‘Il terremoto era prevedibile’: a L’Aquila lo dice il giudice

Terremoto l'aquila (abruzzolive.tv)

Il terribile terremoto che colpì L'Aquila nel 2009 (abruzzolive.tv)

L’Aquila – Il terremoto del 6 aprile 2009 «non era affatto imprevedibile»: lo ha deciso il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, con le motivazioni della condanna di quattro imputati: Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredo Rossicone, condannati a quattro anni, e Pietro Sebastiani, che se l’è cavata con due anni e mezzo. A nulla è servita l’opinione della comunità scientifica mondiale, che ritiene impossibile prevedere un evento sismico: la giustizia italiana la pensa diversamente.

L’evento – Stando a quanto si legge nelle motivazioni, il giudice si è affidato alle indicazioni tecniche, che giudicano il terremoto prevedibile perché si è «verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l’area aquilana»; l’evento sismico, quindi, doveva essere previsto dagli esperti, che non hanno agito al meglio delle loro possibilità. Questa sentenza riapre il dibattito tra la comunità scientifica, da sempre convinta dell’impossibilità di prevedere tali eventi, e i molti che vorrebbero trovare dei colpevoli per i decessi, otto vite spezzate da una tragedia e dall’imperizia umana: quella dei costruttori delle abitazioni.

I geofisici – L’allarme della comunità scientifica, già in allerta per le precedenti decisioni giudiziarie, riguardanti la Commissione grandi rischi, che avrebbe fornito “false rassicurazioni” alla popolazione, impedendole di adottare le tradizionali precauzioni, tra cui l’abbandono dell’abitazione dopo le scosse. Gli imputati in quel caso furono condannati a sei anni per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.
Secca l’opinione di Enzo Boschi, un noto geofisico italiano: «i terremoti finora non li ha mai previsti nessuno. Allo stato attuale delle conoscenze – ha spiegato il professor Boschi – non si riesce a prevedere i terremoti. Quello che è possibile fare, e che i Paesi avanzati fanno, è rendere più sicuri gli edifici in modo da ridurre al massimo in danni».
Il pericolo, ora, è che fiocchino allarmi preventivi non giustificati, in modo che gli scienziati possano sentirsi al riparo: fino a che qualcuno non li citerà per procurato allarme, dopo uno sgombero senza alcun terremoto a seguire.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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