Immigrazione. Minniti lancia il piano di riordino: troppe idee confuse

marco-minniti.wikipedia.org

Marco Minniti (Wikipedia.org)

Roma – Esistono lavori socialmente inutili? Andrebbe chiesto al ministro dell’Interno Marco Minniti il quale sta cercando, nel grande caos della politica nostrana, di mettere una pezza sopra la voragine dell’immigrazione clandestina.

Mercoledì il ministro presenterà alla Commissione Affari costituzionali il piano di riordino sul tema immigrazione: a) inserimento obbligatorio nel lavoro degli immigrati in attesa di asilo politico in attività indicate dai Comuni di accoglienza; b) apertura di mini Cie (50-100 posti) in ogni regione per un totale nazionale di 1500-1600 posti destinati a sospetti criminali in attesa di rimpatrio, non a chi ha presentato domanda di asilo; c) raccolta dei minori non accompagnati in centri appositi; d) riduzione a un solo grado di appello per le domande di asilo rifiutate; e) accordi con i paesi di provenienza per rimpatri più rapidi.

Posto che il ministro ha il merito di avere ammesso quel che i suoi predecessori hanno negato fino all’ultimo respiro di mandato – ‘Roma, abbiamo un problema’ – a lui restano le pigne da levare dal fuoco.

Sicché ora che siamo tutti d’accordo che l’immigrazione irregolare è nell’ordine: impazzita, un pericolo per chi la subisce e per chi è costretto a tollerarne gli effetti sotto casa propria, una fonte di lucro criminale e radicalizzazione terroristica, il piano di Minniti non pare adeguato all’emergenza.

LAVORI UTILI ED INUTILI – Il ministro sa spiegare in cosa consiste il lavoro utile e se esiste un lavoro il cui rimando sul tessuto sociale sia inutile? Non si tratta di speculazioni, ma di principi costituzionali giacché si volle fondare la Repubblica su una merce.

Il lavoro è per sua natura l’offerta economica ad una domanda. Quando la domanda per quell’offerta non c’è quel lavoro sparisce. Dal che ogni lavoro è utile nel contesto che lo domanda; quel che resta da chiedersi è quanto costa. Quanto costa il lavoro utile di immigrati irregolari in attesa che si chiarisca la loro identità in un paese affetto da grave disoccupazione o occupazione sotto pagata a voucher? Se la risposta è niente, il problema del ministro si ingigantisce perché oltre ad avere italiani e immigrati regolari divenuti irregolari perché disoccupati, avrà pure immigrati senza identità che lavorano senza retribuzione (è questa l’utilità?) sotto minaccia di essere espulsi o privati dei permessi di soggiorno temporanei in caso di rifiuto alla prestazione. Sa di incostituzionale, tanto più che il lavoro è un diritto e in quanto tale è scelto non imposto. Dal che si avrebbe l’effetto di avere sacche di garantiti costretti al lavoro anche senza volerlo e sacche di non garantiti che vogliono il lavoro ma non lo ottengono. E’ utile tutto ciò?

Dice l’Istat: nel 2007 le domande di permesso di soggiorno per motivi di lavoro da parte di chi è arrivato in Italia con un contratto già in essere era del 56,1%. Nel 2015 siamo al 9,1%. Di contro, le domande di asilo, nello stesso lasso di tempo, sono passate da 3,7% a 28,2% e sono state avanzate soprattutto da coloro che vogliono il ricongiungimento familiare. E’ lecito sostenere che qualora il piano di lavoro obbligatorio funzionasse, questo incentiverebbe gli ingressi illegali anziché regolari da parte di chi è migrante economico quando è la regolarità che si dovrebbe incentivare sulla base di una seria valutazione delle competenze di chi entra? Queste sono risorse; attualmente accade il contrario. Si mira a incrementare il problema invece di arginarlo. Come la mettiamo?

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Dal 2007 al 2015 le domande di permesso di soggiorno a scopo lavorativo sono passate dal 56% al 9%. Boom di ingessi irregolari e domande di ricongiungimento

MINI CIE – I Centri di identificazione ed espulsione sono strutture di permanenza temporanea, non carceri. Gli astanti sono ‘ospiti’ non ‘detenuti’. Sia chiaro perché sostenere che i Cie possano diventare residenza temporanea di criminali distinti da quanti sono in attesa di asilo, ha le sue implicazioni: 1) come si fa a distinguere il criminale dal richiedente nel mentre l’uno e l’altro sono arrivati con lo stesso barcone, hanno rifiutato di dare impronte digitali, hanno mentito sulla loro identità e paese d’origine? Se la risposta è: aspettiamo che il primo delinqui, si fa notare che a quel punto il danno è fatto. Il criminale andrebbe neutralizzato prima se lo è; andrebbe scongiurato che lo diventi se non lo è ancora.

2) Se il Cie deve essere raduno temporaneo di criminali, magari in odore di terrorismo islamico taglia gole, le cose vanno chiamate con il loro nome: gli astanti non sono ospiti né devono essere trattati in quanto tali per non urtare le orecchie sensibili dei radical chic. Sono detenuti in stato di arresto anche quando è dubbia la loro appartenenza alla criminalità del terrore. In stato di emergenza basta il sospetto. Esiste una legislazione d’emergenza che contempli e regoli questi ‘nuovi’ Cie? Altrimenti il naufragio del progetto è già avvenuto.

3) Il mini Cie è come il mini Job: sa di fregatura. Quando entrano in Italia oltre 300 mila individui (dati Frontex 2016) di cui 181 mila solo via mare, il Cie da 50-100 posti è poco più di un’illusione anche se si moltiplica per 1500.

MINORI NON ACCOMPAGNATI – Spiega l’esperta di terrorismo internazionale Souad Sbai al sito Intelligonews.it: una delle principali vie della radicalizzazione passa per i minori. I numeri sono ballerini perché troppo minorenni arrivano da soli e vengono affidati a case famiglie o strutture di accoglienza da cui o spariscono o finiscono sotto l’egida di qualche mediatore culturale-imam vicino al radicalismo islamico. In Sicilia – continua Sbai – opera un centro per minori dove su 145 ospiti, oltre la metà è già radicalizzato. Un caso tra tanti. La questione è endemica, Minniti lo sa? Poi c’è il problema dei minori che soli non sono e spesso non sono neppure minori, ma si dichiarano tali affinché i membri della famiglia possano usufruire in modo fraudolento del welfare statale. Il ministro ha qualche idea su come scongiurare le truffe? Sennò è tutto lavoro inutile.

Chantal Cresta

Foto || wikipedia.org

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