Immigrati a Perugia. Rosetti (M5S): ‘Il Comune controlla?’

Perugia

Cristina Rosetti, consigliera comunale a Perugia del Movimento 5 Stelle

Perugia – Il tema della sicurezza non riguarda soltanto le grandi città come Roma o Milano, ma anche i tanti comuni italiani non di ampissime dimensioni come Perugia. Ne abbiamo parlato con Cristina Rosetti, consigliera comunale del capoluogo umbro e candidata sindaco della città alle elezioni del 2014 per il Movimento 5 Stelle.

Dopo gli attentati di Bruxelles si è parlato molto delle altre Molenbeek d’Europa e d’Italia. Secondo lei si esagera se si dice che esistono dei quartieri come Molenbeek anche a Perugia?

Io non lo so se siamo a quel livello, probabilmente no perché il Belgio e la Francia sono paesi in cui l’immigrazione è iniziata tanti anni fa. Certo è che nella gestione di alcuni quartieri della città, penso ad esempio a Ponte Felcino, ci sono delle situazioni in cui stiamo andando verso un non-governo del fenomeno e questo è molto pericoloso perché quando le situazioni si consolidano sono più difficili da gestire. Questo non è positivo né per le persone che vengono da noi né per le persone che abitano in quei quartieri. Fare accoglienza significa fare i progetti culturali e sociali che gli stessi progetti d’accoglienza prevedono. Stanno realizzando questi progetti? Ha senso riconvertire un’intera struttura come l’Ostello della Gioventù in una struttura d’accoglienza quando si aveva una progettualità sugli Ostelli della gioventù per favorire le attività culturali e sociali per i giovani? Secondo me no. E non so perché il Comune abbia permesso una cosa del genere.

Secondo lei la politica controlla abbastanza il lavoro di chi a Perugia ed in generale in Umbria gestisce l’accoglienza dei migranti?

Il problema è che c’è un ostacolo ad avere le informazioni. Quando si tratta dei progetti d’accoglienza messi a bando da parte della Prefettura noi consiglieri comunali non abbiamo accesso agli atti che regolamentano i rapporti fra il Ministero dell’Interno e le associazioni che fanno attività di accoglienza. Ci vengono a mancare le informazioni e gli strumenti per poter controllare. Quello che il Comune poteva fare, e secondo me non ha fatto, era vedere come le proprie strutture venivano utilizzate.

Nel Comune di Perugia gli immigrati accolti nei centri di accoglienza sono troppi?

Secondo me siamo ancora ad un livello di sostenibilità. C’è stata una situazione emergenziale rispetto alla quale il Comune di Perugia non poteva fare un passo indietro. La cosa da evitare è la concentrazione, che avviene in alcune parti della città.

Perugia

Andrea Romizi, sindaco di Perugia

Alle elezioni amministrative di Perugia di due anni fa – vinte da Andrea Romizi, candidato del centrodestra – il tema della sicurezza fu decisivo. Poi la Giunta come lo ha effettivamente affrontato?

Il tema della sicurezza è complesso e il Comune non ha poteri diretti per gestire la situazione. Quello che si può fare è prevenire alcune situazioni e andare ad incidere, a livello di riqualificazione di aree e quartieri della città, per poter attenuare le potenzialità dello sviluppo del fenomeno criminale. Dal punto di vista repressivo finalmente sta cominciando a funzionare il sistema, si stanno facendo controlli che prima non si facevano, ma il Comune potrebbe fare molto di più. Ad esempio controllare gli affitti di molti immobili. Dobbiamo sapere chi vive nel nostro territorio, a che titolo ci sta e se ci può stare o no. La questione non va strumentalizzata perché è estremamente complessa però non credo ci sia stata quell’incisività che ci si aspettava.

Con il Movimento 5 Stelle alla guida di Perugia come cambierebbe l’accoglienza dei migranti?

L’accoglienza dei migranti deve essere fatta in maniera corretta e trasparente. Bisogna controllare se la progettualità che è stata promessa viene messa in atto. È importante che queste persone comincino a parlare la nostra lingua e che non vengano utilizzate per cose in cui non devono essere impiegate.

Che lei sappia nel Comune di Perugia qual è il destino degli immigranti che vedono la propria richiesta d’asilo bocciata?

Teoricamente dovrebbero essere riportati nei loro territori. Non lo so se sta succedendo perché se la persona fisicamente non la trasferisci non se ne andrà mai. Quando di una persona si perdono le tracce si crea una situazione di pericolosità sociale notevole. Ci vuole un grosso impegno dello Stato perché il Comune in sé non può gestire queste situazioni. I rimpatri li deve fare il Ministero.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: perugiaonline.net; i.ytimg.com

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