Immigrazione, la lezione alla Lega viene dall’Ecuador

L'immigrazione vista da lontano: la proposta dell'Ecuador che rivoluziona la visione del migrante

Rafael Correa, Presidente della repubblica dell' Ecuador (http://lagazzettadf.com/)

Rafael Correa, Presidente della Repubblica dell’ Ecuador (http://lagazzettadf.com/)

Quito – Uno tra i temi più incandescenti del dibattito politico è senza dubbio l’immigrazione. Arriva l’estate, il bel tempo e, da qualche anno a questa parte, l’argomento predominante sono gli sbarchi e non le vacanze. Mai come quest’anno però la situazione sembra arrivata ad un punto di non ritorno: 51.405 sbarchi dall’ inizio dell’anno, 8.000 persone in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando in totale gli immigrati sbarcati furono 170.000. Le risposte del governo nazionale sono ferme e decise in Italia, un po’ meno fuori dove la metà degli stati membri UE non accetta le quote di ripartizione di immigrati proposte dalla Commissione Europea. Alcune regioni del nord Italia, mosse da governi leghisti, non vogliono più un solo richiedente asilo.  Se l’Europa e il Nord non ascoltano le voci dei profughi, c’è un Paese lontano che invece punta sul diritto naturale dell’uomo alla mobilità: questo Paese è l’Ecuador.

NESSUN ESSERE UMANO È ILLEGALE – Il presidente Ecuadoriano Rafael Correa ha dichiarato nei giorni scorsi che “Nessun essere umano può essere considerato illegale, questa è una barbarità ed aberrazione”. Probabilmente la reazione di un leghista a queste parole sarebbe “ che li accolgano a casa loro”. Ecco, l’Ecuador ha proprio intenzione di farlo ma con intelligenza. La Legge organica di mobilità umana trasformerà la migrazione da reato a diritto, garantendo anche i diritti agli stranieri, i rimpatriati, i richiedenti asilo, gli esiliati e gli apolidi.

RIDUZIONE DEI PERMESSI DI SOGGIORNO – Garanzie dunque per tutti i cittadini che arrivano in Ecuador ma anche per chi parte. Il governo vuole garantire una protezione particolare per chi emigra per ragioni economiche e dai numeri emerge che non sono pochi: 1.6 milioni di ecuadoriani sono partiti alla fine degli anni 90 cercando fortuna negli Stati Uniti, in Spagna e anche in Italia. La proposta di legge vuole ridurre da 18 a 4 le tipologie di permesso di soggiorno così da semplificare gli iter burocratici.

Manifestazione di piazza (granmarchahaciaelcomunismo.wordpress.com)

Manifestazione di piazza (granmarchahaciaelcomunismo.wordpress.com)

MAGGIORANZA SOLIDA – Correa sostiene che la legge non incontrerà ostacoli in Parlamento dove il governo dispone di una maggioranza solida. La responsabile governativa del tema migrazione in Ecuador María Landázuri dichiara che l’Ecuador sarebbe “il primo Paese al mondo ad avere una legge sulla mobilità umana”.

Chiaramente l’Ecuador non è l’Italia che con i suoi governi deboli gestisce male da anni, senza tenere il minimo polso in Europa, un fenomeno di portata mondiale di gente disperata che scappa da guerra e fame. Quindi nessun paragone, solo un invito a riflettere per i governanti italiani ed Europei mostrando un approccio differente a quello dei bombardamenti navali su quelle che comunque sono persone.

Domenico Pellitteri

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