Il seno. Una dolce ossessione, anzi due

Basta con l’egemonia femminile! Questa rubrica su sesso, annessi e connessi ha bisogno anche di un parere maschile.

Basta con le ‘bastonate’ ai poveri uomini, sempre tra incudine e martello, sotto processo perchè le donne si addormentano durante il rapporto e sono costrette a fingere un orgasmo, o ancora peggio zimbelli di turno quando armeggiano impacciati con il condom. È il momento di far sentire la nostra voce e ribattere alle varie Lady G.odiva, Belle de Nuit e Lo.Lee.ta.

L’espediente per rivendicare il nostro ruolo, care donne, è una porzione del vostro corpo davanti alla quale difficilmente possiamo rimanere indifferenti. È una coppia capace di stregarci, affascinarci, inebetirci, ipnotizzarci. Resteremmo ore a guardarla, perdendoci in essa o col desiderio di farlo. La osserviamo muoversi e sussultare, capace di rivelarci molto di voi, delle vostre emozioni, ansie, paure.  Macchè occhi, sto parlando delle tette!

Un po’ è vero, ne siamo ossessionati, ma come non esserlo! Lo dite sempre anche voi che siamo esseri semplici, incapaci di fare due cose contemporaneamente, dall’intelletto fermo allo stadio dell’uomo di Neanderthal, soggetti più agli istinti primordiali che al lucido raziocinio, quindi è ovvio che la nostra attenzione vada là dove la porta spontaneamente la Natura, non proprio all’origine di tutto – quella si trova un po’ più in basso – ma molto vicino, nel luogo in cui abbiamo attinto il primo nutrimento.

E poi vi siete mai chieste perchè siano proprio lì, facilmente e comodamente raggiungibili dallo sguardo, ma anche dalle mani, se non per essere guardate e toccate? Mai affermazione fu più santa di quella di Penny, la bionda ballerina di Dirty Dancing: «Dio non ci avrebbe dato le tette se non avesse voluto farcele agitare!».

Ci biasimate quando aneliamo alle vostre turgide rotondità, ma la colpa è tutta vostra. Fino ad una certa età siete voi stesse a stringerci teneramente al petto, permettendo alle nostre paffute manine esplorare zone che poi diventano improvvisamente off limits. Come potete pretendere, dopo averci fatto assaggiare il piacere di poggiare la testolina sul più morbido dei cuscini, che ci si rassegni a rinunciarci? Pura e semplice crudeltà, di quelle che solo il sesso femminile è in grado di infliggere.

Volete poi farci credere che questa nostra fissazione abbia a che fare con brutali e rozzi istinti animaleschi, ma dimenticate quanto artisticamente il seno sia stato celebrato da grandi maestri, esponenti di tutte le più eccelse arti dell’intelletto.

Come dimenticare la mitica Tabaccaia di Federico Fellini? O guardando alla storia della pittura la miriade di nudi, osservando i quali l’occhio si sofferma inevitabilmente su quelle due dolci protuberanze? E che dire della filosofia. Nietzsche, che non era certo un cretino qualsiasi, scriveva «Ci sono sulla terra molte buone invenzioni: le une utili, le altre gradevoli: per esse la terra è amabile. E certe cose vi sono così bene inventate, da essere come il seno della donna: utili e piacevoli a un tempo» (Così parlò Zarathustra, 1895). Philip Roth, scrittore americano Premio Pulitzer per la narrativa, ha dedicato un intero racconto alla descrizione della trasformazione di un professore universitario in un enorme mammella! Loro li considerate dei geni e noi, uomini comuni attratti da quello stesso elemento anatomico, delle bestie.

Vittime del vostro più profondo disprezzo diventiamo poi quando vi capita di leggere che al 65% degli uomini piace il seno rifatto o che un intervento di chirurgia estetica per l’ingrandimento è uno dei regali più gettonati dei maschi verso le loro mogli e fidanzate. Care donne, se per voi le dimensioni non sono importanti (ma ne siete proprio sicure?), permettete che dal nostro punto di vista sia invece preferibile una coppa C, anche D suvvia, invece di una prima misura? Diciamolo senza peli sulla lingua: se ci sono situazioni in cui ci si può accontentare di assaporare una vellutata albicocca, esistono momenti in cui inevitabilmente esplode la voglia di addentare un melone!

Non vogliatecene, care lettrici e care colleghe della Redazione, se nella nostra semplicità restiamo imbambolati davanti ad una profonda scollatura, se sulla spiaggia ci estraniamo circondati da tanto ben di Dio, se quando usciamo con gli amici il discorso cade proprio su quello, quando troviamo l’anima gemella, capace di amarci per ciò che siamo, con i nostri limiti e difetti, poco importa quale taglia di reggipetto abbia. Ognuna di noi è per ciascuno di noi la metà perfetta e complementare, anche senza essere una maggiorata.

E poi c’è sempre la chirurgia plastica…

Macho Man(cato)

 

Fonte foto www.globaldonna.com, viaggiareconunclickandworldnews.wordpress.com

 

 

 

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2 Risponde a Il seno. Una dolce ossessione, anzi due

  1. avatar
    anna 25/06/2011 a 12:29

    in pratica: viva le tette abbasso le donne! ma…una bella bambola gonfiabile?

    Rispondi
  2. avatar
    admin 25/06/2011 a 17:36

    Cara Anna, viva le tette sì, ma mai abbasso le donne, divine proprietarie delle suddette. Quanto alla bambola gonfiabile, forse per certe esigenze può andare bene, ma quando si ha voglia di accarezzare un seno, non c’è plastica che regga il confronto con la vostra pelle. Quindi viva te e tutte le donne. Macho Man(cato)

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