Il vaccino causa l’autismo? Quando l’inattendibilità diventa sentenza

È destinata a fare scalpore la decisione del Tribunale del lavoro di Milano, che ha indicato il vaccino esavalente come causa dell'autismo

vaccinoÈ senza dubbio destinata a far discutere la decisione del Tribunale del lavoro di Milano, che, il 23 settembre scorso, ha condannato il Ministero della salute a mantenere a vita un bambino affetto da autismo. La posizione della Corte è stata motivata con il legame tra la malattia del bambino, sorta del 2010,  e il vaccino esavalente, somministratogli nel 2006. Una decisione che presenta molti dubbi sia dal punto di vista giuridico che scientifico, nei confronti della quale il Ministero ha già presentato ricorso, e che rafforza la polemica sulla pericolosità dei vaccini.

IL VACCINO ESAVALENTE – Al centro della polemica il c.d. vaccino esavalente, somministrato ai bambini nel primo anno di vita attraverso tre iniezioni, allo scopo di proteggerli da malattie quali difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae di tipo b (Hib), pertosse, poliomielite e tetano. Il vaccino, iniettato anualmente a milioni di bambini in buona parte dei Paesi occidentali, induce il sistema immunitario a crearsi le proprie difese, evitando così che, qualora si verifichi l’infezione, i virus siano impossibilitati dal profilare.

LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE – Le motivazioni addotte dal Tribunale di Milano sono racchiuse in un documento di circa venti pagine, all’interno delle quali vengono analizzate e accolte le tesi proposte dal medico legale nominato dalla Corte stessa, basate perlopiù su un documento riservato redatto dalla Gsk, la casa farmaceutica produttrice del vaccino, sugli effetti collaterali del prodotto, omessi poi negli elenchi delle controindicazioni. In particolare, a causare il sorgere dell’autismo sarebbero stati «lotti di vaccino contenente un disinfettante a base di mercurio, oggi bandito per via della comprovata neurotossicità».

LA POSIZIONE DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA – Motivazioni che, come dicevamo poc’anzi, sono indubbiamente destinate a far discutere. In primo luogo perché, al momento, è assente una ricerca scientifica che possa dimostra una qualsivoglia correlazione tra la somministrazione dei vaccini e l’insorgere dell’autismo. L’unica pubblicazione scientifica a sostegno di una tale tesi fu pubblicata nel 1998 dall’allora medico Andrew Wakefield su The Lancet, una delle più importanti riviste in campo medico al mondo, in un articolo che descriveva i disturbi comportamentali manifestati da dodici bambini a cui era stato somministrato il vaccino trivalente. Soltanto in seguito si scoprì che il dottore aveva ricevuto 55mila sterline per dimostrare’ la pericolosità del vaccino, omettendo e distorcendo i dati, ottenendo così  la radiazione  e il divieto di continuare ad esercitare la professione medica.

vaccinoÈ COLPA DEL MERCURIO? – Anche per quanto riguarda il mercurio, è doveroso segnalare che, sempre per il momento, non esistono ricerche scientifiche che possano correlarlo all’insorgere dell’autismo. È vero che negli Stati Uniti da alcuni anni è stato deciso di escludere tale sostanza dai vaccini, ma tale decisione fu presa solamente perché la comunità scientifica si è preoccupata che, sottoponendo i bambini a sei iniezioni in una volta sola, questi potessero essere esposti ad una quantità di mercurio superiore al limite consentito.

E L’AUTISMO? – Il punto insomma è questo, buona parte delle cause che provocano l’autismo sono sconosciute, e non è dimostrabile,se non rifacendosi allo studio fasullo del 1998, che i vaccini siano tra queste. Anche analizzando i precedenti, la Corte non ha potuto certo appigliarsi alla sentenza resa nel 1998 dal Tribunale di Rimini, parzialmente basata sul già citato studio di Wakefield. Ma allora, se non si trovano precedenti giurisprudenziali di un certo peso, e se la comunità scientifica, che in materia dovrebbe essere considerata la campana più autorevole, non riesce a dimostrare una correlazione, su quali basi il Tribunale di Milano ha preso una decisione che, a conti fatti, contribuirà solamente a creare allarmismo, dando spago ad inqualificabili tesi complottiste che puntano solamente a far venir meno la fiducia dei pazienti nei loro medici? L’autismo è un problema particolarmente serio, che in Italia ad oggi affligge un bambino su duecento, e se non si riesce a capirne ancora le cause, di sicuro non saranno utili decisioni motivate da dati scientifici ‘parziali’ e difficilmente riscontrabili.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: guidaconsumatore.com  tantasalute.it

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