Il Torino Film Festival tra polemiche, sperimentazione e pellicole di qualità

TORINO – Neanche il tempo di salutare tra consensi e polemiche, dubbi e certezze il Festival del Film di Roma appena concluso, che il ventitré novembre scorso è iniziata la trentesima edizione del Torino Film Festival, che si chiuderà il primo dicembre. Nato come Festival per un cinema indipendente e giovanile e affermatosi nel corso degli anni come il primo Festival metropolitano italiano, l’edizione 2012 non sta facendo mancare in questi primi giorni il fascino che gli compete e pellicole di livello.

La kermesse è però partita tra le polemiche, il rifiuto e la mancata presenza di Ken Loach all’assegnazione del Gran Premio Torino, riconoscimento alla carriera. Le sue parole hanno subito scosso l’ambiente, soffiando via un velo di ipocrisia e scegliendo la via coraggiosa del rifiuto a nome di una situazione più grande di qualsiasi opera cinematografica e di qualsiasi premio.

Testimoniando solidarietà nei confronti dei dipendenti della Cooperativa Rear, vittime di licenziamento, il regista ha colpito con forza e umanità: «Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni. Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio».

Nonostante la presa di posizione di Loach, il Festival è partito comunque alla grande, facendo registrare numeri più che positivi. Dopo il primo weekend infatti c’è stato un aumento del 12,6 percento di incassi di vendita di biglietti e abbonamenti, e di un 10 percento degli accreditati. Con un programma di tutto rispetto che vede presentati ben 223 titoli, di cui settanta in gara e ben 43 anteprime mondiali, 11 anteprime internazionali, 13 anteprime europee e due madrine – Claudia Gerini per la serata inaugurale e Ambra Angiolini per quella di chiusura – il Festival, diretto da Gianni Amelio, è iniziato con la presentazione fuori concorso della prima opera da regista del colosso Dustin Hoffman, Quartet, e si chiuderà con Il film Ginger & Rosa della britannica Sally Potter.

Tra i film in concorso ben tre italiani – Smettere di fumare fumando di Gipi Pacinotti, Su re di Giovanni Columbu, e Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo – e con presidente di giuria Paolo Sorrentino. Tra le pellicole più attese la rilettura dell’Anna Karenina di Joe Wright, Thanks for sharing, con Mark Ruffalo e Gwyneth Paltrow, No, con Gael Garcia Bernal sulla fine della dittatura di Pinochet e Maniac con Elijah Wood. Le novità importanti si scopriranno via via nelle altre sezioni del Festival, come TO XXX, dedicato agli autori scoperti nelle passate edizioni dell’evento, Spazio Torino, concorso dedicato ai cortometraggi di autori piemontesi, TFFdoc, dedicata ai documentari – attesi I don’t speak very good, i dance better di Maged El Mahedy, sulla primavera egiziana, e L’amore e la follia di Giuseppe Casu sulla chiusura delle miniere sarde. Confermata la sezione Rapporto Confidenziale, dedicata a thriller e horror, e grande spazio al cinema sperimentale nella sezione Onde.

Un Festival poco avvezzo alle star e più alle scoperte, che non si preoccupa di presentare solo anteprime, ma abbraccia pellicole di qualità anche già proiettate per alzare il livello qualitativo generale e conferma la vena sperimentale, vero marchio di fabbrica della manifestazione. Nel dettaglio i film in concorso:

Arthur Newman – Dante Ariola (Stati Uniti)

Breaking Horizon – Pola Schirin Beck (Germania / Francia)

Call Girl – Mikael Marcimain (Svezia / Norvegia / Finlandia / Irlanda)

The First Aggregate – Erdenibulag Darhad, Emyr ap Richard (Inghilterra / Cina)

I.D. – Kamal K.M. (India)

The Liability – Craig Viveiros (Inghilterra)

Made in Ash – Iveta Grofova (Slovacchia / Repubblica Ceca)

Noi non siamo come James Bond – Mario Balsamo, Gabrielli Guido (Italia)

Una noche – Lucy Mulloy (Stati Uniti / Inghilterra / Cuba)

Pavilion – Tim Sutton (Stati Uniti)

Present Tense – Belmin Söylemez (Turchia)

Shell – Scott Graham (Inghilterra)

Smettere di fumare fumando – Gipi (Italia)

Sun Don’t Shine – Amy Seimetz (Stati Uniti)

Su Re – Giovanni Columbu (Italia)

Terrados – Demian Sabini (Spagna)

Gian Piero Bruno

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