Immigrazione: battibecchi fra Italia e Ue, chiesti 100 milioni

Roberto Maroni, ministro dell'Interno

ROMA – Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, attacca l’Unione europea accusandola di essere stata «impreparata, non ha previsto, non ha prevenuto: non si è svegliata fino a quando non c’e’ stata l’emergenza con l’arrivo di 5 mila persone tutte in un colpo».

IL BATTIBECCO CON L’UNIONE EUROPEA – Intanto l’Italia ha richiesto a Bruxelles un aiuto di 100 milioni di euro per fronteggiare la crisi. Ma dietro alla richiesta c’è stato il botta e risposta fra Maroni e il commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom. «L’Europa non sta facendo nulla. Sono molto preoccupato. Noi siamo come al solito lasciati soli» ha detto il ministro italiano. Pronta la risposta del commissario europeo: «Sabato ho chiesto alle autorità italiane se avessero bisogno di aiuto per affrontare la situazione eccezionale a proposito degli sbarchi dalla Tunisia. Abbiamo ricevuto una risposta chiara: “No grazie, non abbiamo bisogno di assistenza”». Maroni, però, ha smentito tutto: «Non è vero che l’Italia ha rifiutato l’aiuto offerto dalla Commissione europea per fronteggiare l’emergenza sbarchi dalla Tunisia».

Sede della Commissione Europea di Bruxelles

PREMIER IN SICILIA – Intanto oggi Silvio Berlusconi e lo stesso ministro dell’Interno saranno a Catania per visionare un possibile centro d’accoglienza per gli immigrati tunisini. La situazione all’isola di Lampedusa, infatti, sta diventando insostenibile, con il numero di persone che aumenta, così come l’insofferenza dei residenti. Il premier ha contattato il presiedente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy e nei prossimi giorni ci sarà il colloquio col presidente della Commissione europea, Josè Barroso. L’obiettivo è quello di portare il tema sui tavoli della Comunità europea.

FRATTINI A TUNISI – Dopo la disponibilità della Tunisia a cooperare con gli altri stati per bloccare questo esodo, il ministro degli Esteri ha avanzato la richiesta di porre dei militari italiani sulle coste nordafricane. Nonostante l’apertura di Tunisi, il no resta irrevocabile. Per Frattini è essenziale «ripristinare il sistema che ha azzerato l’immigrazione clandestina»

MONITO DEL VATICANO – Dalle pagine dell’Avvenire anche la Conferenza episcopale italiana ha ribadito la necessita di agire secondo « realismo e senso di umanità». Tesi avvalorata anche dall’Osservatore romano che ha sottolineato la necessità di un intervento congiunto con gli altri stati europei.

Nicola Gilardi

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