Il visionario e l’incubo: Vinicio Capossela e il concerto-disastro allo Sponz Fest

Il concerto di Vinicio Capossela allo Sponz Fest 2015 è stato un raro esempio di incapacità organizzativa. Che ha rovinato una manifestazione meravigliosamente visionaria

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Vinicio Capossela con la Banda della Posta di Calitri (Facebook: Calitri Sponz Fest)

Ad ascoltarne le contaminazioni sonore e la ricercatezza maniacale dei testi, nel resto d’Italia si fatica a ricordare le origini irpine dell’istrionico Vinicio Capossela. Sarà merito e colpa di quel wikipediano “nato ad Hannover”, se tutto lo Stivale lo ritiene più che mai cittadino ed artista del mondo. Ma non c’è bisogno di scavare il terreno fino al suo humus musicale per trovarne le radici. Basta continuare a leggere il nero su bianco virtuale: “nato in Germania, da genitori di origine irpina (il padre, Vito, è di Calitri, la madre di Andretta)”. Se per buona parte della sua carriera Capossela ha tenuto nascoste – in linea col carattere schivo dell’uomo Vinicio – le fuitine in terra irpina, con l’inizio degli anni zero Capossela ha iniziato una vera e propria opera di valorizzazione artistica della terra di origine: la riscoperta dei paesaggi isolati e lunari dell’Alta Irpinia, delle sue tradizioni secolari, dei suoi personaggi caricaturali. Da tre anni a questa parte, tutto ciò ha forma e nome di un festival musicale ed artistico: Calitri Sponz Fest.

LO SPONZ FEST, GIOVANE PERLA IRPINA -Sponz“, assonanza a metà strada tra lo sposalizio e l’idea alcolica-sudoripara della forma dialettale sponzare: bagnare, impregnare del sudore dei balli scatenati o del vino e della birra che scorrono a fiumi nei riti pagani di piazza. Un Festival per la tradizione nella tradizione, ma soprattutto per l’Irpinia nell’Irpinia. Nato e felicemente accolto in 3 giorni nel 2013 come celebrazione della musica da sposalizio, il Calitri Sponz Fest si è declinato un anno dopo nel più ampio tema del “Mi sono sognato il treno”, tra abbandoni su rotaia del passato e abbandoni delle rotaie del presente, con i binari arrugginiti della storica linea Avellino-Rocchetta a fare da collante della rassegna. Infine il “cammino di sette giorni” del 2015 lungo tutti i paesi dell’infanzia di Vinicio Capossela: Calitri, Andretta, Aquilonia, Cairano, Conza. Sentieri da percorrere a piedi o a cavallo delle note musicali, “per recuperare i Siensi”, il buon senso perduto nel rapporto con Natura. Il gran finale, come da due anni a questa parte e in ogni rassegna che si rispetti, se l’è preso il padrone di casa con la sua musica: la Notte d’Argento.

SPONZ FEST 2015, I COMMENTI DEI FAN FURIOSI SUI FACEBOOK

Ci siamo quasi!

Posted by Calitri Sponz Fest on Sabato 29 agosto 2015

IL CONCERTO: NOTTE D’ARGENTO PER I 25 ANNI DI CARRIERA, NOTTE DA INCUBO PER I FAN - L’argento sì della luna, ma anche le nozze d’argento dei 25 anni di carriera che il Vinicio Capossela artista e visionario direttore artistico della manifestazione ha celebrato sabato 29 agosto con un maxi-concerto farcito di ospiti dalla Grecia, dal Texas, dal Messico. Ma proprio il punto più alto dello Sponz Fest, il concerto in cui le centinaia di persone accorse ai singoli eventi nei borghi morenti dell’Alta Irpinia si sono riunite per una celebrazione finale collettiva, è stato un disastro organizzativo. Circa 10 mila presenze secondo i più informati, il triplo dei residenti cumulativi dei 3 paesi limitrofi: una marea umana pronta a violare i cancelli della stazione di Conza-Cairano-Andretta, giunta da ogni angolo del Sud e d’Italia. Numeri non da collasso, ma pur sempre una carovana che ha sfidato il buio dell’Ofantina e gli asfalti di montagna a dorso d’asino. Per rimanere prigioniera di una stazione ferroviaria abbandonata a se stessa più di quanto non lo fosse già.

COLLASSO STRADE E PARCHEGGI - Una stazione ferroviaria in disuso e tutt’altro che centrale. Un evento “estremo”, ben segnalato però sul sito ufficiale della manifestazione con tanto di coordinate di Google Maps. Peccato che delle promesse indicazioni Sponz Fest non vi fosse praticamente traccia da almeno due delle tre strade di accesso alla stazione di Conza-Cairano-Andretta. Pochi comunque i problemi per raggiungere la location, molti in più quelli per il parcheggio. Le strade di montagna irpine offrono poco confortevoli banchine atte all’uso, ugualmente prese d’assalto. Vedere due soli carabinieri a protezione dell’area concerto e due volontari della Protezione Civile a provare a dirigere il colossale flusso veicolare, bene dava l’idea della sottovalutazione data dall’organizzazione all’aspetto logistico. Il risultato poteva essere uno solo: l’implosione di lì a breve delle vie di accesso.

LO SPONZ FEST RINGRAZIA, MA I FAN HANNO DA RIDIRE: LEGGI I COMMENTI SU FACEBOOK

Notte d’argento Grazie per esserci stati#sponzfest15

Posted by Calitri Sponz Fest on Sabato 29 agosto 2015

Puntualmente il parcheggio selvaggio ed incontrollato da tutti e due i lati della carreggiata (l’insufficiente area parcheggio dedicata era già piena 2 ore prima dell’inizio del concerto) ha paralizzato la circolazione a doppio senso per almeno mezz’ora, prima dei difficili soccorsi dello scarso personale in loco. Chi è riuscito per miracolo a scampare all’ingorgo, ha costeggiato la strada che porta all’altopiano del Formicoso prima di parcheggiare nel primo piazzale non a rischio precipizio: l’area di un privato, che ha accettato con aria di rassegnazione l’invasione dei concertisti sotto le proprie (fino ad allora) inviolate finestre. Onore e ringraziamenti almeno a lui per non averci (ed avermi) bucato le ruote. Lo avremmo capito.

FILE CHILOMETRICHE ALL’INGRESSO, ED UN VARCO VUOTO CHE NESSUNO INDICA - A detta degli abitanti della zona, l’organizzazione ha insistito strenuamente per evitare l’invasione dei venditori ambulanti. Scelta che distingue l’evento di qualità dalla sagra di paese: bene, almeno in teoria. In verità lungo la strada si vedono – letteralmente imboscati – due camion che sfornano panini a ripetizione, nei cui pressi si sono formate file non indifferenti. Al momento di entrare in stazione capiamo il perché. Altre due file chilometriche si snodano l’una verso un angusto ingresso all’area concerto, l’altra verso il botteghino. “Porta con te il biglietto per evitare la coda in cassa“, recitava la scritta sulla prevendita. Al momento di ritirare l’accredito, il nominativo del sottoscritto non è in elenco come già confermato (…), ma l’addetta stampa non fa problemi e provvede immediatamente alla mancanza. Entro subito, pronto ad aspettare il mio accompagnatore già munito di biglietto che deve sobbarcarsi la fila. Ed invece entra anche lui tranquillamente biglietto alla mano, perché chi ha il biglietto passa anche dall’ingresso accrediti. Dov’è scritto? Da nessuna parte. Perché non vengono avvisati anche i possessori di regolare biglietto nell’altra maxi-fila in modo da dimezzare l’attesa? Bella domanda.

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La stazione di Conza-Andretta-Cairano, teatro del concerto di ieri sera e di eventi dello Sponz Fest 2014 (sponzfest.it)

PRIGIONIERI DELLA STAZIONE - Al momento della verifica elettronica del biglietto, ci accoglie un signore in camicia e jeans, salutato da un compaesano: “Ah, oggi ti hanno messo a fare il controllore?”. Risate. La connotazione da sagra paesana inizia a prendere il sopravvento sull’evento musicale di ampio respiro. Ma è entrando nell’area concerto che si capisce come la definizione sarebbe fin troppo generosa per lo scempio organizzativo. Il biglietto viene verificato tramite lettura elettronica del QR Code, ma non viene apposto nessun braccialetto cartaceo o timbro al polso di chi entra nell’area concerto. Il biglietto può essere verificato solo una volta e non sarà consentito uscire dall’area concerto se non per abbandonare definitivamente la stazione di Conza. Prigionieri. Ma è con la gestione dell’area ristorazione che si tocca letteralmente il fondo: un’organizzazione semplicemente demenziale.

AREA RISTORAZIONE: UN SOLO STAND FOOD PER 10 MILA PERSONE… - Solo tre casse per raccogliere le ordinazioni, senza nessuna transenna per incolonnare il flusso di gente in fila, né divisioni tra ordinazioni per il cibo e quelle per il solo beverage (notoriamente più veloci). Per visionare il menu bisognava arrivare a due metri dalla cassa, che è disposta di fronte al palco dal lato opposto, il che ha portato i furbetti di turno ad infiltrarsi creando un poco democratico “ventaglio”. Man mano che la coda aumentava, per mettersi in fila si finiva letteralmente nel bel mezzo dell’area concerto, incastrandosi tra coloro che nulla avevano a che vedere con le consumazioni. Impossibile capire dove e come mettersi in coda per gli ultimi arrivati.

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Cala il buio all’improvviso negli stand food & beverage: allo Sponz Fest il pubblico ha dovuto ordinare e mangiare per lunghi tratti in queste condizioni

Poi: due soli stand per le bibite con uno spillatore a testa, più un’apecar aggiuntiva predisposta per la distribuzione di sola birra. E – udite udite - un solo stand unico per il cibo. Due gazebi affiancati, anch’essi senza transenne per l’incolonnamento, in cui tutto il pubblico era costretto ad accalcarsi in maniera indecente per ordinare e poi ritirare. In totale 9 persone a gestire le ordinazioni di una buona metà del pubblico, con un menu anche abbastanza scarno (un solo tipo di pasta al sugo e 4 tipologie di panino, di cui solo due alla brace e due da farcire a mano) e gli ingredienti che finivano e ricomparivano a seconda dell’orario in cui si ordinava. Sulla qualità dei prodotti seguita al caos di cui sopra, è persino inutile sindacare. L’angolo bar in cui chi serve il vino non serve la birra e viceversa, anche se i due addetti lavorano gomito a gomito. E a chi fa notare che è impossibile fare due volte la fila, i ragazzi dello staff rispondono seccati. Si alzano rimbrotti in tutti i dialetti d’Italia: “Come vi permettete di far pagare per questo schifo di organizzazione?” urla una 30enne romana esasperata dopo aver dovuto rinunciare prima al panino e poi alla birra pagate un’ora prima.

BEVANDE FINITE 3 ORE PRIMA DELLA FINE DEL CONCERTO, SOLO 20 BAGNI CHIMICI - A rendere ancora più parodistico il tutto, la luce negli stand salta per mezz’ora buona. Ed infine, tocco di classe, gli stand del beverage chiudono alle 2 di notte perché hanno già finito vino e birra, nonostante le altre 3 ore di concerto ancora avanti. Ci si potrebbe consolare con un meritato caffè prima di rimettersi in viaggio. Ma in un concerto che dura tutta la notte, incredibilmente non è stato previsto un servizio caffetteria. Ed il bar aperto più vicino è ad Avellino centro (50 chilometri e 1 ora di auto). Un’organizzazione dilettantesca, che proibisce le bottiglie di vetro in ossequio alla normativa di sicurezza, ma fa tenere il concerto sui binari di una stazione abbandonata, il cui terreno è al 90% costituito da sassi grossi quanto un pugno. E che consente l’accesso ai disabili in sedia a rotelle – paganti, visti con i miei occhi – ma li obbliga a fermarsi sulla banchina del treno senza avere uno straccio di visuale del palco. Perché per i portatori di handicap non è stata predisposta un’area né un percorso, che non fosse il sollevare di peso la carrozzina dello sfortunato fan e trovargli uno spazio in cui puntellarlo, senza possibilità di muoversi liberamente.  (Edit ore 23.21: in una risposta ad un articolo di Irpinia Focus sul caos concerto, uno degli organizzatori riferisce ufficialmente di percorsi dedicati ed area transennata per i disabili. Il sottoscritto è purtroppo testimone di almeno tre disabili in carrozzina entrati dal varco principale e presenti nell’area concerto senza che avessero potuto usufruire da quel varco di nessun percorso a loro dedicato). Esigenze fisiologiche? Una decina di bagni chimici, qualcuno dice una ventina. Per 10 mila persone, gran parte delle quali ha ovviamente ritenuto opportuno irrorare i binari più bui per evitare l’ennesima coda della disperazione.

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Vinicio Capossela, direttore artistico dello Sponz Fest (Facebook: Vinicio Capossela)

Nessuna indicazione, spettatori allo sbando tra code monumentali, servizi insufficienti e addetti ai lavori sotto pressione e scortesi. Un incubo lontano anni luce dalla tradizione e dall’accoglienza irpina: questa l’unica osservazione che viene in mente per l’esperienza organizzativa del concertone dello Sponz Fest. Agli organizzatori stessi, paradossalmente, si rimprovera di essere andati contro i propri interessi: è impossibile credere che un solo stand con due griglie per la carne alla brace basti a soddisfare le necessità di migliaia di persone che vengono invitate ad una festa lunga una notte. E che nel prezzo del biglietto non pagano solo la SIAE o il concerto, ma anche e soprattutto un servizio organizzativo interno degno di tale nome. Con il triplo degli stand di food & beverage, gli organizzatori non avrebbero fatto altro che aumentare il numero di ordinazioni, dimezzare le attese e triplicare gli introiti in loco. Rimandando a casa gli spettatori soddisfatti due volte. Ed invece l’Alta Irpinia ha dato agli occhi di tutta Italia una dimostrazione di rara incapacità che dispiace.

SPONZ FEST, SCUSATI E RIALZATI - Dispiace soprattutto per lo Sponz Fest, che il talento visionario di Vinicio Capossela sta trasformando in un appuntamento di riferimento per tutto il Sud Italia e non solo. L’incanto degli altopiani irpini, la scoperta di angoli nascosti, i contest, le proiezioni e i dibattiti non sono solo un corollario, ma parte integrante di una macchina che, dal punto di vista della direzione artistica, evoca forse suggestioni senza uguali. Ma se la direzione artistica è al volante dell’auto, sotto il motore deve esserci un ingranaggio perfetto, o quantomeno perfettibile. Un’organizzazione logistica che non può permettersi rotture improvvise proprio sul rettilineo del traguardo. Il concerto di Vinicio Capossela – ad alcuni parso incantevole, ad altri eccessivamente frammentato nella sua formula “festival”, con i diversi ospiti che si alternavano sul palco con la necessità di cambiare ogni volta strumentazione e gli inevitabili rallentamenti di ritmo – è “decollato” solo quando l’artista irpino si è riunito alla Banda della Posta, il vecchio complesso calitrano che da decenni allieta i matrimoni dei propri concittadini. Erano quasi le 4 del mattino: l’area concerto si era già mezza svuotata. Migliaia di turisti vagavano invano per le campagne irpine alla ricerca di un caffè o di un punto ristoro. Affamati e delusi.

LO SPONZ FEST TRA I VICOLI DI CALITRIdal sentiero della Cupa ai vicoli di Calitri invasi dal pubblico per lo “sposalizio delle culture”.Le ultime due notti dello Sponz in questo video di tre minuti. #sponzfest15

Posted by Calitri Sponz Fest on Venerdì 28 agosto 2015

Quando Vinicio Capossela saprà quello che è successo ieri notte tra la sua gente e alle spalle del suo palco, siamo sicuri che sarà il primo a dispiacersene. Al pubblico basteranno le scuse e la promessa di porre rimedio l’anno prossimo. Perché chi firma quest’articolo, tutto vuole tranne che lo Sponz Fest chiuda i battenti. Parola di un irpino come te, caro Vinicio. Che la festa ricominci. E che sia festa per tutti.

EDIT 31 AGOSTO ORE 14.07: L’organizzazione del Calitri Sponz Fest ha pubblicato su Facebook un comunicato in cui si scusa per i disagi arrecati al pubblico. Di seguito il testo completo

Amici dello Sponz, vi scriviamo queste righe spinti da sentimenti contrastanti.Da una parte abbiamo ancora negli occhi…

Posted by Calitri Sponz Fest on Lunedì 31 agosto 2015

Francesco Guarino
@fraguarino

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