Il web si mobilita contro ‘Amici miei’ di De Sica

Locandina del film di Monicelli

È proprio vero che non c’è mai fine al peggio. Ma adesso basta. Adesso basta davvero. È il pensiero, tramutato in azione, di un vasto movimento di appassionati (e non) stanchi del veder progredire continui ed instancabili matrici di scempio irrispettoso nei confronti di padri culturali più che intoccabili. In ogni modo e con ogni mezzo a disposizione, il web ha offerto la possibilità a queste persone, alle quali sentiamo di doverci unire, di armarsi di esigenza di ritegno altrui e volontà comune nel chiedere di resuscitare un barlume di dignità artistica laddove essa viene sotterrata in fosse comuni di libero arbitrio commerciale.

È notizia odierna (i cui sospetti hanno cominciato a prendere il largo già diverso tempo fa) il fatto che l’attore italiano di infima qualità Christian De Sica (forse solo Pupi Avati è riuscito a fargli fare qualcosa di prossimo al sensato), che di qualità porta solo il nome di un padre più volte rivoltato nella tomba, in collaborazione con l’inutile regista (chiamarlo così è quasi un beffardo regalo) Neri Parenti, stia per lanciare un sequel (prequel, per la precisione) del capolavoro di Mario Monicelli Amici miei, al quale stesso il maestro della Commedia all’Italiana, prima di lasciare volontariamente questa vita, avrebbe rigettato già tutto il suo sdegno (il progetto ha cominciato a circolare negli uffici di produzione dal 2002), senza contare anche la contrarietà non eccessivamente divulgata di uno dei pochi attori viventi presenti nel capolavoro originale, ovvero Gastone Moschin (che interpretava “Il Melandri”). Nel cast dovrebbe anche essere prevista la presenza di Giorgio Panariello, Massimo Ghini e Massimo Ceccherini, mentre l’ambientazione dovrebbe essere retrodatata addirittura ai tempi di Lorenzo il Magnifico. Ma c’è di più, dunque: attraverso moltissime piattaforme web, una larghissima fetta del popolo italiano, tra fan del genere o del suo autore originale, appassionati e studiosi di cinema o semplici amatori, hanno alzato seriamente la voce diffondendo il loro disprezzo per De Sica, Parenti e l’idea generale legata a questa operazione scellerata. Il discorso non è relativo al concetto di sequel, prequel o remake che sia: il remake, di per sé è un processo molto impegnativo ed importante qualora venisse progettato da gente che il cinema lo ha sempre preso e continua a prenderlo davvero come “settima arte” (si vedano i casi di Funny games, riproposto esattamente “shot for shot”, inquadratura per inquadratura, dallo stesso Haneke, o, seguendo lo stesso criterio, Psycho di Gus Van Sant e di padronanza Hitchcock, fino ad arrivare al recentissimo Il grinta di firma Coen, passando per il setaccio narrativo di Il cattivo tenente di Abel Ferrara totalmente trasformato e rivisitato da Werner Herzog con le polemiche del caso).

La famosa scena degli schiaffi alla stazione

Ma qui stiamo parlando di personalità che il cinema italiano lo hanno un po’ preso da parte per camuffarlo, a suon di torture da interrogatorio, in inutile e riprovevole cinepanettone da Bagaglino. La scelta di voler riprendere un “must” della cultura cinematografica italiana come Amici miei, contrastatissima già al momento stesso della divulgazione del progetto con l’appoggio di circa cinquantamila persone e diversi media, sarà anche legittima nel desiderio e nella volontà (soprattutto, anzi, unicamente commerciale) delle persone di riferimento ma, agli occhi di noi appassionati e conoscitori più o meno profondi della situazione nazionale attuale, appare molto più come una bestemmia da terremoto vaticano. Scorrendo le varie pagine di giornale e della rete si possono leggere espressioni del tipo: “Non abbiamo nulla contro De Sica, ma lui e gli attori che decideranno di partecipare a questo progetto assurdo e irrispettoso, che tratta alla stregua di un cinepanettone una pietra miliare del nostro cinema, devono sapere di aver raggiunto il punto più basso del loro gradimento”. A parlare così è il giornalista Franco Bagnasco, ovvero colui che si è mobilitato fino a giungere alla creazione di un gruppo Facebook denominato Giù le mani da Amici Miei: fermiamo de Sica e il suo annunciato prequel, sulla cui pagina si notano giudizi come “Una sola parola: vergogna!”, “Scempio, come toccare la Divina Commedia e farla in chiave moderna”, “Sulla mia pagina ho augurato le peggio cose a tutti coloro che andranno a vedere sta merda”, “Appena visto il trailer. Agghiacciante”.

Aurelio De Laurentiis, il produttore, solo ora dichiara di temere il flop. E fa bene, dal momento che il pensiero comune si trasformerà, forse, facilmente in boicottaggio pratico delle sale cinematografiche con questo film in programma. Col cuore in mano, noi ce lo auguriamo. Sarebbe, forse, l’unico modo per farli smettere. A voi la scelta.

Stefano Gallone


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