Immigrati, permesso umanitario a chi denuncia gli sfruttatori

Immigrati sfruttati nei campi: per loro si aprono nuove possibilità (istitutosanti.org)

Due norme importanti – più una terza parzialmente discutibile – che potrebbero cambiare il destino del lavoro nero in Italia, soprattutto ai danni degli immigrati. Con un decreto legislativo approvato oggi in via definitiva, il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via definitiva la direttiva europea (2009/52/CE)  sulle “norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”.

Innanzitutto ci saranno punizioni più dure per i cosidetti “caporali”, che sfruttano il lavoro sottopagato di immigrati clandestini o irregolari. Le pene già previste della Bossi-Fini (arresto da tre mesi a un anno e una multa di cinquemila euro per ogni lavoratore impiegato) per l’impiego di lavoratori non i regola col permesso di soggiorno saranno inasprite.

Inoltre se il lavoratore straniero denuncerà il suo datore di lavoro, collaborando alle indagini, potrà ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Un passo significativo che potrebbe significare il passaggio del coltello dalla lama alla parte del manico per i lavoratori sfruttati.

La norma discutibile è però l’ultima, in attesa tuttavia di ratifica presso il parlamento europeo. Il decreto nei fatti potrebbe dare il via libera ad una piccola sanatoria, che permetterebbe, infatti, al datore di lavoro di “pentirsi” e denunciare i propri dipendenti irregolari, stipulando contratti di lavoro e, dunque, avviando anche in questo modo il processo di regolarizzazione.

Il ministro Riccardi qualche mese fa aveva espresso infatti l’opinione che fosse necessario accompagnare l’applicazione delle nuove norme con una breve fase transitoria che prevedesse la possibilità di un “ravvedimento operoso” per il datore di lavoro, permettendo allo stesso di adeguarsi alla nuova disciplina previo pagamento di una somma.

Un prezzo da pagare sì economicamente, ma probabilmente troppo basso per la mancanza di introiti dovuti allo Stato e, soprattutto, per la dignità sottratta nello sfruttamento a migliaia di disperati in cerca dell’ultima spiaggia.

Francesco Guarino

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