Il sesso migliore? Lo si fa a 45 anni

Secondo l’Institut Francais d’Opinion Publique, i 45 anni sono la soglia in cui sesso e vita quotidiana abbattono le barriere di ansia e preoccupazione

Secondo l'Institut Francais d’Opinion Publique, il sesso migliore lo si fa a 45 anni (donnesulweb.it)

Secondo l’Institut Francais d’Opinion Publique, il sesso migliore lo si fa a 45 anni (donnesulweb.it)

Il sesso migliore si fa a 45 anni. È questa la sentenza emersa da una ricerca effettuata dall’Institut Francais d’Opinion Publique. Sarebbe proprio quella, infatti, l’età adatta per raggiungere il più alto picco di piacere durante il rapporto sessuale col proprio partner. Le motivazioni sarebbero da ricercare tra indici di tipo sia psicologico che fisico.

UN PIACERE PROLUNGATO – Almeno in Italia, la maggior parte degli intervistati (83%) vede proprio nei 45 anni l’età giusta per godere a pieno del rapporto amoroso. Il 70% di essi, inoltre, ha dichiarato di essere pienamente soddisfatto della propria vita di coppia. Ma c’è di più: a partire dai 45 anni, il piacere sessuale si prolunga fino ai 65 costruendo una vera e propria fascia temporale all’interno della quale si sviluppa una modalità completamente nuova e diversa nel sostenere il rapporto sessuale.

Tra lo sviluppo sessuale di un uomo e quello di  una donna c'è una distanza di dieci anni (benessere.guidone.it)

Tra lo sviluppo sessuale di un uomo e quello di una donna c’è una distanza di dieci anni (benessere.guidone.it)

MATURI O IMMATURI? – La differenza di completa maturità sessuale tra uomini e donne sarebbe di circa dieci anni. Mentre gli uomini completerebbero il proprio personale sviluppo sessuale prevalentemente intorno ai 43 anni, le donne mostrano evidenti segni di maturità intorno ai 32 anni. Per moltissime donne, infatti, la causa principale della rottura dei rapporti di coppia risiede in comportamenti maschili eccessivamente “mammoni” e poco orientati alla seria considerazione della vita di coppia. Complice di simili atteggiamenti maschili sarebbe l’educazione familiare: sono prevalentemente di sesso maschile gli individui italiani che restano in casa con la famiglia per più tempo, preferendo inseguire anche per molti anni un titolo di studio universitario e un lavoro precario rendendo, di fatto, difficile il distacco del “cordone ombelicale”.

AFFANNI E NON AFFANNIAppartiene al sesso femminile l’orologio biologico più longevo e sonante che spinge a preferire l’istinto di moglie e madre alle pur sempre libere e legittime scelte professionali. La fase dei 30 anni, però è quella vissuta con più stress proprio perché continuamente altalenante tra il desiderio di mettere al mondo un figlio e la necessità di far fronte all’attuale precarietà della vita sia professionale che quotidiana. Aumenta, così, lo stress soprattutto nei giovani, anche laddove la presenza effettiva di un figlio non addolcisce più di tanto le aspettative di una vita che si rivela immersa in notti in bianco e difficoltà economiche da superare.

Superati i 40 anni, diminuisce l'ansia da prestazione (pinkdna.it)

Superati i 40 anni, diminuisce l’ansia da prestazione (pinkdna.it)

Non è così, invece, alla soglia dei 40 anni, perché sia il corpo umano che il contesto esistenziale generico cambia di molto: al di là di ovvie e gradualmente naturali limitazioni biologiche – specie per quanto riguarda il sesso femminile – dai 40 ai 45 anni si comincia a vivere una fase esistenziale meno ansiosa e più orientata alla tranquilla gestione del proprio spazio vitale.

STOP ANSIA – Secondo gli studi, quella dei vent’anni è l’età in cui ci si affanna di più a migliorare le proprie performance in senso generale, sia con il proprio partner che nei confronti della vita in generale. L’ansia da prestazione, però, cala con la maturità biologica soprattutto nei rapporti intimi: l’esigenza di risultare piacevole all’altro, infatti, diminuisce in favore del recupero di un rapporto intimo sempre più coinvolgente e sincero. Questa situazione, tra l’altro, porta ad un accrescimento notevole per quanto riguarda l’autostima: ci si accetta di più e ci si costruisce una libertà che risulta fondamentale nell’abbattimento delle inibizioni.

Specialmente nelle coppie longeve, superati i 40 anni e oltrepassate tante difficoltà apparentemente insormontabili, nasce un’intimità estremamente profonda e indissolubile che consente alla coppia di abbandonarsi all’amore con più facilità e spensieratezza.

Foto: donnesulweb.it / benessere.guidone.it / pinkdna.it

Stefano Gallone

@SteGallone

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