Il terremoto di Roma, psicosi collettiva?

Roma rasa al suolo

Roma rasa al suolo

Alla fine di tutto i romani hanno tirato un sospiro di sollievo. La profezia di Bendandi non si è avverata, e la città eterna non è stata rasa al suolo da un terribile sisma. Ma se nella Capitale adesso ci si può rilassare (fa comunque pensare il dato che almeno il 20% dei cittadini nella giornata di ieri non sia andato al lavoro per restare al sicuro dentro casa, per non parlare dell’aumento percentuale delle visite, in un giorno non festivo, agli agriturismi laziali) in Spagna, nella cittadina di Lorca (Murcia) una scossa di magnitudo 5, 3 si è abbattuta sul territorio causando ben 8 vittime, diecimila sfollati e danni di ingente valore.

Nella penisola iberica adesso è paura, e si teme che ciò che è accaduto ieri si tratti solo di un avvertimento. Il presidente Zapatero ha già inviato sul posto 150 effettivi dell’esercito per aiutare la popolazione.

Ma a questo punto quello che ci si chiede è se i calcoli di Bendandi non fossero del tutto sbagliati, prevedendo un terremoto che in tutti gli effetti c’è stato , “toppando” solamente la collocazione geografica di alcune migliaia di chilometri. Ma a questo si oppongono molti sismologi, sostenendo la diversa conformazione territoriale di due nazioni come Spagna e Italia.

La teoria tuttavia più accreditata è quella di una enorme psicosi collettiva, paragonabile all’annuncio dell’invasione extraterrestre che venne data anni orsono alla radio durante lo sceneggiato “La guerra dei mondi” interpretato da Orson Welles  anni fa, era il 1938, e che scatenò il panico nella popolazione. Andando infatti a ritroso, la leggenda del terremoto di Roma ha inizio anche in questo caso con un forte mezzo di comunicazione: il web, dove mesi fa, su alcuni newsgroup alcuni utenti della rete avevano iniziato a citare alcune quartine delle profezie di Nostradamus che prevedevano il disastro.

Terremoto Murcia

Terremoto Murcia

Da lì a Bendandi il passo è stato assai breve, la notizia ha cominciato a girare su blog, social network, giornali, tv, scatenando il panico. Molti psicologi hanno parlato di “uomo tecnoliquido” per spiegare come, immersi ormai in una società la cui informazione tempestiva domina incontrastata, non possono fare altro che credere a tutto ciò che gli viene trasmesso, continuando a cercare notizie e aggiornamenti per placare in tutti i modi possibili stati d’ansia e preoccupazioni.

E’ una spiegazione plausibile, che però non chiarisce e aiuta a rispondere alla domanda: bufala o no? Per Roma inoltre non è la prima volta che accadono cose di questo tipo: alcuni anni fa si era diffusa la leggenda metropolitana di un coccodrillo che viveva liberamente nelle acque del Tevere. Per giorni le autorità locali gli hanno dato caccia, fino a trovarlo. Solo che era un pupazzo a grandezza naturale.

In tutta questa complicata storia, fatta di ipotesi, studiosi, sciocchezze e scienza, le uniche persone che veramente ci hanno rimesso qualcosa sono stati i poveri spagnoli. E qui non si tratta di profezie, ma di crudele realtà.

Adriano Ferrarato

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