Il ritorno del terrorismo a Gerusalemme, Al Qaeda opera in Brasile

Spagna  – Zapatero annuncia che non si presenterà alle elezioni del 2012. Sciogliendo i dubbi sul suo futuro, il Capo del Governo spagnolo, nonché Presidente del PSOE, ha definito la sua decisione come meditata e coerente con quanto ha sempre sostenuto sulla necessità di non rimanere più di otto anni al potere. Il successore sarà scelto con le primarie, ed al momento il possibile successore sembra essere Alfredo Perez Rubalcaba, attuale Ministro degli Interni.

L'ex Presidente Americano Jimmy Carter

Cuba – L’ex Presidente Americano Jimmy Carter si è recato in visita da Fidel Castro. L’incontro è stato definito come una riunione tra vecchi amici, tanto che Castro ha definito Carter l’unico presidente americano che ebbe la sufficiente serenità per trattare il tema delle relazioni tra i due Paesi. Anche questa volta oggetto della riunione è stata  la possibilità di creare dei ponti tra le due nazioni, ipotesi che non poteva non passare per la discussione del caso dell’americano Alan Gross, contrattista recentemente condannato a 15 di reclusione nell’isola per attività sovversiva.  Carter ha, poi, dichiarato che invierà il proprio rapporto al Presidente Obama, sostenendo la necessità di porre fine all’embargo americano nei confronti dell’isola.

Yemen – Continuano le proteste nella capitale Sana’a contro il Presidente Ali Abdullah Saleh. Sebbene quest’ultimo abbia dichiarato l’intenzione di farsi da parte nel rispetto dei principi costituzionali, le ultime manifestazioni sono state caratterizzate dagli attacchi delle forze di polizia sui manifestanti. Bollettino: 2 morti e 250 feriti. Per ora.

Brasile – Rivelati dalla Rivista Veja documenti che sembrano comprovare il conoscimento da parte della polizia dell’esistenza di una rete di gruppi estremisti, tra cui sembra possibile individuare Al Qaeda, Hamas ed Hezbollah. L’intera rete fino ad ora svilupperebbe le sue attività prevalentemente in logistica, raccolta fondi e coordinamento delle operazioni terroristiche fuori dal Paese. Già scattato l’allarmismo nelle classi politiche e nella società civile.

Iraq – Assalto armato contro la sede del Governo Provinciale di Salahedin, nella città di Tikrit. Bilancio dell’attacco: 45 morti e il numero dei feriti al momento si ferma a 60. A quanto pare, inoltre, gli assaltanti durante gli attacchi, in cui venivano utilizzate  macchine bomba, bombe a mano e cinturoni esplosivi, sono riusciti a sequestrare alcuni dei funzionari della sede governativa. Piccola curiosità: gli assaltanti indossavano uniformi della polizia.

Benjamin Netanyahu

Israele -  Dopo sette anni si ripresenta il terrorismo a Gerusalemme. L’attacco, che ha provocato un morto e circa una quarantina di feriti, non è stato al momento rivendicato da nessuno. La polizia ha avviato le indagini senza però avere alcuna pista concreta da seguire al momento. L’attacco a fatto ritornare la città ai momenti piu bui della Seconda Intifada, tanto che numerose sono state le dichiarazioni di politici che richiedevano azioni generalizzati nei confronti dei palestinesi. Allo stesso tempo, ricordiamo che la tensione continua a salire nella Striscia di Gaza, tanto che il Primo Ministro Netanyahu ha dichiarato la attivazione di uno scudo per l’intercettazione dei missili provenienti dalla Gaza.

Filippine – Il più grande gruppo separatista del Paese, il MILF (Moro Islamic Liberation Front), ha annunciato negli scorsi giorni l’espulsione di Ustadz Ameril Umbra Kato, con l’accusa di non rispettare le politiche del gruppo e organizzare un gruppo armato separato. La mossa sembra essere indirizzata a rinforzare i colloqui di pace in atto dal 2010 tra il gruppo ed il governo del Presidente Benigno Aquino, che vorrebbero mettere fine al conflitto separatista che negli anni ha causato la morte di centoventimila persone, causato la dislocazione di piu di 2 milioni di abitanti e impedito lo sviluppo di un’area estremamente ricca di risorse.

Kenia – Lo Stato africano sta offrendo rifugio a oltre mezzo milione di rifugiati somali, che continuano ad attraversare le frontiere viste l’altissima instabilità ed i conflitti che stanno caratterizzando la nazione Somala. Il Governo Keniota si è dichiarato altamente preoccupato per la situazione, che continua ad avere ovvie ripercussioni alle frontiere, come gli ultimi attacchi dei giorni scorsi, invitando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a prendere delle misure, affinché si possa salvaguardare la vita di milioni di innocenti. Ancora in attesa di una risposta.

Chile – Da sempre oggetto di interesse, l’Antartide è negli ultimi anni divenuta la protagonista di sempre più numerosi progetti di investigazione scientifica. Vista la sua vicinanza geografica, il Chile ha de sempre reclamato una serie di diritti su tale territorio, in nome del proprio interesse nazionale. Negli ultimi anni, però, il Paese è riuscito a farsi promotore di una serie di progetti scientifici: ben 47 solo nell’ultimo anno, di cui 34 già posti in essere.

USA – Wikileaks continua a mietere vittime e creare fan desiderosi di emularlo. È cosi che in America nasce Porn Wikileaks, che si è assunto l’oneroso compito di rivelare i veri nomi di attori ed attrici del mondo dell’Hard. Sconosciute le ragioni alla base di tale esigenza, forse puramente moralista secondo alcuni,  le cui ripercussioni sembrano non farsi attendere, visto che in genere sono pochi coloro che si dedicano alla professione di attore porno a tempo pieno, e molti coloro che hanno vissuto tale esperienza di “passaggio”. Già licenziati due professori: l’amministrazione scolastica aveva scoperto la loro partecipazione giovanile in un film porno.

il Presidente Robert Mugabe

Zimbabwe – Trema la stabilità nel Paese ed in vista delle prossime elezioni amministrative, il Presidente Mugabe ritorna far parlare di se. Sembra infatti che siano ripartire una serie di campagne di violenza politica, intimidazioni e arresti. A fare la differenza sembra essere questa volta l’atteggiamento dei Paesi Africani vicini. Accusati da sempre di essere troppo soft con Mugabe, questa volta sembrano aver lanciato una inusuale campagna mediatica per esercitare pressione e porre fine cosi alla spirale di violenza instauratasi.

Pakistan – Due attacchi suicidi nei pressi del santuario Sufi, Sakhi Sarwar, dove era in atto un festival tradizionale, hanno causato la morte di 42 persone e ferito più di cento, secondo le dichiarazioni ufficiali della Polizia. Al tempo stesso il bilancio non è stato maggiore, grazie alle misure di sicurezza che hanno impedito l’ingresso al Santuario dei due attentatori. Arrestato inoltre un terzo, il cui tentativo è fallito, a causa della completa detonazione del proprio ordigno, che ha consentito cosi di limitare le vittime e assicurare l’individuo alla giustizia.

Costa d’Avorio – Continuano gli scontri nella capitale Abidjan, tra i sostenitori del Presidente Laurent Ggabo e quelli di Alassane Ouattara. Il primo, destituito, ha fatto sapere ancora una volta di non avere intenzione di lasciare il potere, ritenendo un colpo di stato quanto messo in atto dal rivale. Ouattana è, ricordiamo, il Presidente ufficialmente riconosciuto dalla Comunità Internazionale. Analisti occidentali ritengono che il conflitto stia per volgere al termine, viste le numerose vittorie dell’avversario e defezioni: ultima quella del Capo di Stato Maggiore, che si è rifugiato nell’Ambasciata Sudafricana.

Il Pastore Wayne Sapp

Germania – Soccombe la Merkel nelle amministrative. Il voto conferma gli exit poll, che davano il partito al potere in forti difficoltà. Ad aver giocato un ruolo fondamentale, la questione del Nucleare, che ha permesso la storica vittoria dei Verdi nel land di Baden – Wüttemberg, fortezza dei partiti democristiani. Le ripercussioni non si sono fatte attendere, visto che sebbene la Merkel avesse fissato preventivamente la chiusura delle centrali nucleari per il 2020 ha deciso di accelerare, indicandola come priorità.

Afghanistan – il rogo del Corano, avvenuto lo scorso 21 marzo ad opera del pastore americano Wayne Sapp non ha fatto attendere le sue ripercussioni: un assalto alla sede ONU si è verificato negli scorsi giorni, causando la morte di 12 persone, due delle quali sembrano essere state decapitate. Unanimi le condanne della Comunità internazionale e forte lo stupore: la zona dove si sono svolti i fatti, era una di quelle considerate più sicure a livello nazionale.

Redazione

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