialmente per il 31 di ottobre. Nel frattempo, le truppe dell’Alleanza Atlantica monitoreranno l’evolversi della situazione restando comunque eventualmente pronte ad intervenire.

Si accelerano, così, i tempi per la costruzione del dopo Gheddafi. Entro otto mesi, infatti, al popolo libico dovrebbero essere concesse le elezioni per un consiglio nazionale incaricato di scrivere una nuova Costituzione e formare un governo ad interim. Contemporaneamente, l’unica figlia femmina del colonnello, Aisha Gheddafi, e la seconda moglie dell’ex rais, Safiya,saranno trasferite dall’Algeria in un paese del Golfo.

Le due donne, infatti, erano state accolte in Algeria per “ragioni umanitarie”: Aisha era incinta e proprio lì ha partorito la sua bambina. Non sono state diffuse maggiori indicazioni sul paese che ospiterà le due donne. Nessuna notizia del fratello di Aisha, Hannibal, né del primogenito del colonnello, Mohammad, giunti anche loro in Algeria insieme a mogli e figli nel mese di agosto.

(Foto: Adnkronos.com / tuttosport.com)

Redazione

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