Il video inedito di Angelina Jolie sotto effetto droga

Angelina Jolie droga
Lei fa quasi impressione. È un’Angelina Jolie irriconoscibile quella che appare in video shock pubblicato dal tabloid National Enquirer e consegnato direttamente da Franklin Meyer, spacciatore della donna quando l’attrice aveva problemi di dipendenza da cocaina ed eroina.

Nelle immagini, fine anni ’90, Angelina Jolie si trova nella sua stanza d’albergo all’Ansonia Hotel dell’Upper West Side, e parla al telefono con il padre. Meyer gli aveva appena consegnato la droga.

UN PASSATO BURRASCOSO - La stessa attrice, compagna di Brad Pitt e madre di 6 figli (3 naturali e tre adottati) non ha mai negato il suo passato da tossicodipendente. Di quegli anni ne parlò anche il suo biografo, Andrew Morton, facendo riferimento anche al video di Meyer e che ha fatto infuriare l’attrice. Nel 2011, in un’intervista televisiva, la Jolie raccontava che: “Ho passato dei tempi molto duri e oscuri, ma sono sopravvissuta. Per molte ragioni non dovrei essere qui ora”.

NEL VIDEO DOPO AVER COMPRATO LA DROGA - Nel video si vede l’attrice andare avanti e indietro mentre parla al telefono. È molto magra, ha un colorito giallastro, faccia scavata e occhiaie pesanti. Non sembra in ottima forma e un po’ confusa nel parlare. Nel video girato da Meyer l’attrice sta parlando al telefono con suo padre, l’attore Jon Voight. Meyer era lì perché gli aveva appena consegnato della droga. “Al tempo avevo appena comprato una video camera e decisi di portarmela in giro. Quando arrivai non feci altro che consegnarle la droga e lei mi diede i soldi. Il suo viso era emaciato e aveva i segni delle punture lungo entrambe le braccia”.

LE VENDEVO DI TUTTO - Angelina Jolie tra scandali e beneficenza. L’attrice, che è anche ambasciatrice dell’UNHCR e molto impegnata in ambito sociale internazionale, non ha gradito l’uscita di queste immagini.  «Angie – racconta l’ex spacciatore – è stata una mia cliente per tanti anni. Le vendevo eroina e cocaina. Un giorno mi ha chiamato e mi ha chiesto di andare a casa sua. Questa era il nostro modo in codice per dire che aveva bisogno di rifornirsi di stupefacenti. Avevo da poco comprato una videocamera e decisi di portarla con me. Quando arrivai le diedi la droga e lei mi pagò. Il suo viso era emaciato e aveva i segni delle punture lungo entrambe le braccia».

Redazione

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