Il Veneto degli sprechi. Lega Nord: i conti non tornano

In Veneto la Lega Nord  spende e spande mentre Zaia tira a indovinare sul disavanzo della Sanità

di Chantal Cresta

Venezia

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VENEZIA –Ve la ricordate la morigerata Lega Nord che ha stravinto in Veneto con il neo eletto governatore Luca Zaia e sta riscuotendo sempre più adesioni in Friuli-Venezia-Giulia? Lo stesso partito che promuove la politica del taglio agli sprechi pubblici, soprattutto se perpetrati al Sud? Ebbene, anche in casa Padania lo scialaquio fa parte dell’arredamento e le maggiori fonti di spesa riguardano proprio i capisaldi dell’ideologia leghista: cultura e promozione di prodotti nostrani.

Cominciamo dalla “c” – di “comunicazione”, ovvero dai 50 milioni di euro l’anno che l’ex ministro delle Politiche Agricole, Zaia, aveva previsto per vari progetti miranti alla sponsorizzazione del nord-est. Una cifra che ha fatto saltare dalla sedia anche l’attuale ministro al dicastero agricolo, Giancarlo Galan (Pdl) .

Qualche esempio messo in bilancio solo per il 2010. In occasione del Giro d’Italia, Zaia sborsò 2.280.000 € per realizzare gadget che promuovessero la manifestazione La qualità in Giro – Asolo 2010. Altri 2 milioni per diffondere i prodotti veneti in Sudafrica e ulteriori 3.800.000 € distribuiti a Rai e Mediaset perché le aziende tv favorissero programmi promo del territorio. Se queste voci sembrano eccessive sono nulla rispetto alla vicenda sulla nuova sede della Provincia di Treviso.

Poco lontano dal centro della città sorge l’ex manicomio Sant’Artemio, un monumentale palazzo che nel 2004 l’onnipresente Zaia – allora presidente della Provincia – volle acquistare e ristrutturare pagando 9 milioni di euro alla Asl 9, originaria proprietaria della villa e dei 78 ettari di parco che la circondano. A quei tempi si fece un preventivo di spesa pari a 35 milioni di euro che nel 2005, però, erano già lievitati a 57,1 milioni.

Poi, il presidente spese altri 2 milioni per arredi d’epoca, di cui 530mila € per le sedie e altri 12.840,00 € per un tavolo in cristallo intorno al quale si raduna il consiglio. Nel 2009, i lavori del Sant’Artemio terminarono con un esborso finale di 80 milioni di euro, tra i quali si contarono anche 100mila € per la festa di inaugurazione. Uscendo dal Veneto si incontrano altri casi significativi di parsimonia leghista.

In Friuli-Venezia-Giulia ci sono voluti circa 300 milioni di euro per emendare e porre in atto una legge che promuovesse la lingua friulana. La folle spesa ha compreso la riedizione di un dizionario del furlân, l’introduzione di cartelli stradali in idioma e alcune ristesure della Bibbia in dialetto, oltre che la pubblicazione di testi e documentari sulla storia del FVG in salsa celtica. Senza contare i 35 milioni erogati per insegnare nelle scuole la “lingua locale”. Tutto ciò con l’appoggio della coalizione regionale Pd.

Continuando a navigare tra le spese fuori misura del verde Veneto si incappa in alcuni misteri.

Asolo (Treviso)
Asolo (Treviso)

Mistero 1 – Una recente inchiesta del giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo ha evidenziato un numero eccezionale di sedi serenissime in varie località del globo, al punto che il Veneto con la Lombardia e il Piemonte sono tra le regioni con il più alto numero di pied-à-terre oltre confine.

Per il Veneto si parla di 61 uffici in 31 paesi: Biellorussia, Bulgaria, Canada, Romania, U.S.A., Turchia, Uzbekistan, Emirati Arabi, Porto Rico, Vietnam e Bruxelles. La domanda è inevitabile: quanto costa tutto questo al contribuente? Secondo il governatore Zaia, praticamente nulla. Il governatore, infatti, in una rapida missiva al Corriere ha dichiarato, bilanci alla mano: “’Il costo complessivo a carico della Regione Veneto dei desk onerosi sparsi in numerosi Paesi esteri risulta, ai documenti ufficiali, di 37.750 euro per il 2009.”

I desk onerosi sarebbero quelli canadesi e americani, in cui l’affitto di uffici nelle Camere del Commercio estere è stato rispettivamente pari a 4.500 € e 5mila €. Per il 2010, ”non e’ previsto alcuno stanziamento”. Ricapitolando: secondo i resoconti spesa, l’acquisto o l’affitto di locali all’estero, i servizi (acqua, energia, ecc.), il materiale da ufficio e di rappresentanza nonchè le varie attività di public relations, alla Regione, non costano quasi niente. Per non parlare dei funzionari seminati in giro per il mondo che, evidentemente, sono disposti a lavorare in forma più o meno gratuita per il bene del partito e della “patria”. Stupefacente!

treviso
Treviso (scorcio)

Mistero 2 – A quanto ammonta il buco della sanità veneta? La querelle tiene banco da diverso tempo. Nel 2009, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti annoverò, nella lista nera dei sistemi socio-sanitari regionali in rosso, anche quello veneto con un disavanzo nel 2008 di 201,2 milioni di euro. L’allora governatore Galan, già con un piede in campagna elettorale per la ricandidatura alla poltrona della Regione, non gradì il rimbrotto governativo, si infuriò e minacciò denuncie a Tremonti e guerra a tutto il Pdl. Poi, la polemica si stemperò.

La sanità veneta tornò ad essere una delle migliori sul territorio nazionale e tutto sembrò essere stato solo un brutto sogno. Senonchè, a giochi fatti e governatore eletto, il problema si è riacceso ed è serio. Tra il 2008 e il 2009, il Veneto ha avuto una proliferazione di spese per le aziende sanitarie pari a 10 miliardi e 282 milioni di euro.

Una situazione aggravata dai tagli previsti dalla manovra Tremonti e dall’impossibilità per la Regione di riscuotere l’Irpef, tassa abolita da Galan come dono elettorale. La ciliegina sulla torta è che, al momento, pare impossibile sapere con certezza quanto e come spendano le singole Asl del territorio ogni anno poiché mancano dei bilanci dettagliati.

Così, si temporeggia. Zaia sostiene: “doveroso un check up approfondito sulla sanità veneta, che ha molte asimmetrie nel suo interno” e il ministro del Walfare, Maurizio Sacconi difende l’efficienza della Asl 9 di Treviso, “punta di diamante regionale”. E qui si apre un’altra pagina perché la punta di diamante si è fatta derubare per più di un decennio da una certa Loredana Bolzan, ex impiegata amministrativa, la quale si è imboscata circa 5 milioni di euro producendo un grave danno all’erario pubblico. La signora, una mattina, si è svegliata e invece di cantare Bella Ciao si è data all’hacking informatico del sistema di calcolo per gli stipendi dei dipendenti sanitari nonchè alla corruzione di altri dirigenti Asl. Dal 2009, gli inquirenti cercano di capire: a) quanti siano i responsabili dietro lo scandalone trevigiano; b) come mai la gli uffici “paghe” e “regioneria” della Asl 9 non si sono accorti di nulla per anni; c) perché le banche che hanno gestito le somme stornate dalle casse sanitarie non abbiano notato i movimenti sospetti, malgrado le norme anti-reciclaggio in pieno vigore…Ma questa è un’altra storia.

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26 Risponde a Il Veneto degli sprechi. Lega Nord: i conti non tornano

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    damiano 26/09/2010 a 23:49

    la sede della provincia di treviso è stupenda. ed è un parco aperto a tutta la comunità. La maggioranza della popolazione locale è felice della ristrutturazione

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    carpa 27/09/2010 a 04:05

    Mi sembra allucinante la superficialità della giornalista che ha redatto il testo.
    1) L’articolo dovrebbe riguardare – secondo il titolo – gli sprechi della Lega Nord. Ma vengono tirati in ballo le sedi venete all’estero e il bilancio sanitario, che ovviamente si riferiscono alla gestione precedente a quella di Zaia. Quando in Regione Veneto Forza Italia+An avevano molto più potere della Lega, a partire dalla presidenza di giunta. Perché allora prendersela col Carroccio? E’ disinformazione. O informazione “spannometrica”.
    2) Sulla questione delle sedi all’estero, Zaia ha risposto bilanci alla mano. L’articolista ha argomenti per smentire questa risposta? Se non li ha, perché parlare di cose che non conosce affatto (tra l’altro inducendo il lettore a pensare che il bilancio regionale della Regione Veneto sia falsificato)? E’ giornalismo serio questo? L’articolista sa come funziona il meccanismo delle sedi all’estero (Zaia l’ha peraltro spiegato) oppure la butta semplicemente in cagnara?
    3) L’articolista è in grado di contestare un costo eccessivo delle iniziative di promozione a favore del Veneto? O ritiene che non si debba fare alcuna promozione (sarebbe credo un caso unico tra le Regioni dei Paesi occidentali)? Son questi i famosi sprechi della politica, promuovere l’immagine del Veneto nel mondo attraverso gadget e visibilità sui media? Questo sì che è giornalismo di inchiesta…
    4) L’articolista è in grado di dimostrare che la spesa per la nuova sede della nuova Provincia di Treviso (o per i suoi arredi) sia stata eccessiva? L’articolista sa che la Provincia di Treviso è stata citata come esempio di accortezza di bilancio persino da Report, Rai3?
    5) L’articolista sa che la tutela della lingua friulana è stata riconosciuta con legge statale approvata nel 1999 dal centrosinistra (la Lega Nord si è astenuta)? Sa che il friulano viene insegnato anche in università estere? Sa che la Regione Friuli è comunque guidata da un esponente del Pdl, così come del Pdl è l’assessore alla Cultura? E soprattutto: ma la tutela della lingua friulana – stabilita per legge – è uno spreco (chissà che direbbe Pasolini…)?

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    Chantal Cresta 27/09/2010 a 12:33

    Rispondo a Damiano.
    Grazie per l’appunto. Mi consente di chiarire un concetto. Non c’è dubbio che la nuova sede è molto bella e che dovesse essere urgentemente riqualificata come zona storica. Il punto è un altro: quando si organizza un progetto per la strutturazione di una nuova sede istituzionale i costi devono tassativamente essere i più contenuti possibile. Perchè si gestisce del denaro pubblico e questo è il primo elemento che un serio amministratore dovrebbe prendere in considerazione. Ora, a Zaia va il merito di aver unito l’utile al necessario: nuova sede, nuova zona pubblica ma non si può nascondere il fatto che arredi d’epoca, tavoli di cristallo ed ogettistica di pregio per gli uffici degli impiegati sia quanto meno eccessivo.

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    Chantal Cresta 27/09/2010 a 13:49

    Rispondo a Capra a partire dalla “superficialità” di cui mi accusa: il nostro mestiere richiede studio e precisione. Qui non si disquisisce sulle supposizioni ma su dati e numeri. Detto ciò, passo ad analizzare le tue considerazioni:
    1) La questione non è di scaricare le responsabilità delle gestioni precedenti su Zaia. Il punto è che essendo lui il nuovo governatore, a lui spetta rispondere di tutto, compreso i 37mila euro che – lui,in persona – sostiene siano costate nel 2009 ben 61 sedi venete sparse nel mondo. Queste non sono voci di bilancio. E’ un miracolo! Tanto più che lo stesso governatore parla solo degli uffici “onerosi” ovvero quelli americani e canadesi. E gli altri?
    2) Per quanto riguarda la Sanità la faccenda è semplice: i bilanci sono parziali per stessa ammissione del governatore. Inoltre, lui non sembra avere fretta (si attende da mesi) di dare un carnet dettagliato di come, dove e in che misura le Asl si gestiscono.
    3) La comunicazione mediatica è un’altra questione che non si regge. Zaia non è il Presidente del Consiglio nè della Repubblica è un governatore di regione. Sponsorizzare i prodotti del territorio è un conto. Farlo ai 4 angoli del pianeta è ben altro. Farlo pagando decine di milioni di euro pubblici è altra questione ancora. Ricordiamoci che Zaia è del Carroccio, partito che da 10 anni giura di non buttare via quattrini e vuole il federalismo per contenere le spese amministrativo-fiscali.
    4) Non sono io che devo dimostrare che i soldi spesi per gli arredi (o tutta la ristrutturazione) della villa-sede sono eccessivi. Semmai è Zaia – in qualità di primo cittadino della regione – che deve dimostrare alla stampa come tutto sia stato condotto nell’ottica del maggior risutato con la minor spesa possibile.
    5)Per quanto concerne la difesa della lingua friulana, direi che con 300 milioni di euro si sono garantiti non solo la sua sopravvivenza ma anche la possibilità di sostituirla con l’italiano. Infatti, il Friuli ha accordato altri 35 milioni alle scuole per insegnarla. Ma davvero a tutti gli studenti, nonchè ai rispettivi genitori (molti magari anche stranieri), interessa sapere il friulano? Non era meglio investire nelle lingue di uso? Inglese, spagnolo, tedesco (già che si parla di minoranze linguistiche in terra del Friuli), ecc. Sarei curiosa, (dico la verità) di sapere quali sono le università estere che insegnano il friulano e già che ci siamo in quale contesto: un corso di lingua italiana è una cosa. Un corso di storia della lingua italiana antica è ben altra faccenda. Ad ogni modo se queste università straniere fanno credere ai loro studenti che – una volta terminato il percorso di studio, essi avranno imparato l’italiano – mentono sapendo di mentire.

    La chiudo qui. Spero di essere stata esautiva senza aver fatto troppa “cagnara”. Tuttavia, se dovesse essermi sfuggito qualcosa dei punti da te elencati fammelo pure notare. Sarò felice di risponderti.

    Rispondi
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    carpa 27/09/2010 a 20:24

    1) Tizio dà uno schiaffo a Caio, Sempronio ne risponda. Proprio sensata (ironizzo, se non si fosse capito) l’argomentazione dell’articolista che, in un articolo nel quale si attacca il Carroccio e i suoi presunti sprechi, cita sprechi che non sono addebitabili al Carroccio. E quando qualcuno glielo fa notare, esorta a non “scaricare le responsabilità”! Sublime.
    2) Era chiaro fin dall’inizio che l’articolista non ha la benché minima idea dei costi delle sedi estere della Regione Veneto. “Le sembra strano” che costino così poco (Zaia parla solo delle sedi onerose, forse perché quelle non onerose… non sono onerose! Trionfo di Lapalisse). Ma il “sembrare strano” è materiale da chiacchiera di osteria, non da articolo giornalistico. C’è un bilancio regionale, ufficiale: l’articolista l’ha letto? Crede sia falso? Nel qual caso ha fatto denuncia alla magistratura?
    3) L’articolista sa che Zaia è insediato da pochi mesi? Si è resa conto che il “buco” del bilancio sanitario si riferisce al passato? Ha idea da dove derivi o bisogna spiegarglielo? Ha letto che Zaia si è subito attivato per correre ai ripari? Non si rende conto che è improprio (se si ha un minimo di decenza e di etica) attribuire responsabilità all’attuale governatore?
    4) “La comunicazione mediatica è un’altra questione che non si regge. Zaia non è il Presidente del Consiglio nè della Repubblica è un governatore di regione. Sponsorizzare i prodotti del territorio è un conto. Farlo ai 4 angoli del pianeta è ben altro. Farlo pagando decine di milioni di euro pubblici è altra questione ancora. Ricordiamoci che Zaia è del Carroccio, partito che da 10 anni giura di non buttare via quattrini e vuole il federalismo per contenere le spese amministrativo-fiscali.”
    Riporto la risposta perché è un capolavoro di totale non-sense. Al di là dell’affermazione sul Federalismo (che dimostra solo la totale ignoranza della natura di tale sistema istituzionale), vengono affastellate considerazioni totalmente prive di logica. Dall’articolo si capisce peraltro poco, è una fiera dell’imprecisione (chi ha determinato, ad esempio, le spese promozionali per il giro d’Italia 2010? Improbabile sia stata la nuova giunta Zaia, insediata da poche settimane. Chi ha deciso la promozione dei prodotti veneti? Zaia ministro, Zaia governatore, Galan ministro o Galan governatore? Non si capisce). Quel che si capisce è che “qualcuno” ha deciso la promozione dei prodotti veneti da farsi (ma guarda un po’) non in Veneto (come genialmente vorrebbe l’articolista), ma attraverso mass media nazionali e all’estero. Tali iniziative hanno avuto successo? Hanno avuto un ritorno di immagine? Sono costate tanto o poco, rispetto ai budget che ogni Regione d’Europa dedica al marketing e all’immagine? L’articolista brancola nel buio più totale.
    4) “Non sono io che devo dimostrare che i soldi spesi” eccetera. Ma scusi, lei scrive un articolo di denuncia su supposti sprechi della politica e poi dice che non è lei a dover dimostrare lo spreco? E chi è a doverlo fare, mia nonna? Ma sta scherzando?
    5) Che a lei non freghi nulla della tutela del friulano, è una opinione che fa a pugni con qualsiasi politica culturale, ma pazienza. Se non sa dove di studia all’estero il friulano, si informi, c’è persino scritto su Wikipedia, non è una ricerca particolarmente difficile. Se non sa che la tutela del friulano è stabilita da una legge nazionale, di nuovo si informi. Se non ha idea di come funziona lo studio di una qualche lingua in un’Università estera, di nuovo si informi.
    In generale, per i punti 1) 2) 3) 4) 5), dovrebbe informarsi un poco prima di scrivere. Altrimenti escono testi come questo, che sono la parodia di un articolo di denuncia e gettano discredito (e ridicolo) sulla professione giornalistica.

    Rispondi
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    Chantal Cresta 28/09/2010 a 13:10

    No, io non scherzo. Il mio ruolo non è questo. Riporto notizie e nel tal caso ciò che riguarda il modo in cui le amministrazioni regionali spendono soldi. Si tratti della gestione di Zaia, Galan, Pdl, Pd, Lega, destra o sinistra. Mi rendo conto che a qualche fedele elettore la cosa possa infastidire ma non so cosa farci. Il suo fastidio o quello di chiunque altro non sono cose che mi riguardano.
    Detto questo, ribadisco: se la stampa pone un dubbio ad un amministratore, è lui che deve rispondere e dimostrare la famosa trasparenza di cui si parla sempre. Non c’è altro da dire.

    Rispondi
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    carpa 29/09/2010 a 04:01

    Guardi che io non sono “fedele elettore” di nessuno. Quanto a cosa debba fare la stampa, le garantisco poi che ho molta, ma molta più pratica e preparazione di lei.

    Se scrive un articolo “Il Veneto degli sprechi. Lega Nord: i conti non tornano”, non dovrebbe affastellare a casaccio notizie mal scopiazzate e che non chiariscono affatto “i conti che non tornano della Lega Nord”, salvo poi arrampicarsi sugli specchi spacciandolo come un articolo di denuncia erga omnes. Suvvia, non prenda né me né gli eventuali lettori per scemi… Ha tentato in modo molto maldestro di fare un articolo anti-leghista (nulla a che fare con la stampa e il suo ruolo “etico”, dunque), come anche l’incipit dimostra chiaramente, salvo poi confondere goffamente le mele con le pere, in un minestrone (anzi, una macedonia) illeggibile.

    Compito della stampa è, intanto, informarsi, cosa che lei non ha fatto; poi, approfondire la traccia di una possibile notizia; quindi, terminati tutti gli accertamenti (doverosi soprattutto per un articolo di denuncia, altrimenti è volgare chiacchiera da bar) e individuati i possibili responsabili, pubblicare, attaccando anche con vivacità; a quel punto si può a buon diritto chiedere all’amministratore di rispondere alle contestazioni. E “gli si fa il culo”, se necessario (scusi il francesismo).

    Tutto questo non si ravvisa nel suo pezzo, che è intanto disinformatissimo, poi scritto coi piedi, avanza tesi risibili, confonde tempi, modi e responsabilità e infine usa toni scandalistici tanto per fare un po’ di casino, confidando sul fatto che il lettore è distratto o poco preparato. Un modello (negativo) da mostrare agli esami di Stato.

    Non sto ad annoiarla ulteriormente. E mi creda, non ce l’ho con lei (non so nemmeno chi sia) né sono interessato alla materia in particolare (non ho mai abitato in Veneto, salvo qualche mese per avviare una redazione, un po’ di anni fa). Anzi, mi scusi se sono stato a volte un poco tranchant: ma ho trovato semplicemente ributtante questo modo di (non) fare giornalismo. Saluti e buon lavoro.

    Rispondi
  12. avatar
    Francesco 29/11/2010 a 08:09

    Mai letto tante CAZZATE in vita mia!
    Una domanda a questa “così detta” giornalista che pare essersi ben informata prima di scrivere il pezzo. Di grazia mi CITA la fonti in base alle quali per la tutela della lingua friulana la regione Friuli-Venezia Giulia avrebbe speso la stratosferica cifra di ben 300 milioni di lire? Questa cifra è pura fantascienza! La Regione Friuli stanzia ogni anno SOLO 600 mila euro in tutto per la scuola e per le trasmissioni radio-televisive la cifra era (perchè ora è stata persino azzerata!) di ben SOLO 200 mila euro!
    E il GDBTF (grant dizionari bilingâl talian-furlan) ha avuto un costo bassissimo soprattutto se paragonato ad altri pari strumenti. Forse in 1O ANNI sono stati spesi in tutto meno di un milione di euro! Alla faccia dei 35 milioni citati in questa specie di accozzaglia di cazzate scritte senza citare alcuna fonte e sparando cifre a vanvera!

    CITARE LE FONTI PLEASE! E PER FONTI SI INTENDONO I DOCUMENTI CONTABILI O LEGISLATIVI, E NON ARTICOLI DI GIORNALI SCRITTI SENZA CITARE ALCUNA FONTE E SOLO CON IL CHIARISSIMO SCOPO DI “GETTARE MERDA” SUI DIRITTI LINGUISTICI DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE RICONOSCIUTE DALLO STATO ITALIANO E DALLA UNIONE EUROPEA, PENSANDO COSI’ DI COLPIRE E SPUTTANARE LA LEGA NORD. Solo a titolo informativo, la Lega Nord ha votato CONTRO la L. 482/99 che dava attuazione all’articolo 6 della Costituzione italiana che così recita: <>. Mai aperto la Costituzione italiana, vero? Mai letto la legge 482/99, vero? E soprattutto mai verificato gli stanziamenti EFFETTIVI con cui lo stato italiano e la regione FRiuli – Venezia Giulia hanno finanziato dal 1999 ad oggi la tutela della lingua friulana. Se sono state sparate cazzate sulla lingua friulana, è presumibile che lo stesso sia stato fatto anche per gli altri temi toccati nel testo…

    Rispondi
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    Francesco 29/11/2010 a 08:30

    Rettifico. Per la nostra “giornalista che si è ben informata”, per la lingua friulana sono stati spesi ben 300 milioni di EURO! Per errore avevo scritto LIRE nel mio commento precedente. Basta questo dato per ritenere SPAZZATURA l’intero articolo che di giornalistico non ha proprio nulla! Signora Chantal, cambi mestiere che è meglio! E se ha la presunzione da fare la giornalista CITI le fonti dei suoi dati o eviti di sparare cifre di pura fantasia, lette non si sa bene dove!

    Giusto perchè inizii ad informarsi ed eviti in futuro di scrivere su argomenti su cui non ha alba:

    http://com482.altervista.org/documents/docu10_01_it.pdf

    E si vergogni!

    Rispondi
  14. avatar
    Francesco 29/11/2010 a 09:29

    Ringrazio il moderatore per non aver pubblicato i miei due ultimi commenti. Evidentemente richiedere di CITARE le fonti a una psedo giornalista non è politicamente corretto. Sparare cazzate a vanvera in internet evidentemente è non solo corretto ma anche lodevole.

    Rispondi
  15. avatar
    Chantal Cresta 29/11/2010 a 12:16

    Caro Francesco,

    mi pare di capire che tanto livore riguardi la questione dei denari spesi per la promozione e la diffusione della lingua friulana. Ebbene, tra le tante cose che ho letto prima di scrivere l’articolo che (evidentemente) non condividi, ti lascio il link di un pezzo de l’Espresso che tratta anche delle cifre spese in FVG:
    http://spreconi.blog.espresso.repubblica.it/
    del 23/06/10. Sono sicura che la lettura ti interesserà e sono certa che la redazione della rivista sarà felice di leggere i tuoi commenti in proposito.
    Per quanto riguarda l’essere “ben informata”, è vero, cerco di esserlo, dopo di che ognuno ha il diritto e il dovere di intervenire per offrire il proprio contributo e punto di vista, purchè dato nei limiti dell’urbana cortesia. Un saluto.

    Rispondi
  16. avatar
    Francesco 29/11/2010 a 13:16

    Cara Chantal,
    non avevo dubbi sul fatto che la tua fonte fosse l’articolo dell’Espresso che tu mi segnali. Quello che forse non sai è che la reazione a questo articolo è stata fortissima e la redazione di questo “sedicente” settimanale di sinistra, è stata letteralmente invasa da e-mail e lettere di protesta. Come vedi, non serve io scriva all’Espresso, è già stato fatto e da tantissimi, anche se poi mi risulta che “L’Espresso” si sia ben guardato dal pubblicare anche solo mezza lettera di protesta.

    Comunque di riscrivo di nuovo: mi CITI LE “TUE” FONDI DOCUMENTATE (che non sia ovviamente quella autentica oscenità dell’articolo dell’Espresso) da cui risulti che per la lingua friulana sono stati stanziati ben 300 milioni di euro? Ovviamente i TUOI documenti devono essere tratti dalla finanziaria regionale (FR-VG) o statale e non invenzioni giornalistiche, ricopiate con il copia-incolla, come hai fatto tu! Idem per quanto riguarda i fantasioni 35 milioni di euro di cui avrebbe goduto la lingua friulana nel settore scuola.

    Resto in ansiosa attesa delle TUE fonti documentali. Ovviamente, come ben dovresti sapere, le fonti giornalistiche, NON DOCUMENTATE, sono prive di valore documentale.

    Rispondi
  17. avatar
    Chantal Cresta 29/11/2010 a 14:04

    Bene Francesco.

    Riprendo con una cosa che ho scordato di dirti prima: perdonami per l’attesa nella risposta. Questo articolo l’ho scritto un po’ di tempo fa e non avevo sott’occhio i commenti.
    Per quanto riguarda le mie fonti, invece, non so che dirti eccetto per il fatto che L’Espresso non è esattamente la prima armata Brancaleone dell’informazione. Io tendo a fidarmi (con opportuni riscostri) di una delle redazioni (insieme a Panorama) più serie che girano nel panorama editoriale italiano. Prova ne è che l’amministrazione del FVG non ha smentito nulla ma se a te risulta diversamente sono certa che me lo farai sapere.
    Invece, sui 35 milioni spesi per le scuole ti posso passare un’altra fonte, giacchè dell’Espresso non ne vuoi sapere:
    http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_03/furlan_dialetti_io_donna_567d18ea-9892-11de-b8d4-00144f02aabc.shtml

    Si tratta del Corriere della Sera che non è certo un baluardo dell’informazione di sinistra, almeno su questo saremo d’accordo. Nell’articolo non si ricordano i 35 milioni di euro ma vi sono elencati le varie voci di spesa che l’istruzione regionale ha dovuto affrontare per dare modo a studenti di ogni età di conoscere il friulano. Considerati i costi sostenuti, direi che 35 milioni siano una stima al ribasso. Un saluto.

    Rispondi
  18. avatar
    Francesco 29/11/2010 a 14:38

    E a proposito della tua FONTE giornalistica, da cui hai fatto il copia e incolla per il tuo “articolo” (sic!) , ti incollo qui sotto quanto pubblicato nel novembre 2009, sul sito internet del settimanale della arcidiocesi di Udine, La Vita Cattolica”. Scomettiamo che non sapevi nulla di questi esposti alla Procura della Repubblica?

    “UDINE (11 novembre, ore 14.45) – Un delitto contro la lingua friulana e tutte le minoranze linguistiche italiane. E alla Procura di Udine è arrivato un esposto che, secondo il proponente, porterà ad un rito per direttissima gli imputati.

    Sotto accusa gli autori degli articoli sui «costi del friulano» apparsi sui giornali «L’Espresso», «Io Donna» e «il Venerdì di Repubblica», in cui sono state pubblicate «notizie che discriminano in ragione della lingua parlata, fondate sull’intolleranza e la superiorità a danno della lingua friulana». Così scrive nel suo esposto Luca Campanotto, avvocato tirocinante presso uno studio di Udine.

    Alla base dell’esposto l’articolo 3 della legge 654 del 75 che punisce «chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico», una norma che nel 2001 il legislatore italiano ha poi esteso anche all’odio nei confronti delle minoranze linguistiche tutelate dalla legge 482 del 1999. A questo si aggiunge poi l’aggravante della legge Mancino del 93 sulle discriminazioni.

    Si tratta di un vero e proprio siluro nei confronti degli estensori degli articoli – Tommaso Cerno, Giulia Calligaro e Raffaele Oriani – e di uno degli intervistati, Raffaele Simone. «Per la prima volta queste leggi sono applicate a tutela del friulano – sottolinea Campanotto –. Sono felice di poter compiere per primo un atto di portata storica e di grande significato civile, se non altro simbolico. Spero che altri mi seguano nella denuncia». E aggiunge: «Il friulano deve diventare tema caldo».”

    Ti saluto. E la prossima volta evita di fare “copia e incolla” e documentati!

    Rispondi
  19. avatar
    Chantal Cresta 29/11/2010 a 15:59

    Veramente il “copia-incolla” non rientra nelle mie abitudini. Ad ogni modo grazie per il consiglio, continuerò certamente ad informarmi.

    Un saluto.

    Rispondi
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    Francesco 29/11/2010 a 19:00

    Complimenti Chantal,
    per aver avuto alla base del tuo articolo – relativamente alla lingua friulana – articoli pesantemente contestati con dati documentati.

    Comunque ti allego il link delle proteste inviate a l’Espresso – Io donna – e, prima che tu mi incolli anche questo link, come fonte primaria (SIC!) del tuo articolo, anche del “Venerdì” della Repubblica.

    Il Venerdì di Repubblica: http://com482.altervista.org/comunicats/comst09_09_it.pdf

    Il Donna: http://com482.altervista.org/comunicats/comst09_08_it.pdf

    L’Espresso: http://com482.altervista.org/comunicats/comst09_05_it.pdf

    Spero che la prossima volta sarai più prudente nello scrivere su internet, evitando di sparare cifre assurde come “300 milioni di euro” o “35 milioni di euro per la scuola”. Se solo ti fossi documentata sull’entità globale che lo Stato italiano ha stanziato ai sensi della L. 482/99 per tutte e 12 le minoranze linguistiche storiche dal 1999 ad oggi, e gli stanziamenti della regione FR-VG , avresti evitato di scrivere cifre fantasiose.

    Saluti

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    francesco 30/11/2010 a 06:58

    ….e soprattutto avresti evitato, per quanto riguarda la lingua friulana, a mio giudizio ovviamente, di ofrire a chi ti legge un chiaro esempio di giornalismo ciarlatano e strapieno di pregiudizi. Da quanto scrivi, sempre relativamente alla lingua friulana e ai friulani, non posso che dedurre che tu non sappia neppure che i friulani sono una delle 12 minoranze linguistiche storiche riconosciute dallo Stato italiano ai sensi dell’art. 6 della Costituzione italiana, e infatti scrivi di “Bibbia in dialetto”. Se questo è fare giornalismo forse è meglio tu cambi mestiere.

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  22. Pingback: Anonimo

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    Marco 27/02/2012 a 18:21

    Leggo soltanto ora questo susseguirsi di interventi, che mostra i limiti di un modo di fare giornalismo molto approssimativo, senza approfondimenti su dati reali e neppure una conoscenza diretta del territorio. Sono molto illuminanti gli scritti di Carpa e Francesco, mentre da free climber sugli specchi, quelli di Chantal. In Friuli, gli articoli di Giulia e Tommaso, hanno fatto discutere per la loro voluta imprecisione e faziosità. Più che articoli giornalistici, si tratta di rabbia scagliata contro il territorio, allo scopo di favorire il puro dileggio. Ma non hanno funzionato, se i dati di una ricerca universitaria hanno confermato che c’è un sostanziale rispetto per la lingua friulana, anche da parte dei non parlanti.
    Fa sorridere anche la sua ignoranza riguardo le leggi dello stato e la mancanza di umiltà di fronte all’evidenza, come sottolineato negli interventi di Francesco e Carpa, eleganti ed educati, come forse lei non sarà mai.
    Se le può servire, le voglio precisare che l’autonomismo e la tutela delle lingue locali in Friuli – Venezia Giulia (oltre al friulano ci sono anche sloveno e tedesco), risale a parecchi decenni fa ed è patrimonio originario della sinistra. Il friulano era lingua veicolare già all’Università di Cividale, nel 1300 e il suo insertimento nel novero delle dodici contemplate dalla legge 482 del 1999 è soltanto in virtù del fatto che non fa parte del sistema linguistico italiano e, quindi, dei tre ceppi fondamentali che la compongono. Con questo non è la “migliore”, ma diversa e quindi patrimonio ideale per comprendere anche la storia di una popolazione complessa.
    Immagino di parlare arabo, a lei, così intrisa di risentimento, con un’aria sufficiente e velatamente razzista.
    Ma immagino che non le interessi minimamente, sappia, però, che di fronte ad alcuni suoi colleghi ha fatto un’enorme figuraccia e per questo farebbe bene a rileggere con attenzione quel che le è stato precisatoin forma molto cortese.
    Un consiglio: non prenda come oro colato quel che viene pubblicato dagli altri giornali, cerchi di approfondire lei stessa, senza fare i soliti copia-incolla, che nascondono soltanto fretta di emergere, ma nascondono una grande mediocrità.
    Se vuole fare delle battaglie contro la Lega, superi il risentimenti e cerchi di comprendere il fenomeno, senza lasciarsi inannare dai fatti esteriori.
    E’ un consiglio da collega anziano.
    Cordialità

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    Chantal Cresta 27/02/2012 a 19:16

    I consigli sono sempre i ben venuti, tanto più se arrivano da fonti autorevoli. Per quanto riguarda l’educazione, non saprei che dirle salvo che non è mia abitudine essere scortese soprattutto perché non ne vedo la ragione trattando argomenti bipartisan come gli sprechi regionali che, penso, interessino tutti al di là di scelte di campo e di bandiera.
    Per esempio: a me non capiterà mai di dare dell’ignorante a chicchessia, tanto più su questioni come le minoranze linguistiche.
    Sono certa (l’ho anche scritto in commenti precedenti) che insegnare i rami della lingua natia sia una ricchezza. Per coloro a cui interessa. Dubito invece – allora come oggi – che sia necessario spendere milioni di euro per farlo, quando più utile sarebbe investire per consentire agli studenti di acquisire l’uso di lingue straniere fin dalle prime classi. E non mi riferisco solo all’inglese: francese, tedesco (che credo abbia già un certo spazio nelle aule scolastiche); ma anche cinese, arabo, spagnolo/portoghese che saranno le lingue economiche di domani, se non quelle di oggi.
    Il nord-est è una delle regioni più produttive d’Italia. Credo – conto a spanne – la più produttiva. Dal suo territorio escono i migliori cervelli e alcuni dei migliori prodotti che popolano il mondo dell’economia. Dovrebbe essere automatico tentare di rendere il territorio ancora più competitivo investendo in conoscenze utili al mercato del lavoro e dell’impresa. Se per lei questa è scortesia, spiacente di averla offesa.

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    Marco 04/03/2012 a 21:27

    Vede Chantal, apprezzo la pacatezza delle sue argomentantazioni, ma, credo, non vi sia la volontà di approfondire quello che abbiamo cercato di comunicarle a più riprese, con interventi molto diversi.
    Di primo acchito non riesco ad evincere ulteriori particolari riguardo chi mi ha preceduto, ma, dagli indizi, credo siano persone che conosco bene.
    Sono d’accordo con lei quando afferma che il Nordest è un’area dinamica, aperta ai mercati internazionali. Temo che non conosca bene il territorio, perché l’area non è omogenea, anzi, da città a città, ci sono degli evidenti squilibri e differenze culturali molto forti. Il Friuli confina con Austria e Slovenia e risente fortemente di questa sua propensione allo sconfinamento, frenata, negli ultimi 150 anni, da motivi “patriottici”, abbastanza alieni alle esigenze di apertura che lo hanno sempre caratterizzato. Poi, la mia regione, è anche quella che ha aderito in maniera meno entusiastica alla Lega e ha subito molte epurazione di partito, da parte del “sovrano assoluto” Bossi.
    Purtroppo la storia ufficiale che si studia a scuola non riesce a comprendere le stratificazioni e gli equilibri che hanno caratterizzato territori molto eterogenei, anche dal punto di vista fisico.
    Riguardo l’apprendimento delle lingue, mi basta l’esempio dei miei amici sloveni, che studiano e rispettano la loro lingua, ma ne sanno altre due o tre. La lingua locale dona loro quella necessaria autostima che tutti dovremo avere per imporci sui mercati, mentre le altre servono per comunicare e fare affari, ma anche per comprendere sottigliezze importanti che, altrimenti, ci sfuggirebbero, parlando soltanto in inglese.
    sappiamo un po’ tutti che può capitarci di dire Dober Dan a uno sloveno, Dobar Dan a un croato, Guten Tag a un austriaco o tedesco, ma anche Dobryi Den a un rosso di passaggio.
    In quanto all’importanza che attribuiamo alla lingua friulana, la dovrebbe incuriosire, invece che colpirla in senso negativo. In friulano si parla anche di scienza, si scrivono romanzi moderni, si fa radio, cinema, un po’ di televisione e non sempre gli argomenti riguardano il passato, ma sono perfettamente aderenti al presente, con originalità che sono studiate anche in Università europee. La stupisce sapere che una delle fautrici dell’insegnamento del friulano, la professoressa Schiavi Fachin, parla altre quattro lingue?
    Lo sa che il progetto originario di insegnamento delle lingue, prevedeva di differenziare le materie e descriverle in lingue diverse, appartenenti alle minoranze linguistiche del territorio (friulano, sloveno e tedesco), ma anche in inglese?
    Questo instillare un sostanziale rispetto e plurilinguismo, conservando la propria, le sembra davvero così antiquato?
    Non crede che sia difficile stabilire quali materie piacciono a un bambino? Tanti non amano la matematica. La aboliamo?
    Tuttavia il 67% dei genitori, anche immigrati, della provincia di Udine ha scelto il friulano alle elementari. Le sembra da stato democratico disattendere questa esigenza?
    Ha viaggiato nei luoghi, come Galles e Catalogna, dove le minoranze linguistiche hanno un trattamento di favore?
    Lo faccia e scoprirà molte cose interessanti, anche che non tutta la popolazione è a favore, ma tanti guardano con piacere e non subiscono.
    Credo che sapere queste cose sia positivo nell’ambito dell’autostima e della cultura d’impresa, che, mi permetta, non è l’unico dogma da seguire. Visiti il Friuli, ma anche il Veneto (per quel poco che lo conosco), avrà delle belle sorprese, ma cerchi anche di superare i confini mentali all’italiana e veda anche gli “stranieri” come elemento di conoscenza. Anche se ci ha dipinti in una certa maniera, nei suoi articoli, sappia che ci sono tante situazioni interessanti che potrebbero costituire materiale per i suoi articoli. Abbandoni per un attimo il giornalismo fazioso e controverso che si sta insediando in Italia e cerchi delle forme positive. Di tormentoni alla Costa Concordia o articoli anti lega, non abbiamo più bisogno, ma soltanto di capire la nostra complessità e metterla in pratica in forma positiva.
    Se le sonom sembrato troppo presuntuoso nella mia risposta, si ritenga di libera di esprimere il suo dissenso. Non mi offendo per così poco. Pure in questo sono friulano.
    Cordialità

    Rispondi
  26. avatar
    Chantal Cresta 04/03/2012 a 23:28

    Marco, io capisco cosa intende.
    Leggo nelle sue parole molto amore per la zona che, presumo, sia la sua d’origine. Tutto ciò è molto stimolante, non lo nego, molto più delle invettive dei suoi predecessori. Ripeto, ancora e di nuovo, che la questione non vive nell’insegnare le minoranze linguistiche del Friuli ma nell’opportunità di investire tanti denari per farlo.
    Mi dirà: è la nostra cultura. Certo, ci mancherebbe, ma sono anche i nostri soldi.
    Vede, quando scrissi questi lavori (sul Veneto e tutte le regioni a seguire) l’intento era quello di chiarire, alle soglie del federalismo fiscale, la natura dello Stato italiano: uno stato pressoché sociale che si finanzia spesso disinvoltamente, con denari che altrettanto spesso non ha, secondo logica di disavanzo. Metodo che già 2 anni fa stava minacciosamente scricchiolando e che abbiamo visto a cosa ci ha condotto, “incoronazione” di Monti compresa.
    Ora, lei afferma che il passato è un tesoro da salvaguardare. Non c’è dubbio. Il problema è che allora (quando scrissi) come oggi, la questione è il futuro.
    Brutto dirlo, capisco, ma se il mondo guarda a sud-est, est e sud-ovest, le didattiche scolastiche dovrebbero andare di conseguenza. Tanto più in una regione come il Friuli che ha nel DNA il plurilinguismo, il quale però per sopravvivere si deve aggiornare, altrimenti si rischia di tener vivo il passato e ammazzar il resto.
    Lei dice che gli sloveni studiano la loro lingua. Le credo. Ma la prima cosa che fanno è imparare l’italiano per superare il confine e sperare di trovar lavoro.
    Marco, guardi, alle accuse di faziosità sono abituata e ormai anche la parola comincia a non aver più molto senso per me. Posso dirle che son poche le cose che mi vedono pregiudizialmente schierata; non lo sono affatto, però, con ciò che riguarda l’economia. Destra o sinistra hanno poco valore.
    Molto ne ha invece il termine “crescita” che, però, oggi non può più comprendere anche espressioni come “disavanzo” e tanto meno “spreco”. E quando parlo di spreco – non se ne voglia – intendo tutto ciò che viene speso da un’azienda senza che essa ne abbia indietro un beneficio pari o maggiore al costo fatto. E tutto ciò diventa oggi, più di ieri, fondamentale quando si parla di soldi pubblici.
    Temo Sig. Marco che non riusciremo ad arrivare ad un’unità di vedute e mi creda se le dico che mi dispiace.

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