Il turismo in Italia, un settore dall’enorme potenziale

turismo in Italia

Il turismo in Italia: mari e spiagge sono - insieme alle città d'arte - tra i punti di forza dell'offerta turistica nazionale

Il Bel Paese è un territorio interessante sotto ogni punto di vista: in Italia si concentra un terzo delle opere architettoniche considerate patrimonio dell’umanità. La nazione ospita un numero di città d’arte irraggiungibile dagli altri Paesi, per non parlare di spiagge, monti e riserve naturali. La cucina italiana inoltre è notoriamente considerata la più buona del mondo e anche in fatto di intrattenimento non ci facciamo mancare nulla. Cos’è allora che non funziona? Come mai l’enorme potenziale turistico della nostra nazione viene sfruttato poco e male? Colpa della crisi?

Il nostro Paese è in grado di fornire 100 delle 160 forme di turismo più richieste nel mondo, un vero e proprio record, ma quali sono i punti più deboli di questo settore?

Turismo e arretratezza tecnologica

Il problema di base sembrerebbe risiedere nella mente degli italiani stessi e nell’arretratezza tecnologica rispetto ad altre nazioni europee che ci penalizza notevolmente all’estero. Il consulente per le strategie turistiche Josep Ejarque, durante una puntata del programma televisivo Report dedicata proprio a questi argomenti, ha così espresso la sua opinione su cosa andrebbe fatto oggi per incrementare l’affluenza turistica: «Innanzitutto non si può più restare fermi aspettando che arrivino i turisti. Oggi il visitatore non arriva da solo, devi andarlo a cercare tu sul web, altrimenti sei fuori dal mercato. E su questo l’Italia è ancora molto indietro rispetto agli altri».

Ecco dunque illustrato in poche righe uno dei problemi principali che impediscono all’Italia di risanare l’economia attraverso il turismo. Ma anche in Italia negli ultimi anni, nonostante la proverbiale arretratezza, molti operatori e agenzie di viaggio hanno scelto di unire l’esperienza accumulata negli anni con le opportunità offerte dalla rete. Il modello sperimentato dall’agenzia Viaggi Erbacci di Faenza è un esempio palese di come un operatore possa supplire alla mancanza di una presenza fisica su tutto il territorio con canali di contatto diretti, web, social network o il “vecchio” telefono, garantire offerte di voli e hotel a basso costo e soddisfare potenzialmente richieste da tutto il mondo.

La promozione turistica dei territori

Un’altra questione molto importante è quella della promozione turistica dei territori, che avviene ogni anno con campagne realizzate su scala regionale, che però in gran parte dei casi risultano inefficaci. Il motivo? Ce ne sono vari: dispersione eccessiva delle risorse, scarso coordinamento e scarsa efficienza. Stando ai dati della Federturismo ogni regione spende in media dai 380 ai 450 milioni all’anno in promozione, ma il risultato è molto meno brillante rispetto a quelli generati da Paesi come la Spagna e la Francia, che spendono meno della metà rispetto all’Italia.

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Cicloturismo: un settore che anche in Italia si sta affermando sempre di più

«Sinora ognuno sembrava andare per conto proprio, senza alcun coordinamento – ha dichiarato il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca – anzi, a volte siamo stati addirittura concorrenti». Ciò dimostra come la dispersione delle risorse ci sia stata e ci sia ancora, con una conseguente penalizzazione dell’andamento dell’intero settore. In molti ripongono le proprie speranze nel nuovo Ministro del Turismo, che si spera possa presentare progetti nuovi e soprattutto concreti per rafforzare un settore che, se gestito correttamente, potrebbe generare un incremento dell’occupazione capace di arginare notevolmente la critica situazione dei lavoratori in Italia.

Incrementare la promozione internazionale, portare avanti la lotta all’abusivismo, favorire il contenimento dei costi per le imprese del settore, migliorare il sistema di ricezione turistica e potenziare la cura e il mantenimento dei monumenti italiani, potrebbero essere soluzioni efficaci e soprattutto praticabili per risollevare l’economia del Paese.

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