Immigrazione. Renzi: se la Ue dice no, l’Italia ‘ha un piano B’

immigrati stazione milano (ilgiorno.it)

Immigrati accampati alla Stazione Centrale di Milano (Ilgiorno.it)

Roma – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si sfoga in merito alla questione immigrazione che, oramai ha dire di tutti, ha preso i contorni di una vera invasione di massa. Renzi, durante un’intervista al Corriere della Sera, ha avvertito l’Unione Europea mentre i principali Paesi Membri, unilateralmente, hanno sospeso Schengen: se la Ue non ci aiuta – spiega Renzi – l’Italia «ha un piano B».

Il premier non chiarisce le tattiche in via di definizione qualora l’Unione continuasse a non offrire all’Italia l’aiuto richiesto. Renzi si limita a velate allusioni, affermando che «sarebbe una ferita soprattutto per l’Europa». Comunque, continua ancora Renzi, il governo vuole lavorare «fino all’ultimo» per dare una risposta europea.

RENZI PREPARA L’INCONTRO CON I BIG – Per questo Renzi, al Corriere, spiega che nei prossimi giorni sarà impegnato in una serie di incontri con le principali teste in area Ue – Hollande, Cameron, Junker e Merkel – per rivedere gli accordi di Dublino II secondo cui l’extracomunitario deve richiedere asilo nel paese Ue in cui arriva se oggetto di persecuzione religiosa, politica o in fuga dalla guerra. 

Renzi dedica poi una frecciata a Matteo Salvini: «Vogliamo affrontare questa emergenza con la serietà di un Paese che è una potenza mondiale e non inseguendo chi fa tweet sulla scabbia e propone di sparare al primo che passa»«Strillare di epidemie significa porcurare allarmismo, ma tutti i report medici dicono che non è così».

LA UE SI PREPARA AL DIALOGO, VERTICE A FINE GIUGNO – Le dichiarazioni di Renzi arrivano a stretto giro da un altro intervento, quello del Consiglio europeo che, preso atto della figuraccia internazionale in materia di immigrazione e del rifiuto ad aiutare le nazioni più esposte come Grecia e Italia, ha fatto dietrofront aprendo ufficialmente il dibattito sull’immigrazione: l’Europa «ha bisogno di un approccio equilibrato e geograficamente completo» alla questione immigrazione «basato sulla solidarietà e la responsabilità».

Su questa introduzione verte il programma che la Ue ha intenzione di affrontare il 25 e 26 giugno con i grandi leader europei per trovare la soluzione dei problemi dell’immigrazione senza freno. Primo tra tutti: maggiore rapidità di rimpatrio per i richiedenti privi di diritto internazionale e quindi non corrispondenti al profilo di Dublino II. Questi, essendo la maggioranza, sono il cuore nevralgico della questione: secondo l’Ue, i semplici irregolari non sono solo da rimpatriare, bisogna prima di tutto impedire loro di partire.

Incertezza assoluta, invece, per la spartizione delle quote di immigrati che hanno ottenuto asilo. La Ue aveva acconsentito la distribuzione di circa 24.000 profughi tra tutti i Paesi Membri, ma mentre il Nord Europa si dichiarava non disponibile all’aiuto nei confronti del Sud del Continente, il presidente del Consiglio italiano faceva sapere che il numero di profughi stabilito era decisamente poca cosa rispetto alla mole di individui che quotidianamente sbarcano nel Sud Italia.

Chantal Cresta

Foto || ilgirono.it

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