In Egitto passa il referendum, Chávez dice “basta” ai seni rifatti

Jean-Bertrand Aristide

HAITI – L’ex presidente haitiano Jean-Bertrand Aristide è rientrato nella capitale Port-au-Prince dopo sette anni di esilio in Sudafrica. Aristide fu cacciato nel 2004, quando fu deposto da un colpo di stato. È accusato da molte organizzazioni umanitarie di avere violato i diritti umani durante i suoi tre mandati. Il suo rientro potrebbe destabilizzare i già precari equilibri politici della nazione. Ieri ad Haiti si è votato infatti per il secondo turno delle presidenziali, i cui risultati saranno resi noti il 16 aprile.

EGITTO –  Ha vinto il si nel referendum costituzionale che in Egitto chiedeva ai 45 milioni degli aventi diritto di scegliere se approvare o meno il pacchetto di riforme costituzionali proposto da un Comitato di saggi insediato dal Consiglio militare supremo.  Il 77,2% ha votato per il “sì” decretando così le elezioni a fine anno. I “no” si sono fermati al 22,8%. Per  gli oppositori questo referendum ha come obiettivo quello di accelerare le elezioni legislative favorendo soprattutto i Fratelli musulmani.

CILE – Malgrado i timori e i tanti dubbi sollevati circa l’uso del nucleare dopo la tragedia in Giappone e la dispersione di radiazioni in Giappone, il Cile ha firmato con gli Stati Uniti un accordo per sviluppare un proprio programma di energia nucleare. Il Cile, che importa la maggior parte della sua energia ed è anche il Paese più sismico al mondo, vorrebbe iniziare a costruire dei reattori nucleari anche se l’accordo con gli USA parla solo di cooperazione per la formazione di ingegneri nucleari e ricerca.

YEMEN – Il governo dello Yemen si è dimesso. E’ stato lo stesso presidente yemenita Alì Abdullah Saleh a farlo di fronte alla pressione delle manifestazioni di piazza. Ieri sono stati in migliaia i yemeniti che nella piazza dell’Università, a Sana’a, hanno ricordare le almeno 52 vittime dell’ultima repressione di venerdì scorso, la più violenta da quando sono iniziate le proteste contro il governo.

Hugo Chávez

VENEZUELA – Il presidente Hugo Chávez si è scagliato contro la “cattiva” abitudine delle donne venezuelane di ricorrere troppo facilmente alla chirurgia estetica per rifare il seno. E’ da ormai un decennio che il Venezuela guida le classifiche mondiali di operazioni al seno, con 30-40.000 interventi all’anno, su una popolazione di meno di 30 milioni di abitanti.

SIRIA – Sei vittime e diversi feriti: questo il bilancio degli scontri avvenuti durante le manifestazioni, organizzate tramite i social network, che si sono volte in diverse città della Siria.  Le vittime sono giovani tra i 20 e i 30 anni oppositori alla famiglia Assad e al regime baatista al potere da quasi mezzo secolo.

BRASILE – Durante il viaggio di Obama in Brasile, il presidente americano ha parlato della possibile collaborazione tra i due Paesi come partner commerciali, anche nel campo energetico, delle infrastrutture e dell’educazione. Obama ha promesso che gli Stati Uniti tratteranno il Brasile alla pari di Cina e India. L’arrivo del presidente americano è stato preceduto da manifestazioni di protesta per non aver mantenute alcune tra le più importanti promesse elettorali.

CINA – Ennesimo scandalo in Cina in materia di sicurezza alimentare: arrivano infatti i “maiali culturisti”. Un reportage trasmesso dalla CCTV ha denunciato l’operato di alcuni allevamenti dello Henan – provincia della Cina centrale nota proprio per la produzione di carne suina – che avrebbero alimentato gli animali con Clenobuterolo, un farmaco che agisce sulla muscolatura e ne aumenta di volume in tempi più rapidi.

ISRAELE – Escalation di raid a Gaza dove l’artiglieria Israeliana ha aperto il fuoco sul confine sud-orientale con la Striscia di Gaza, roccaforte palestinese controllata da Hamas. Secondo fonti locali sarebbe morto un miliziano palestinese e un bambino sarebbe rimasto ferito. Intanto sulla stampa palestinese si susseguono le notizie relative al possibile incontro tra il leader dell’ANP Abu Mazen e il leader di Hamas, Ismail Haniyeh.

GIAPPONE – Dopo 8 giorni dal sisma che ha messo in ginocchio il Giappone, i soccorritori hanno estratto vivo dalle macerie un giovane a Kesennuma, una delle città più colpite dalla catastrofe. Secondo le notizie diffuse il ragazzo sarebbe ricoverato in ospedale in stato di shock. Un altro miracolo è accaduto a Ishinomaki, a nord di Sendai, dove nove giorni dopo il cataclisma, sono stati salvati una nonna di 80 anni e il nipote di 16 mangiando jogurt e bevendo coca cola.

GERMANIA – Sono due milioni di elettori chiamati a rinnovare il Parlamento della Sassonia-Anhalt in questa nuova tornata di elezioni regionali. Il Land nordorientale è al momento governato da una coalizione tra la CDU di Angela Merkel e i Socialdemocratici della Spd. La cancelliera tedesca ha già subito una pesante sconfitta nella città Land di Amburgo. La prossima settimana toccherà invece al Baden-Wüttemberg.

PERU’ – Reperti che risalgono dall’ottavo al dodicesimo secolo dopo Cristo, murali di rarissima fattura. Questi i risultati delle ricerche del dipartimento archeologico di Lambayeque che in Peru’ sta procedendo  agli scavi nel palazzo di Ucupe. Il tempio era stato scoperto circa 30 anni fa.

CILE –  Quattro leader mapuche sono di nuovo in sciopero della fame contro la legge di Pinochet discriminanti riservate agli indigeni. Nei mesi scorsi, in autunno, c’era già stato uno sciopero di 81 giorni, terminato dopo la promessa che la Ley Antiterrorista usata solo per  punire reati commessi da mapuche sarebbe stata abrogata. Il governo non ha però mantenuto la parola.

AZERBAIGIAN – Da venerdì scorso arrivano i primi segnali di rivolta anche nell’Azerbaigian, paese musulmano moderato. Attraverso Facebook e Twitter, i giovani oppositori al regime della dinastia Aliyev – che regnano da quasi vent’anni – si sono dati appuntamento a Baku per la ‘Grande giornata del popolo’. La protesta è stata però impedita dalla polizia che ha arrestato diversi attivisti.

STATI UNITI – E’ morto all’età di  85 anni, stroncarlo a Los Angeles da un cancro ai reni e alla prostata, Warren Christopher, democratico, segretario di Stato durante la prima presidenza di Bill Clinton. Considerato da sempre un grande negoziatore, ha partecipato attivamente ad eventi chiave come gli accordi di Oslo, la pace nei Balcani e quella fra Israele e Giordania. Decisivo il suo intervento nel 1979 per la liberazione dei 52 ostaggi americani in Iran.

Valentina Gravina

Foto | via www.voltairenet.org, http://facciogentevedocose.blogspot.com, http://www.ilcambiamento.it

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